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La
Cellula, componente elementare di ogni essere vivente, é costituita da un
insieme di strutture per lo più formate da molecole proteiche. Ma
esistono moltissimi tipi di proteine che differiscono tra loro per numero
e disposizione degli aminoacidi componenti.
Di conseguenza le cellule devono possedere una serie di
istruzioni in codice che, una volta tradotte, permettano una
veloce produzione di proteine
- vedi anche Metabolismo
Questo codice e' scritto e conservato nel
DNA ed e' detto
codice
genetico.
Il
programma analizza la struttura e la composizione del
DNA, il valore del
codice genetico, la capacita' del DNA di duplicarsi per trasmettere le
medesime informazioni ad una nuova cellula e l'importante funzione del DNA
nella crescita di ogni organismo.
Il
Corpo Umano (cosi come tutti gli esseri Viventi) e' ben
noto, e' un'insieme di
cellule e quindi esso segue e
sopravvive con i Principi e gli
Schemi del
funzionamento della
Cellula, la quale come e' ben evidenziato in questa pagina
funziona per mezzo dei Giusti Rapporti fra l'ambiente
esterno il liquido extracellulare e quello interno (liquido
intracellulare), i quali sono determinati in primis dai
rispettivi
pH, -
regolati nei loro giusti rapporti dai processi
acidi-base + potenziale RedOx + dalla resistenza
elettrica
ro' extra
ed intra cellulare, cioe' dalla loro carica ionica = bio
elettronica.
vedi
Bio
Elettronica +
Pompa Sodio-Potassio +
+
Omeostasi
Pressione osmotica: Pressione
minima da applicare a una soluzione per impedire al solvente
posto oltre una membrana semipermeabile di diffondersi
attraverso la membrana.
Essa e' attivata e determinata dalla differenza di
potenziale fra liquidi interni ed esterni della cellula.
solo una buona differenza di potenziale fra i liquidi intra
ed extra cellulari permette il passaggio attraverso la
membrana cellulare.
Quindi
il corpo umano si ammala
solamente quando questi Giusti Rapporti si
alterano
(vedi
Come e
Perche' nasce la
malattia) e la guarigione DEVE
seguire assolutamente ed in primis il riordino di questi.
La
malattia e' una sola (non esistono malattie, ma solo
malati con infiniti possibili
sintomi) essa e'
l'alterazione della funzionalita' cellulare e corporea per
l'alterazione dei Giusti Rapporti del
pH + rH + ro'
extra ed intracellulare.
La/e
cellula/e degli esseri viventi
e' (sono) anche
circuiti oscillatori, questi circuiti
oscillanti, permettono alle singole cellule di autosintonizzarsi sulle frequenze terrestri (del campo
elettromagnetico terrestre) le quali a loro volta sono
interdipendenti con la posizione spaziale sulla superficie
terrestre + le frequenze del Campo Universale.
Quindi significa che ogni cellula od insieme di cellule ogni
volta che si sposta con l'organismo che la ospita, sulla
superficie terrestre, invia e/o riceve un segnale
(frequenza) che le indica su quale frequenza si deve
sintonizzare per realizzare e cercare il suo specifico
"punto nave" cioe' essa e' in grado di determinare la sua
specifica posizione spazio-temporale in ogni situazione.
Ma cio' succede anche a livello corporeo dei singoli
viventi, cio' significa che ogni cellula e' in grado di
sintonizzarsi sulle varie frequenze dello spettro
elettromagnetico dell'essere ospitante a seconda del "luogo"
ove essa risiede in esso rispetto ai vari organi e/o
posizioni (alto-basso-davanti-dietro).
La dimostrazione ? = le
cellule staminali a seconda di dove esse vengono
impiantate (alla nascita e/o per intervento) esse "prendendo
la frequenza del luogo", si rendono capaci si assumere le
"sembianze-funzioni" delle cellule nelle quali si vengono a
trovare, non per specifica ed intrinseca capacita delle
cellule staminali, bensi', per le capacita intrinseche del
sistema rivelatore endo cellulare che il loro presente
circuito oscillatorio permette loro, sintonizzandosi, di
acquisire "sembianze-funzioni" dalle frequenze vibratorie
dell'insieme cellulare con il quale sono venute in contatto.
Ogni
cellula del corpo umano, (circa 100 miliardi) dalla pelle ai muscoli al
fegato, eccetto i globuli rossi, racchiude 46 piccoli corpi, i
cromosomi,
costituiti da un doppio filamento lunghissimo e ripiegato molte volte, il
DNA che e' lo stesso in tutte le cellule del nostro corpo e costituisce il
nostro patrimonio genetico o “Genoma”. esso ha al suo interno 3,1
miliardi di “lettere”
e contiene allineate lungo i due filamenti, 4 tipi di specie chimiche,
dette “basi”, che per brevita' vengono indicate con A, C, G e T.
Il
genoma umano e' costituito da circa tre miliardi di basi.
In
ogni cellula e' presente un nucleo, che a sua volta contiene 46
“cromosomi” (ad eccezione della cellula uovo e della cellula
spermatozoo, che ne contengono 23), corpuscoli dalla struttura
filamentosa, disposti in 23 paia e composti da una catena molto lunga di
DNA (acido desossiribonucleico), oltre che da un rivestimento proteico.
Il
DNA
e' una molecola a doppio filamento (chiamata anche “doppia elica”)
nella quale e' codificata l'informazione per la composizione di aminoacidi
e proteine, elementi essenziali del nostro organismo.
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Così si divide
una cellula
La mitosi non si basa su un
unico processo. Una nuova tecnica permette per la prima
volta di osservare cosa accade durante la duplicazione
La mitosi, cioè la formazione di due cellule a partire da
una cellula originaria, è descritta in ogni libro scolastico
di scienze. Eppure i biologi molecolari hanno dibattuto per
oltre 50 anni sui dettagli del processo di divisione
cellulare. Uno studio della
Oregon State University, pubblicato su
PLoS Biology, risolve il dubbio: la cellula attua tutti
i processi ipotizzati dai biologi, senza preferenze.
I ricercatori si erano proposti
di scoprire quale dei meccanismi fosse utilizzato
effettivamente dalla cellula. E ci sono riusciti grazie a
una nuova tecnologia basata sull’utilizzo di microaghi e di
sofisticati software di elaborazione di immagini su
microscala. In questo modo hanno potuto manipolare gli
elementi dello "scheletro" cellulare, e a osservare per la
prima volta quello che realmente accade.
Durante la divisione cellulare,
i microtubuli e i filamenti si assemblano, generando un
anello (fuso mitotico) che “strozza” la cellula in due
parti, ciascuna con la sua porzione di Dna.
Se si pensa alla cellula come a una sfera, possiamo
riconoscere in essa due poli e una fascia equatoriale. I
meccanismi ipotizzati negli anni dai biologi sono due: la
“stimolazione equatoriale”, secondo cui l’anello si forma
grazie all’aggregazione di proteine nella fascia centrale e
il “rilassamento polare” che prevede la disgregazione, alle
due estremità, dei filamenti, i cui elementi vengono
riciclati.
Lo studio dà ragione a entrambe
le ipotesi, e mostra dell'altro: se uno dei due processi
viene inibito, l’altro è in grado di completare la divisione
da solo. Questa ridondanza, secondo gli autori, servirebbe
ad assicurare una corretta divisione cellulare, cruciale per
la sopravvivenza di ogni organismo vivente.
La scoperta e soprattutto la tecnica messa a punto
potrebbero essere di grande aiuto nella ricerca sullo
sviluppo di malformazioni, malattie genetiche, aborti
spontanei e tumori legati alla divisione incontrollata delle
cellule. (i.n)
Tratto da: galileonet.it - Sett. 2008
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Così le cellule fanno pulizia
- Le Scienze, luglio 2008, n. 479
Proteine deteriorate, organelli difettosi, microrganismi
invasori: a spazzarli via ci pensano minuscoli
«aspirapolvere» interni che mantengono sane le cellule
viventi. Se si riuscisse a mantenere efficiente questo
processo si potrebbe addirittura rallentare
l'invecchiamento. Di Vojo Deretic e Daniel J. Klionsky
All'interno del citoplasma di
una cellula vivente, organelli chiamati autofagosomi
inglobano continuamente pezzetti di citoplasma insieme a
parti di cellula danneggiata, batteri e virus invasori. Il
«bottino» così raccolto è consegnato a organelli digestivi
che lo scompongono e lo riciclano. Questo processo è detto
autofagia.
I biologi cellulari stanno studiando l'autofagia in grande
dettaglio, identificando i segnali proteici che guidano e
controllano questo processo. Una più completa comprensione
dell'autofagia sta dischiudendo nuove possibilità per la
cura del cancro, delle infezioni, dei disordini immunitari e
della demenza, e un giorno potrebbe addirittura contribuire
a rallentare il processo di invecchiamento.
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
Commento NdR: questi
organelli digestivi, deputati come "spazzini" vengono anch'essi
inibiti e disorganizzati dai
vaccini inoculati fin da
piccoli
agli
umani ed animali
!! - vedi:
Contenuto dei Vaccini
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La
CELLULA
Cellula procariote: non
ha un vero e proprio nucleo ma un nucloide o zona nucleare
che e' come un gomitolo immerso nel citoplasma. Non ci sono
veri e propri organelli, infatti sono cellule prive di
compartimentazione. pero' ci sono delle vescicole che sono
delle protuberanze della membrana. Possiede una membrana
plasmatica detta plasmalemma. Sono presenti anche dei
ribosomi.
Cellula eucariote:
possiede degli organelli: mitocondri, vescicole, reticolo
endoplasmatico, apparato del Golgi, caratteristica del regno
vegetale: i plastidi sono i cloroplasti. Vacuolo. Grossa
balla d'acqua che puo' contenere delle sostanze delimitato
da una membrana.
Composizione della funzione
delle membrane cellulari
Le membrane cellulari possono essere:
1) di natura lipoproteica.
2) fluide.
3) asimmetriche.
1) Lipoproteica: fatte
prevalentemente da lipidi e proteine. I lipidi sono
complessi: fosfolipidi, glicolipidi in quantita' minore e
steroli ancora minori. Sono molecole anfibie che
spontaneamente tra 2 ambienti acquosi si dispongono in un
doppio strato. Le proteine sono disposte a mosaico. La
presenza di steroli e' legata alla capacita' o meno di
fagocitosi.
2) Fluide: a mosaico , per la maggior parte assumono
stratigrafia globulare. si dispongono in modo preciso. Altre
hanno forma ad elica. L'abbassamento di temperatura abbassa
la fluidita' della membrana cosicché blocca lo scambio con
l'esterno della cellula. La membrana e' caratterizzata da
una permeabilita' selettiva: trasporto di membrana.
3) Asimmetrica: le catene oligosaccaridiche sono da una sola
parte, solitamente rivolte verso
l'esterno. Tali catene compiono il riconoscimento cellulare
(es. trapianti).
Trasporto di membrana
Attraverso la porzione lipidica si possono diffondere
piccole molecole d'acqua (fatto strano perché l'acqua e' un
composto polare). Non passano gli ioni, le sostanze polari
(zuccheri), e le grosse molecole. Queste sostanze passano
attraverso la componente proteica. ci sono proteine che
passano dei canali che attraversano lo strato lipidico.
Proteine vettrici: legano le sostanze e le trasportano verso
l'esterno o l'interno.
Trasporto per diffusione: trasporto passivo da una zona dove
le sostanze sono maggiori. trasporto attivo (legato alle
proteine carrier contro gradiente) da ambiente dove c'e'
poca sostanza verso dove ce n'e' di più. Richiede energia,
non avviene spontaneamente.
ATP adenosin trifosfato : adenina, ribosio, 3 gruppi fosfato.
I legami tra i gruppi fosfati sono altamente energetici
cioe' sono molto instabili perché ci sono cariche portate
dall'ossigeno che si respingono. infatti l'ultimo gruppo si
stacca e diventa più stabile con perdita di energia.
Pressione osmotica: grandezza fisica indicata con p. e' la
forza di una soluzione di attirare acqua.
Il glucosio non riesce a passare
la membrana ma l'acqua sì. la forza da A a B si chiama
pressione osmotica. Si misura in Bar, e lo strumento si
chiama osmometro.
IN SOLUZIONE IPERTONICA (+
CONCENTRATA):
IN SOLUZIONE IPOTONICA (-
CONCENTRATA):
Cellule eucariote:
Citoplasma: 40% d'acqua, ioni organici, monosaccaridi,
disaccaridi, polisaccaridi, aminoacidi, nucleotidi,
proteine: l'abbondanza di queste da' consistenza gelatinosa.
E' attraversato da una rete di microtubuli e microfilamenti
che costituiscono il citoscheletro, i microtubuli sono
costituiti da tubulina, i microfilamenti da actina (prot.
Contrattile).
I microtubuli possono essere stabili o labili:
stabili (si trovano nei flagelli): danno forma alle cellule
prive di parete, orientano la cellulosa, determinano la
posizione degli organuli.
labili: sono quelli del fuso mitotico, compaiono con la
mitosi, poi finita questa scompaiono.
Microfilamenti: servono al movimento (es. Ciccosi).
Sistemi di membrane:
1)
Plasmalemma (membrana esterna).
2)
Reticolo endoplasmatico.
3)
Apparato di Golgi.
1)
Plasmalemma
Delimita la cellula dall'ambiente esterno che nelle cellule
vegetali e' la parete. assorbe le sostanze dell'ambiente
esterno. e' la membrana più spessa caratterizzata da
fenomeni di riconoscimento legati ai glicolipidi o alle
glicoproteine.
E' sede di recettori della luce e degli ormoni. a volte si
trovano delle zone su di esso dove viene sintetizzata la
cellulosa (il betaglucosio si trova all'interno della
cellula), tutto migra verso il plasmalemma e all'esterno il
betaglucosio forma delle fibrille di cellulosa. esso esiste
in tutte le cellule vive e in continuita'.
Porocanali: attraverso questi si infila il citoplasma in una
cellula e confluisce in quella vicina. il citoplasma e'
avvolto dal plasmalemma.
In questo modo nelle piante si creano 2 spazi: uno e'
interno al plasmalemma, per accedervi e' necessario
attraversare una barriera semipermeabile.
Lo spazio e' il simplasto che e' in continuita' con cellule
vive attraverso un cordone: plasmoderma.
Mentre il foro della parete e' il porocanale in cui passa il
plasmalemma.
Nella pianta c'e' un altro spazio al di fuori del
plasmalemma.
Al di fuori c'e': la parete, gli spazi intracellulari e le
cellule morte: spazio apoplasto, non e' presente la membrana
così e' uno spazio in equilibrio con l'esterno.
2)
Reticolo endoplasmatico
E' un insieme di cisterne (contenitore largo e piatto) e
tubuli che formano una rete tridimensionale all'interno
cellulare.
Si divide in due porzioni: rugoso e liscio.
Ret. End. Rugoso: frequente nelle cisterne.
Ret. End. Liscio: tubuli.
funzione principale: formare molecole per la sintesi di
nuove membrane. la componente proteica avviene nei ribosomi
che si trovano sul ret. End. Rugoso.
Esiste una continuita' tra reticolo endoplasmatico ed
apparato di Golgi. il reticolo liscio porta all'apparato di
Golgi porzioni di membrana.
Una parte del reticolo costituisce l'involucro nucleare.
In alcuni casi il reticolo contribuisce alla formazione dei
vacuoli, e' scala dei recettori delle auxine(ormoni).
3)
Apparato di Golgi
Insieme di cisterne e vescicole + cisterne sovrapposte (dittiosoma).
Tutti i dittiosomi delle cellule costituiscono l'apparato di
Golgi.
Funzione: 1) perfezionare alcune molecole di membrana, a
livello dell'apparato del Golgi abbiamo la glicosilazione.
2) formare le pectine e le emicellulose. formazione parete
cellulare.
Le vescicole staccate dalla cisterna: o vanno verso il
vacuolo dove si riversano o vanno verso il plasmalemma.
Processo:
ER rugoso, ER liscio, apparato del Golgi, plasmalemma.
Il nucleo
Contiene
DNA. Lo hanno tutte le cellule tranne le cellule dei
tubi cribrosi che fanno parte del libro. infatti sono sempre
vicine a delle cellule compagne.
E' delimitato da un involucro costituito a 2 membrane ed e'
una porzione del reticolo endoplasmatico rugoso.
L'involucro e' una struttura labile, perché scompare con
deviazione nucleo. Presenta aperture: pori nucleari.
L'interno del nucleo e' detto nucleoplasma (corrispondente
al citoplasma), immerso c'e' il DNA.
Nucleolo: struttura labile sede di sintesi dei ribosomi.
Il DNA ha dei gruppi liberi acidi, istoni (proteine con
cariche + che si attaccano a gruppi
acidi -).
DNA +
ISTONI =
CROMATINA.
ETEROCROMATINA: cromatina dove
e' più densa.
EUCROMATINA: dove e' più sparsa.
La cromatina e' un insieme di
molecole ben distinte tra di loro: i
cromosomi.
Il nucleo ha il compito di tramandare il genoma e in +
funzione della cellula che impone gli ordini per la
formazione di proteine.
Tratto da:
http://digilander.libero.it/botanica/cellula.html
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CELLULA: Centro vivace
e periferia silenziosa nel nucleo cellulare
Alcune proteine presenti nella membrana del nucleo sono
in grado di interferire con i meccanismi di trascrizione
genica.
Se un gene viene spostato dalla
sua posizione in prossimita' del centro del nucleo in una più
periferica, diventa inattivo: e' quanto risulta da una
ricerca condotta da biologi dell'University
of Chicago Medical Center, che ne riferiscono
sull'ultimo numero di "Nature". "Diversi anni fa noi e
altri avevamo descritto l'esistenza di una correlazione fra
la posizione e l'attivazione dei geni", osserva Harinder
Singh, che ha diretto lo studio. "Tuttavia le modalita'
con cui questo posizionamento periferico interferisse con
l'espressione dei geni non era chiaro. Per questo,
prosegue Singh, "abbiamo cercato di fare un altro passo
progettando un esperimento che potesse verificare
l'esistenza di un nesso causale fra i due fatti. Possiamo
spostare un gene dal centro del nucleo alla periferia, ci
siamo chiesti, e misurare le conseguenze di questo
riposizionamento ?"
Nel nucleo delle cellule dei mammiferi, la cromatina - il
complesso del DNA e delle proteine a esso associate - e'
organizzata in domini strutturali attraverso una serie di
interazioni con diversi compartimenti del nucleo.
Nel loro studio Singh e collaboratori hanno sviluppato una
serie di strumenti molecolari proprio per prelevarli dai
loro compartimenti interni e spostarli nella periferia, a
contatto con la membrana nucleare.
In tal modo hanno scoperto che all'origine del fenomeno sono
coinvolte alcune proteine presenti all'interno della
membrana, che possono interferire con i meccanismi di
trascrizione genica, accumulandosi in prossimita' del punto
in cui il gene viene in contatto con la membrana e
silenziandolo.
Questo meccanismo di repressione della trascrizione e'
particolarmente attivo quando sia ha la rottura e la
ricostituzione della membrana nucleare nel corso della
divisione cellulare, quando cioe' si verifica anche la
riorganizzazione dei cromosomi.
"Cio' suggerisce che la divisione cellulare non venga
utilizzata unicamente per trasmettere l'informazione
genetica alle cellule figlie e creare due cellule
equivalenti - ha sottolineato Singh - ma che
rappresenti anche l'opportunita' per le cellule per
riorganizzare i loro genomi in uno spazio a 3D, sequestrando
parte del genoma nella periferia del nucleo e rendendolo
inaccessibile alla trascrizione."
Tratto da:
http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/articolo/1323427
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DEFINIZIONE
di GENE
Si
parla moltissimo di genetica……ma ...CHE COS'E' UN GENE da un punto di
vista rigorosamente scientifico e sperimentale, cioe' trascurando le
pittoresche descrizioni dei mass media ???
Come
fanno i biologi molecolari ad individuare sul segmento di DNA un certo
tratto di catena come gene ?
Quale
metodo usano ? Come fanno i biologi a dire gia' da ora che il nostra genoma si compone complessivamente di “n” geni ?
Un’esperto
risponde: “Un gene e' un tratto di acido ribonucleico (o
desossiribonucleico) che codifica per una proteina, cioe' per una catena polipeptidica. ora, fate conto di scoprire la sequenza di un certo tratto
di DNA. bene, conoscendo il codice genetico, cioe', conoscendo la
"chiave di lettura" e l'interpretazione che il macchinario di
traduzione DNA->proteina (in realta', spesso, si tratta d più
passaggi: DNA->RNA->PROTEINA) dara' a quella sequenza, saremo in
grado di dire se quel certo tratto e' o meno un gene od un
"pezzo" di gene se, in base al codice genetico, quel segmento
codifica o meno per una proteina (o per un RNA ribosomiale o transfer)”.
By Stefano - News group.
DNA
e
CROMOSOMI
Il
DNA (in Italiano
ADN) e' un acido nucleico ed e' l’elemento
indispensabile per tutte le forme viventi. i Cromosomi sono costituiti
da DNA e sono strutture a bastoncello
(forma: X ed Y)
ancora poco note nella loro costituzione e racchiuse nel nucleo, nella
parte più interna di ogni cellula ed e' composto morfologicamente da una
“doppia” elica a spirale avvolta su se stessa. ma probabilmente
all’origine della specie umana, questa “scala genetica” era più
complessa, cioe' era, secondo la ns. ipostesi, l’insieme di 12 scale
avvolte su se stesse. si e' in seguito “ridotta” solo a 2, da qui il
termine di “doppia”, pare per mezzo di manipolazioni genetiche volute da
una stirpe di esseri conoscitori della scienza genetica, che ci hanno
messo centinaia di migliaia di anni or sono su questo pianeta, come
prigione della Galassia.
La
prova sta nel fatto che coloro che studiano il DNA hanno trovato degli
“strani” frammenti di DNA all’interno della scala elicoidale, di cui
non sanno spiegare l’origine.
I
Cromosomi hanno anche la caratteristica di risuonare come una
bobina di filo avvolto, alle varie frequenze dei Campi ElettroMagnetici
presenti (endo corporali ed extra corporal) che sono parte integrante di
ogni, molecola, cellula, tessuto, nei quali essi sono presenti. ricordiamo
che il tutto avviene in immersione nei liquidi intra cellulari, che sono
di fatto il terreno che veicola, ricorda (memorizza) trasmette e riceve
attraverso i liquidi, le informazioni da e per le varie molecole, cellule,
tessuti ecc.
Il
tipo di scala (bipolare) del filamento di DNA avvolto in modo tale da
formare i Cromosomi, risuona ai vari CEM, anche a livello dei geni che
compongono il cromosoma stesso.
L’avere
più “scale” avvolte permetterebbe, per esempio di far risuonare le
cellule dei corpi umani su molte più frequenze del Campo Psico Elettro
Magnetico Universale (CEIU) dell’UniVerso ed ottenere molti più gradi
di liberta' e quindi di conoscenza. che sia quasi sicuramente così, lo
possiamo intuire per il fatto che abbiamo un cervello così ben
strutturato da poter gestire un’immensita' ben maggiore di informazioni,
di quante non ci necessitino per ora, quindi e' evidente che vi era alla
base/origine, un diverso utilizzo del cervello, che si e' alterato od e'
stato modificato ad un certo periodo della storia umana.
E’ notorio che
utilizziamo al massimo il 10 % del cervello per la nostra vita, e
l’altro 90 % a cosa serve ???
Con
più eliche nel DNA, potremmo per esempio “rifarci” un arto amputato,
potremmo avere vista telescopica od a raggi X, udire più frequenze,
allungarsi o rimpicciolirsi a volonta', saremmo di fatto degli esseri
umani con enormi possibilita', anche quella di volare con le nostre ali
auto generate sul retro delle spalle, ecc.
Tutte
le “istruzioni necessarie” per la “costruzione guidata ed
organizzata di ogni organismo vivente”, sono “scritte” sulla
molecola del DNA, come su di un nastro magnetico sotto forma di codice bio
molecolare binario ultra microscopico.
Perché
le cellule muoiono, non solo perché si intossicano oltre modo, ma per il
fatto che esse sono regolate anche dall’informazione contenuta negli
atomi che compongono i geni del DNA dei Mitocondri. i geni sono attivati
ad agire per la morte cellulare definitiva, per il fatto che
l’inquinamento endo cellulare supera i limiti programmati dal DNA e non
puo' neanche superare il “tempo” programmato.
La
morte di una cellula non e' un evento misterioso, il segreto della sua
fine e' nascosto anche nei Mitocondri. questi sono le centrali energetiche
delle cellule. Negli USA all’Universita' di Pittsbourgh dei ricercatori
hanno potuto vedere in laboratorio la morte cellulare e capire da dove
proviene.
La
ricerca ha dimostrato per la prima volta che i mitocondri sono i veri
esecutori delle morti cellulari e che contrariamente a quanto si riteneva
fino ad ora una cellula riesce a sopravvivere anche quando i mitocondri
smettono di funzionare per brevi periodi. i ricercatori hanno messo a
confronto due gruppi di cellule di roditori, quelle con i mitocondri
disattivati sono sopravissute, le altre sono morte.
Anche gli antichi conoscevano il codice genetico che
chiamavano con un'altro nome:
Il nome sacro di Dio Y-A-OU-E’ degli antichi
sacerdoti/medici)
- Con sole 4 “lettere”
la Natura, per mezzo degli Aelohim/Elettroni contenuti
negli Atomi dei Geni, scrive nel DNA le informazioni genetiche fisiche e
spirituali della specie, della razza e dei singoli individui.
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DNA
SPAZZATURA:
e'
quel DNA che c'e', ma non si sa che cosa fa, a che cosa serve.
La
definizione e' eloquente di come la scienza si rapporti a quello che non
capisce.
Dopo il decantato Progetto Genoma, sembra che se ne sappia meno
di prima. la doppia elica, con la sua "informazione non-senso"
ha moltiplicato i quesiti ma non ha fermato i manipolatori che invece di
tener conto della complessita' che la natura gli va parando davanti,
semplificano a più non posso e producono spazzatura biologica (ogm) e spazzatura
ideologica.
Abbiamo
appena scritto un nostro commento al libro di E.Fox Keller: "Il
secolo del gene", nel quale si sostiene appunto che il progetto
genoma ha aperto le porte ad un modo di guardare al gene, molto più
articolato rispetto al determinismo di un tempo. Bene, allora che si fa ?
Dal determinismo genetico al determinismo proteico
?
Così
sembra, dalla genomica alla proteonomica,
ma senza mai abbandonare il determinismo economico al lucro con il quale
la ricerca ormai e' irreversibilmente legata e dal quale e' determinata.
altre considerazioni, di ordine etico, filosofico o critico essendo
opportunisticamente considerate spazzatura.
Tratto
da
www.ecologiasociale.org
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Dentro la
cellula - Struttura e
organizzazione della cellula
Mitocondri
-
in inglese: mitochondrion
Il mitocondrio e' l’organulo della
cellula eucariote nel quale avviene la respirazione
cellulare.
e' scarsamente visibile al microscopio ottico: per esaminarne
la struttura occorre ricorrere al
microscopio elettronico.
Ha la forma di una sferetta e in sezione si presenta avvolto
da due membrane, l’interna delle quali e' ripiegata a formare
le creste, che sono immerse nella cosiddetta
matrice mitocondriale.
Nei mitocondri si trovano, tra gli altri, gli enzimi del
ciclo di Krebs, della
catena di trasporto degli elettroni e della
sintesi dell’ATP.
I mitocondri possiedono filamenti di DNA e di RNA. secondo
la teoria dell’endosimbiosi,
cio' testimonia come in origine essi fossero cellule
autonome.
Una
lesione mitocondriale (intossicazione endo
cellulare = malnutrizione della
cellula)
provoca un deficit energetico, il mitocondrio
non emette elettroni come dovrebbe, se si supera
un certo limite di stress, lo stato-cellula
produce una reazione per affrontarlo. questa
reazione e' da noi definita come
MALATTIA.
I mitocondri sono organelli
cellulari molto piccoli e numerosissimi, dotati di DNA
proprio ed esterni al nucleo, che si occupano della
respirazione della cellula. trasformano quindi l'ossigeno in
energia.
Essi
sono degli organelli del citoplasma presenti in quasi tutti
i tipi di
cellule, sia animali sia vegetali. Formati da una doppia
membrana, sono fondamentali nel metabolismo energetico delle
cellule: entro i mitocondri durante il processo di
respirazione cellulare avviene la formazione di
ATP (adenosintrifosfato)
dal piruvato.
Le molecole di piruvato, provenienti dalla prima fase di
demolizione del
glucosio
(glicolisi), entrano nei mitocondri dove vengono degradate
(attraverso il
ciclo
di Krebs e la catena di trasporto degli
elettroni) a
biossido di carbonio e acqua, con la produzione di numerose
molecole di ATP.
Più una cellula e' metabolicamente attiva,
più risultera' ricca di mitocondri. Il loro DNA, ci dicono i
piu' recenti studi, e' composto da 37 geni racchiusi in un
anello. E' stato totalmente sequenziato nel 1981.
La membrana esterna dei mitocondri e' liscia, quella interna
e' organizzata in pieghe (creste) che dividono lo
spazio interno in compartimenti dove si trova una complessa
soluzione di enzimi, coenzimi, acqua, fosfati e molte altre
molecole importanti per il processo di respirazione
cellulare. Di particolare importanza risultano anche i
sistemi di trasporto di molecole posizionati
differenzialmente sulla membrana esterna e sulle creste,
tra i quali i sistemi enzimatici
della catena di trasporto degli
elettroni.
Il DNA dei
mitocondri e' molto vulnerabile alle molecole tossiche,
specialmente alle molecole tossiche dei
Vaccini, e
dei Farmaci, ma anche
alle tossine endo prodotte nel metabolismo e/o da quelle
prodotte da funghi, batteri e/o a
quelle introdotte per via orale, ma e' anche
modulabile-vulnerabile dallo
stress !
Quando gli enzimi della "catena respiratoria", situati nella
membrana interna dei mitocondri, vengono ad essere alterati
qualitativamente e quantitativamente, il cervello ed i
muscoli sono per primi investiti dalla ridotta attivita'
energetica (carenza di elettroni) e quindi questi presentano
malfunzioni anche gravi, vedi i
Danni dei Vaccini
che proprio in quella sede agiscono in modo diretto !
Un classico esempio e' la sindrome di Leigh, l'Epilessia, la
SIDS, ecc., che colpiscono i
vaccinati nei primi due anni
di vita, proprio con le prime vaccinazioni.
La prima cosa che si modifica-altera nella cellula, e' il
ciclo di Krebs,
con tutte le conseguenze del caso.
Un batterio Stellare
Quando la scienza incontra
la fantascienza: la scoperta di un batterio
simbionte che vive nei mitocondri delle
zecche offre una nuova prospettiva da cui
guardare alla coevoluzione di procarioti e
organismi superiori.
I
procarioti hanno avuto un ruolo cruciale
nell'evoluzione. Gli animali, incluso l'uomo,
ospitano complesse comunita' microbiche, la
cui composizione concorre a determinare
lo stato di salute dell'ospite.
I batteri associati ad animali e piante possono
avere localizzazioni extra ed intracellulari. In
diversi casi, i batteri intracellulari associati
a invertebrati risultano necessari perché
l'ospite possa completare il proprio ciclo
biologico.
Lo studio di batteri intracellulari associati
alle filarie ha permesso di sviluppare strategie
per il controllo delle malattie causate da
questi parassiti.
Negli ultimi anni, indagini sulle
zecche hanno portato alla prima descrizione
di un batterio intramitocondriale.
By
Luciano Sacchi e Claudio Bandi - Tratto da:
Le Scienze,
maggio 2008, n.477
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Mitocondri al lavoro - 29-01-2003 - da Tempo
Medico 756
Una pressione evolutiva
analoga a quella che ha determinato l'affermarsi - alle
varie latitudini - di caratteristiche diverse potrebbe
aver agito anche sul DNA dei mitocondri. Nello
specifico, l'evoluzione avrebbe fatto sì che chi vive
nei climi freddi abbia un metabolismo più propenso a
disperdere in calore gli zuccheri e i grassi introdotti
con la dieta. Chi abita nelle aree più calde del
pianeta, invece, ha un sistema più efficace nella
trasformazione delle calorie in energia chimica, sotto
forma di ATP.
La scoperta arriva da uno
studio di Douglas Wallace, ricercatore presso il centro
di medicina genetica dell'Universita' della California a
Irvine, che ha confrontato le sequenze complete del
genoma mitocondriale di 104 individui tra africani,
europei, asiatici, siberiani e nativi delle Americhe.
Il DNA di questi organelli contiene i geni degli enzimi
che fanno parte della catena ossidativa che produce ATP.
Dalle analisi emerge che le popolazioni che vivono nelle
regioni più fredde del pianeta hanno mitocondri che
disperdono più elettroni
durante la produzione di molecole di ATP,
garantendo così un metabolismo basale più alto e quindi
un calore corporeo maggiore.
Al contrario, chi ha abitato per migliaia di anni sotto
il sole dei tropici si trova nella situazione opposta:
nella catena ossidativa dei suoi mitocondri gli enzimi
sono più efficaci nel catturare l'energia generata dal
gradiente elettrochimico attraverso la membrana interna
degli organelli e trasformarla in ATP.
Se per gli antenati dell'uomo moderno i diversi
patrimoni genetici mitocondriali potevano fare la
differenza per sopravvivere in ambienti ostili, secondo
Wallace oggi essi contribuirebbero invece a molti
disordini che interessano la sfera energetica, come
l'obesita', il diabete e le malattie cardiovascolari.
Le conseguenze più gravi si registrano a carico delle
popolazioni che vivono nei climi caldi e che, una volta
acquisiti stili di vita di tipo occidentale,
caratterizzati da una dieta ricca di calorie e dalla
vita sedentaria, hanno un rischio elevato di obesita'.
Per chi si occupa di
genetica delle popolazioni, la ricerca pubblicata a
inizio gennaio su Proceedings of the National Academy of
Science, ha pero' qualche implicazione in più, che va
molto oltre la minaccia dei chili di troppo, e mette in
discussione le teorie (e soprattutto le datazioni) che
finora hanno usato il DNA dei mitocondri per ricostruire
l'evoluzione dell'uomo e le migrazioni che hanno
permesso ai suoi antenati di uscire dalla culla africana
e colonizzare il mondo.
"Poiché ogni individuo eredita i mitocondri
esclusivamente dalla madre, essi sono uno strumento
formidabile che permette di ripercorrere per linea
materna l'evoluzione umana e disegnare una mappa dei
flussi migratori dell'uomo nel mondo" spiega Antonio
Torroni, dell'Universita' di Pavia. I genetisti di
popolazione hanno così potuto stabilire che 65.000 anni
fa almeno due tipi di popolazioni, portatrici di linee
di mitocondri definiti per convenzione M ed N, migrarono
dall'Africa per andare a popolare l'Asia, e l'Europa.
Successivamente sarebbero arrivate anche nelle Americhe
attraversando lo stretto di Bering per raggiungere
l'Alaska e popolare il nuovo continente.
Oggi la variabilita' genetica delle linee mitocondriali
e'
vastissima: oltre alle due originali, prevalenti in
Africa, se ne contano almeno un'altra decina nelle
diverse regioni del mondo. "Il genoma dei mitocondri
funziona come un orologio molecolare: con il passare del
tempo e delle generazioni accumula mutazioni genetiche
che permettono di stimare l'antenato donna comune più
vicino di due popolazioni e risalire a quando si sono
separate" osserva Paolo Menozzi dell'Universita' di Parma
e autore insieme a Luca Cavalli Sforza e Alberto Piazza
di Storia e geografia dei geni umani.
Lo studio di Wallace prende
pero' contraddice almeno in parte questo modello di
differenziazione del DNA mitocondriale, perché
suggerisce che le differenze tra le diverse linee non
sia dovute solo all'isolamento geografico e alla
casualita' delle mutazioni, ma a una vera e propria
selezione avvenuta in base all'adattabilita' delle linee
mitocondriali a determinati climi.
"Il ragionamento di Wallace
e' molto intrigante e non si puo' escludere un ruolo della
selezione per spiegare le differenze del DNA
mitocondriale" osserva Menozzi, "ma e' ancora un processo
indiziario in cui mancano le prove". Se pero', come vuole
Wallace, la selezione avesse giocato un ruolo così
importante, la datazione delle migrazioni e
dell'evoluzione umana andrebbe profondamente rivista.
"L'affidabilita' del DNA mitocondriale come orologio
molecolare della storia dell'uomo e' una questione
aperta, perché il ritmo con cui avvengono le mutazioni
in questo genoma non e' uniforme e varia a seconda delle
linee mitocondriali" osserva Torroni "Credo pero' che
dovremo guardare a campioni di popolazione molto più
vasti, prima di poter scartare quello che e' uno
strumento forse non perfetto, ma ancora utilissimo".
By Guido Romeo - Tratto da:
http://www.zadig.it
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I
mitocondri sono le centrali energetiche della cellula in
quanto producono l'energia necessaria per molte funzioni
cellulari quali il movimento, il trasporto di sostanze ecc.
I
mitocondri sono le "centrali
energetiche" della cellula. producono l'energia
necessaria per molte funzioni cellulari, quali il movimento,
il trasporto di sostanze ecc. Essi contengono gli enzimi
necessari per far avvenire le reazioni chimiche che
recuperano l'energia contenuta negli alimenti e l'accumulano
in speciali molecole di adenosintrifosfato (ATP), nelle
quali si conserva concentrata e pronta all'uso.
I mitocondri sono organuli generalmente a bastoncello, ma
possono avere anche forma granulare o filamentosa. Questi
organuli sono numerosi all'interno di una cellula, ma la
loro quantita' puo' variare molto a seconda dei tessuti presi
in esame: per esempio, sono estremamente numerosi nelle
cellule, come quelle renali o muscolari, in cui vi e' un
continuo e grande consumo di energia.
Il mitocondrio, come il nucleo, e'
delimitato da due membrane a doppio strato lipidico,
selettivamente permeabili.
La membrana esterna e' liscia. quella interna forma numerose
pieghe, dette creste, perpendicolari alla parete e più o
meno lunghe. Le due membrane racchiudono e definiscono due
spazi: lo spazio intermembrana, che si trova tra le due
membrane, e lo spazio della matrice, dove e' presente del
materiale omogeneo contenente enzimi, coenzimi, acqua,
fosfati e altre molecole. La membrana esterna e' molto più
permeabile di quella interna: contiene infatti molte copie
di una proteina, che nel suo spessore da' origine a grandi
canali, permettendo il passaggio non selettivo di tutte le
piccole molecole presenti nel citosol, le quali vanno a
riempire lo spazio tra le due membrane. La membrana interna,
viceversa, ha una permeabilita' molto selettiva: tramite
proteine di trasporto, vi passano solo le piccole molecole
che devono essere metabolizzate nello spazio della matrice.
La membrana interna, lungo le sue creste, contiene una serie
di proteine enzimatiche che funzionano in modo sequenziale,
vale a dire che il prodotto di una reazione catalizzata da
una proteina servira' da substrato per l'enzima successivo.
Queste sono le proteine della catena di trasporto degli
elettroni, essenziali per la produzione di molecole "ad alta
energia".
Il compito dei mitocondri e' quello di
completare la demolizione delle molecole ingerite come fonte
di energia.
Infatti, nel citosol gli zuccheri
vengono demoliti con reazioni che non utilizzano ossigeno,
per cui la digestione e' parziale e la resa in energia bassa.
Nei mitocondri il metabolismo degli zuccheri (ma anche
quello dei lipidi) si completa con la loro ossidazione
(ciclo di Krebs).
I prodotti di questa reazione vengono
utilizzati dalla catena di
trasporto degli elettroni
per produrre molecole ad alta energia (ATP). In
questo modo, l'energia immagazzinata nelle molecole di ATP
e'
molto più alta: infatti da ogni molecola di glucosio vengono
prodotte 36 molecole di ATP, mentre la glicolisi a livello
del citosol ne produce soltanto 2.
I mitocondri hanno un'altra importante
caratteristica: sono la sola struttura della cellula, oltre
al nucleo, che contiene materiale genetico (DNA). Il DNA dei
mitocondri e' relativamente scarso, paragonabile alla
quantita' che troviamo nei virus, ed e' costituito da molecole
circolari, organizzate in aggruppamenti distinti nella
matrice del mitocondrio, ancorate alla membrana interna.
Il DNA mitocondriale reca il codice
genetico necessario per la sintesi di alcune proteine che si
trovano esclusivamente all'interno del mitocondrio stesso e,
poiché la membrana interna e' impermeabile alla maggior parte
delle molecole, queste proteine non vengono mai rilasciate
nel citosol. Queste pero' non sono che una piccola parte
delle proteine presenti nel mitocondrio: le restanti vengono
sintetizzate nel citosol e in seguito trasferite
all'organulo. Si crea un flusso unidirezionale di molecole
dal citosol al mitocondrio.
Non essendovi scambio di sostanze dal
mitocondrio al citoplasma, l'organulo deve possedere, ed
essere in grado di far funzionare, tutti i sistemi necessari
per la sintesi delle proteine codificate dal proprio DNA.
Al momento della duplicazione della cellula, anche i
mitocondri, a differenza di altri organuli che vengono
prodotti ex novo, si duplicano.
La duplicazione avviene per scissione
(si forma una strozzatura nell'organulo, che poi si divide
in due), ed e' preceduta da un accrescimento dell'organulo:
proteine e lipidi, sintetizzati a livello del citoplasma,
vengono aggiunti all'organulo in grande quantita'.
Nel frattempo vi e' la duplicazione del
DNA mitocondriale, che risultera' così suddiviso nei due
mitocondri generati. Gli organuli completi verranno poi
ereditati dalle cellule figlie, casualmente, meta' in una
cellula e meta' nell'altra, secondo quella che viene definita
eredita' non mendeliana o citoplasmatica.
Tratto da:
http://www.sapere.it
I mitocondri
sono il principale bersaglio dei
processi di
invecchiamento, tendono ad accumulare delezioni e
mutazioni puntiformi, aumenta la produzione di ROS, cambia
la morfologia mitocondriale e diminuisce il potenziale della
membrana mitocondriale.
L’invecchiamento e la perdita di efficienza del mitocondrio
(per delezione del mtDNA) compromette la produzione
energetica e, spesso, conduce alla morte del tessuto.
Si ritiene che, l’esercizio fisico esasperato, (ad esempio
negli atleti professionisti) porti ad un invecchiamento
precoce dei mitocondri, con tutte le conseguenze che ne
derivano. Danni a breve termine possono derivare anche
dall’esercizio non abituale che danneggia transitoriamente
le fibre muscolari.
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Effetti su
membrana Cellulare
By Alfonsina
Ramundo Orlando
- Ricercatore
all’Istituto di Medicina Sperimentale del Consiglio
Nazionale delle Ricerce (CNR) di Roma, Via del Fosso del
Cavaliere, 100 - 00133 Roma -
Tor
Vergata.
email:alfonsina.ramundo@ims.rm.cnr.it
Le
membrane cellulari sono considerate il sito delle interazioni
dei
campi elettromagnetici con i sistemi biologici (Adey,
1981).
Le cellule
mantengono la loro individualita' ed il controllo del flusso
di informazioni tra l’ambiente interno ed esterno ad esse
tramite la membrana cellulare (chiamata anche membrana
plasmatica). Le membrane interne che racchiudono il nucleo e
altri organelli intracellulari (tipo mitocondri) hanno un
ruolo altrettanto importante.
Le
membrane cellulari sono costituite principalmente da
fosfolipidi combinati con proteine.
I Fosfolipidi
sono composti che mostrano una preponderanza di
gruppi
non polari. Questi fosofolipidi sono molecole a catena
aperta con un gruppo di testa polare (colorato in blu in
Figura 1) e due lunghe code non polari. In ambiente acquoso
possono rapidamente formare un doppio strato chiuso.
Figura 1 -
Modello “ a mosaico fluido” della struttura della membrana
I doppi strati
lipidici sono disposti in modo che i gruppi di testa polari
dei lipidi siano in contatto con l’ambiente acquoso, mentre
non lo siano le code non polari. I doppi strati lipidici
possono essere paragonati ad un “panino” dove i gruppi di
testa polari rappresentano il pane e le code non polari la
farcitura. Questa “farcitura” e' costitutita da acidi
grassi (colorati in rosa nella Fig. 1) formati da lunghe
catene di atomi di carbonio e dal colesterolo.
La fluidita'
del doppio strato dipende dalla sua composizione. Se i lipidi
hanno una prevalenza di acidi grassi insaturi, la fluidita'
del doppio strato e' maggiore, se invece mostrano prevalenza
di acidi grassi saturi il doppio strato e' rigido. Per
esempio, gli olii vegetali sono liquidi a temperatura ambiente
perché hanno una prevalenza di acidi grassi insaturi rispetto
ai grassi animali, i quali tendono ad essere solidi. Con il
calore, i doppi strati ordinati diventano meno ordinati,
mentre i doppi strati che in confronto appaiono disordinati,
diventano anche più disordinati. Questa e' una transizione di
fase che avviene a temperature ben definite e differenti per
ogni tipo di lipide.
La temperatura
di transizione e' più elevata per le membrane rigide ed
ordinate rispetto a quella per le membrane fluide e
disordinate. Poiché nelle cellule umane la maggioranza dei
lipidi di membrana e' di tipo insaturo la temperatura di
transizione della membrana e' al di sotto della normale
temperatura corporea di 37°C, di conseguenza il doppio strato
lipidico si trova allo stato fluido.
La membrana
plasmatica e' costituita per circa la meta' da molecole
proteiche associate al doppio strato lipidico, comunque tra
lipidi e proteine non si formano complessi con interazioni
forti.
Alcune piccole
molecole possono attraversare la membrana per semplice
diffusione, passando da una loro elevata concentrazione da un
lato ad una più bassa dall’altro. Per esempio, piccole
molecole come l’acqua, l’ossigeno ed il biossido di
carbonio possono passare direttamente attraverso un poro
presente nel doppio strato lipidico.
Gli ioni non
possono attraversare il doppio strato a causa della loro
carica. Per farlo hanno bisogno di proteine di canale. Queste
proteine, incastonate nella membrana, sono in grado di formare
un’apertura che attraversa il doppio strato lipidico in modo
simile ad un poro. In questo modo le sostanze possono
transitare sulla base della loro forma, carica e dimensione.
Il processo di trasporto di sostanze attraverso membrane
biologiche puo' anche richiedere una spesa energetica, come
avviene nel caso del trasporto attivo, il quale richiede lo
spostamento di sostanze sia contro un gradiente di
concentrazione che contro il potenziale di membrana, creato
dalla differenza di carica presente ai due lati della
membrana, con l’interno negativo rispetto all’esterno.
Questa situazione e' talmente simile a quella in cui si pompa
dell’acqua in salita, che uno dei sistemi proteici di
trasporto più comuni, che opera trasferendo gli ioni Potassio
(K+) all’interno di una cellula con il simultaneo
trasporto all’esterno di ioni Sodio (Na+), viene
denominato “pompa ionica Sodio-Potassio” (Figura 2).
Il
mantenimento di una diversa e definita concentrazione di ioni
all’interno e all’esterno della cellula e' di grande
importanza fisiologica.
Figura 2 -
Pompa ionica Sodio-Potassio. Alla variazione della
conformazione della proteina e' associata l’uscita degli
ioni Sodio e l’entrata degli ioni Potassio all’interno
della cellula
Il
trasporto di ioni attraverso la membrana cellulare puo' essere
influenzato dai
campi elettromagnetici ?
In circostanze
normali, la concentrazione di ioni K+ e' maggiore
(120-160 mM)
all’interno della cellula rispetto al fluido extracellulare
(4 mM), mentre la concentrazione di ioni Na+ e' minore
all’interno della cellula (10 mM) e maggiore fuori (150 mM).
Dai primissimi studi di esposizione ai campi elettromagnetici
di eritrociti (globuli rossi) risulto' che il trasporto
Sodio-Potassio attraverso la membrana veniva alterato.
L’irraggiamento di eritrociti a microonde a 1-3 GHz con
densita' di potenza compresa tra 1 e 10 mW/cm2
provocava aumenti dell’efflusso di K+ o
dell’influsso di Na+ (Ismailov, 1971. Shtemler,
1973 e Baranski et al 1974). I risultati di questi studi
condotti a temperatura ambiente senza nessun monitoraggio
dell’eventuale innalzamento della temperatura nel campione
biologico non sono stati pero' confermati da altri ricercatori
che avevano usato le stesse precedenti condizioni sperimentali
(Peterson et al., 1979. Liu and Cleary, 1979).
Uno studio
successivo condotto su eritrociti di coniglio esposti a
microonde a 2.45 GHz con SARs di 100, 190 e 390 mW/g,
mantenendo pero' i campioni durante l’irraggiamento a
temperature corrispondenti a quelle di transizione di fase
della membrana di eritrocita (22.5 e 36°C) indico' un
significativo aumento dell’efflusso di K+ (Olcerst
et al, 1980).
Questi effetti
dei campi elettromagnetici sul trasporto di cationi e' stato
evidenziato anche in altri studi, nei quali i campioni erano
mantenuti a temperature predefinite, usando un ampio
intervallo di valori di SAR (0.2-200 mW/g) e frequenze a
microonde, nella maggior parte dei casi tra 1 e 10 GHz (Cleary
et al, 1982. Liburdy e Penn, 1984, Liburdy e Vanek, 1985. Lotz
e Saxton, 1989). Un risvolto interessante di questi studi e'
che l’effetto del campo sul trasporto di ioni attraverso la
membrana avveniva in maniera strettamente dipendente dalla
temperatura, e nell’ambito di una ben definita fascia di
temperature (17.7-25°C) (Figura 3), tanto da far supporre un
possibile coinvolgimento di un effetto ”finestra” per la
temperatura.
Figura 3 -
Dipendenza dell'effetto delle microonde dalla temperatura
Cambiamenti
della fluidita', o permeabilita', della membrana indotti dalla
temperatura possono giustificare gli effetti attribuiti al
campo elettromagnetico ?
Diverse
ricerche sono state condotte con l’impiego di un sistema
artificiale (cioe' un
doppio
strato lipidico o
vescicole
lipidiche) che simuli la membrana cellulare, al fine di
verificare l’esistenza di una relazione diretta tra effetti
dei campi elettromagnetici e la presenza di una transizione di
fase della membrana verso uno stato di maggiore fluidita'.
Sono stati riportati risultati sia negativi che positivi per
campi elettromagnetici a 2.45 GHz e 0.1 GHz, con un valore di SAR
di 60 mW/g (Liburdy e Magin, 1985. Liu e Cleary, 1988). e'
interessante notare che studi sulla permeabilita' ionica del
doppio strato lipidico contenente Gramicidina A, un
antibiotico che simula un canale di membrana, indicavano un
aumento del movimento di ioni attraverso il doppio strato per
esposizioni a microonde a 0.9 GHz e 9.2 GHz con SAR di 200 mW/g
e 20 mW/g, rispettivamente (Alekseyev et al. 1980.
Yova et al., 1984). Tali alterazioni potevano essere dovute
interamente ad effetti termici per i quali questo tipo di
comportamento e' prevedibile. Sandblom e Theander (1991) hanno
riportato l’effetto opposto, ovvero una diminuzione della
conduttanza in campioni biologici simili, durante
l’esposizione a campi elettromagnetici a microonde, ad una
frequenza di 10 GHz, modulati ad impulsi di durata 1 ms e con
frequenza di ripetizione di 1 kHz (1000 impulsi al secondo).
e' possibile che nelle condizioni descritte, l’effetto non
termico dei campi elettromagnetici a microonde possa essere
ascritto alla interazione diretta dei campi con le stesse
molecole che formano i canali.
Un simile effetto di diminuzione della frequenza di apertura
di un singolo canale e' stato anche riportato per i canali
indotti dall’acetilcolina
in colture di
miotubi di pulcino, durante l’esposizione a campi
elettromagnetici a microonde a 10.75 GHz con
densita'
di potenza 50 mW/cm2 (D’Inzeo et al, 1988).
e' stato suggerito inoltre che i
radicali
liberi possono avere un ruolo nell’induzione della fase
di transizione delle vescicole lipidiche indotta dai campi
elettromagnetici, rilevata per esposizione a campi continui ad
una frequenza di 2.45 GHz con un SAR di 0.2 mW/g (Phelan et
al., 1992). Gli studi citati indicano che gli effetti delle
microonde a bassi valori di SAR, nei casi in cui sia possibile
escludere un aumento di temperatura, possano essere
criticamente dipendenti da condizioni definite nella membrana
del sistema biologico e quindi non basati su un semplice
riscaldamento.
I
cambiamenti funzionali indotti sulle proteine di trasporto
possono di per se' giustificare gli effetti dei campi
elettromagnetici ?
Malgrado alcuni
studi condotti sulla proteina pompa
Sodio-Potassio in
eritrociti umani abbiano indicato che l’interazione dei
campi elettromagnetici a 2.45 GHz con valori di SAR pari a 6
mW/g potesse avvenire con la proteina stessa, non hanno pero'
escluso un ruolo del cambiamento di fluidita' nella membrana
stessa (Allis and Shina-Robinson, 1987. Liu et al., 1990).
Gli
effetti di campo sono dose-dipendenti
e' stato
riportato che l’esposizione a campi elettromagnetici a
radiofrequenza,
modulati
in ampiezza con campi a frequenza estremamente bassa (ad es.
minore di 300 Hz), in particolar modo per una modulazione di
16 Hz di un’onda a 147-450 MHz, causava un efflusso di ioni
calcio (Ca2+) da cellule nervose o tessuti
cerebrali in vitro (Bawin et al., 1975. Blackman et al., 1979.
Adey, 1981). Questo effetto e' stato osservato solo per certe
frequenze del segnale modulante (6,9,11 e 16 Hz), e per un
valore di potenza (0.8 mW/cm2). Non sono stati
osservati effetti di efflusso di Ca2+ per
esposizioni a campi a radiofrequenza non modulati. Simili
effetti sono stati osservati nei
sinaptosomi
(Lin-Liu e Adey, 1982) e in cellule di
neuroblastoma
(Dutta et al., 1984). Ciononostante, altri laboratori non sono
stati in grado di riprodurre i medesimi risultati
sull’efflusso di Ca2+, a volte, con segnali di
modulazione diversi da quelli utilizzati negli studi che
riportavano risultati positivi (Shelton e Merritt, 1981.
Merritt et al., 1982. Albert et al., 1987. Wood et al., 1993).
Questi dati potrebbero far valere per i campi l’assunto
convenzionale che la probabilita' o la severita' di un effetto
aumenta in funzione della “dose”. Comunque i risultati
ottenuti non sono sufficientemente comprovati e soprattutto
non sono state ben chiarite le possibili implicazioni che
questi effetti possono avere per la salute umana tanto da
indicare un possibile rischio da esposizione ai campi.
Conclusioni
Studi condotti
su diversi tipi di cellule indicano che l’esposizione a
campi
elettromagnetici a radiofrequenza e a microonde potrebbe
alterare la struttura e di conseguenza alcune funzioni della
membrana deputate ad avviare le reazioni cellulari. Ad oggi,
gli effetti che tali alterazioni della membrana possono avere
sulla salute umana sono ancora da chiarire. Così, per livelli
di campo elettromagnetico inferiori ai valori che
corrispondono agli effetti termici, gli effetti osservati in
cellule isolate non forniscono ragionevoli indizi di rischio
per la salute umana in associazione all’esposizione ai campi
a radiofrequenza.
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Tratto da:
http://www.elettra2000.it/scienza/lavori/effettimembranaL2.htm
Visto
che i Campi ElettroMagnetici influiscono sulla funzione
cellulare, e' validamente ipotizzabile che anche
geni e cromosomi e quindi
DNA/RNA siano a loro volta influenzabili quando le intensita'
e le durate sono forti e lunghe.
Vedi
anche Elettrosmog
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FISIOLOGIA GENERALE della
CELLULA
Le
molecole biologiche fondamentali. L’acqua
e sue proprieta'.
Proprieta' delle
soluzioni. Importanza
biologica del pH.
Sistemi tampone e
pH cellulare: mantenere nell’organismo i giusti rapporti
dei Sali tampone che esplicano la loro azione
antiacida inibendo le
pompe (proteine della
membrana della cellula) che regolano il pH cellulare.
Anche il pH del liquido extracellulare e' importante per una
buona "respirazione"
della cellula. L’aumento della
ventilazione polmonare aiuta il ripristino del pH
cellulare ai normali valori.
La rivista Biomedit.it, novita' dal mondo della ricerca,
riferisce che: “il cambiamento forzato del pH
cellulare suggerisce una nuova strategia nella terapia anche
dei tumori”. (29-01-2007)
Le
sperimentazioni dell'ISS (Istituto Sup. di Sanita' - Italy)
partono dall'evidenza che l'ambiente (Terreno)
in cui si sviluppa un
tumore maligno
e' anch'esso
acido !
-
vedi
Cancro) - e le
vaccinazioni e certi
farmaci, producono facilmente l'alterazione del
terreno verso
l'acidosi....
Energetica della cellula. Gli
enzimi. Omeostasi: Cio' che
il sistema corporeo deve fare, e'
liberarsi degli acidi,
conservare la sua riserva di basi e preservare il
pH
cellulare ed ematico entro i livelli fisiologici regolari.
Si suppone che l'acido
lattico, quale
catabolita della
glicolisi sia in grado di abbassare il pH cellulare.
Feed-back. Stato stazionario ed equilibrio.
Liquidi (intra
cellulari) ed
extracellulari. Forze che regolano i passaggi di
sostanze attraverso la membrana plasmatica. Diffusione.
Effetto Gibbs-Donnan:
Se analizziamo le varie parti di una cellula dell'organismo
umano dall'esterno verso l'interno, la prima struttura in
cui ci imbattiamo e' la membrana plasmatica, la cui
principale funzione e' quella di isolare in modo selettivo
l'ambiente cellulare da quello circostante. "Selettivo" sta
ad indicare che le molecole utili alla vita della cellula,
riescono ad attraversare questa barriera naturale grazie ai
cosiddetti trasporti di membrana. Questi vengono
classificati nelle due seguenti grandi categorie:
- trasporti passivi (che avvengono secondo gradiente di
concentrazione).
- trasporti attivi (che avvengono contro gradiente di
concentrazione).
L'equilibrio di Gibbs-Donnan e' un equilibrio ionico passivo
(avviene cioe' secondo gradiente) la
cui funzione e' quella di mantenere costante la differenza di
concentrazione ionica e di potenziale elettrico tra
due ambienti separati da una membrana selettiva.
Per meglio comprendere il meccanismo sopra definito, ci
avvaliamo del seguente esempio.
L'organismo umano e' composto da un'alta percentuale di
acqua, che si aggira tra il 50 e il 70 % a seconda di
numerosi fattori, come l'eta' e il sesso.
La quantita' di
acqua corporea totale si suddivide in liquido
intracellulare e liquido extracellulare: di quest'ultimo,
fanno parte il liquido interstiziale e il
plasma
sanguigno. Nonostante facciano entrambi parte del
"super-gruppo" dei liquidi extracellulari, e le loro
composizioni siano quindi simili, tra il plasma ed il
liquido interstiziale vi sono delle differenze relative alle
sostanze in essi contenute: la più evidente tra queste e'
data dalla diversa concentrazione di proteine, che sono più
abbondanti nel plasma e meno presenti nel liquido
interstiziale, separati dalla parete dei vasi sanguigni.
La selettivita' imposta dalla membrana dell'endotelio
capillare (che non permette il passaggio delle proteine), fa
sì che le differenti concentrazioni proteiche vengano
mantenute costanti: poiché pero' le proteine posseggono
carica negativa, esse attraggono cationi diffusibili (Na+ e
K+ ) e respingono anioni diffusibili (Cl¯ ).
La di |