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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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CHI E' e COS'E' il CRISTO ??
ALFABETO  Gesu' l'Illuminato  +  Gesu' e' esistito ?  +  Gesu' e' morto per noi ?
Gesu' = Budda ? 
Gesu' il Nazareno NON di Nazareth  +  Ebraismo e sue origini
Gesu' il Serpente 
+  Gesu' NON e' morto di Venerdi di Pasqua
GESU’ NON e' NATO il 25 DICEMBRE  +  Gesu' la Vera Storia
 Il Vero Senso (significato) della VITA  +  Conclusioni
Chi e' Dio ?  Progetto di Vita  +  Fisica dell'Intenzione
Le prime 7 parole della Genesi   +  Definizione di Atomo  +  Cosmologia  +  Cimatica 1  +  Cimatica 2
Lo Spirito crea attraverso il Verbo che si manifesta attraverso il Suono = Linguaggio
FILM interessantissimo da visionare:  http://video.google.it/videoplay?docid=4684006660448941414
INFORMAZIONE, CAMPO UNIVERSALE e SOSTANZA - Campi MORFOGENETICI
 

Veniamo ai nomi “Sacri”, classico è quello del significato del nome più importante della Cristianità:
Gesù - Cristo, CHRISTOS (dal Greco: l’unto, il lucente, il sacro); in realtà questo nome Greco deriva dall’unione di 2 concetti: il primo dei quali è CHRYSOS = questa parola proviene dalla trasmutazione nelle varie lingue di:  
1) Orus figlio di Osiri (nome di un “dio, concetto, forza” egizio), Chrosus e Chrysos che anche in Greco significano Oro e che hanno generato le parole Crux (latino), Cruz (spagnolo), Cross (inglese), Crois (francese), Kreuz (tedesco), Croce (italiano) e croce Greca (simbolo di luce)
2) a questa parola, Chrys-Os, è stata introdotta la Croce o TAU (la lettera T) Egizia, Fenicia ed Ebraica segno della morte, della resurrezione e della croce solare luminosa e della scala musicale (sol+la+re); nello stesso nome vi è anche l’abbreviazione di SOle, di eliOS, sole o “divinità, sempre l’idea” della luce, del fuoco ed è anche il prefisso di OSiri.
Il CristOs nella MitoLogia (eTimoLogia) dei cristiani è infatti inchiodato sulla Croce di Legno e tutte le rappresentazioni pittografe lo confermano nei due stati, sofferente e morente sulla croce e risorto nella Luce.
Infatti il CristOs è la Croce o Luce Solare dei pagani, dice infatti anche il vangelo che trasfigurò sulla montagna con Elia e Mosè; viene chiamato anche Agnello, parola che deriva dall’indiano “Agni” il dio/uomo portatore del “Fuoco”, messaggero della divinità, destinato a morire e chiamato anche “signore dei morti”.
Per gli egizi era OSiris, padre della Luce, infatti generò Horo, ciò che è luminoso; egli è anche il dio signore della morte; OsIris risorgeva dopo essere stato messo a morte violentemente e nella iconografia era rappresentato seduto sul trono con nelle due mani rispettivamente il flagello per castigare ed il bastone pastorale come il CristOs nell’Apocalisse.
Per i greci divenne Prometeo, sempre sanguinante e legato alla ROCcia (ROCca); anche nel cristianesimo il CristOs è la ROCcia, la Pietra ANGoLarE (anagramma di Agnel e di Angel, portatore di Luce, Informazione) sulla quale è fondata l’assemblea dei fedeli; nel rituale Ebraico, cessa di essere uomo/dio e fuoco, per divenire il “capro” sostituto o simbolo sempre dell’uomo, che deve essere ucciso (questo per dissacrare l’attaccamento che la maggioranza degli egizi avevano per i “capri” o montoni nella corrente religiosa che li venerava ed idolatrava); oppure nell’agnello “da bruciare sul fuoco” animale espiatorio dei peccati al posto dell’uomo.
Per i latini “Agnus” era anche l’uomo mansueto e tranquillo (vedi l’affinità della parola greca Agnus = Agnello+ Ignis = Fuoco) ed infine per i cristiani riacquista oltre al significato ebraico anche l’antica pagana idea, forma: Dio/Uomo, morente, signore dei morti che con la resurrezione riacquista Luce e fuoco; diviene perciò anche l’agnello mistico immolato “bruciato” per i peccati e risorto a Vita Eterna.
Fate attenzione anche alla parola AGNELlo che anagrammata dà anche Legna o Legno (materiale che brucia con il fuoco), sul quale secondo la MitoLogia cristiana il Gesù Uomo/Dio viene inchiodato per morire e dopo essere entrato nel ventre della terra, “per bruciare” e trasformarsi in CristOs; l’illuminato, il consapevole partecipante.
I concetti della: Luce, fuoco, croce solare, angolo, angelo, legno od agnello ovvero l’Energia/Psiche che diviene “carne” (materia) che si riTrasforma in energia bruciando, trasmutando nel Campo (CEI) per offrirgli la Conoscenza della Luce, prendendo ancor più Coscienza di Sé e dell’Universo, ecco la MetAmorFosi (per Mezzo delle Fasi dell’Amore) del Cristo, il nato Uomo reso Dio Cosciente di Sé, del Creato e dell’Amore che lo mantiene Vivente in eterno nel Campo Psico Elettro Magnetico Informato Universale.
Ecco rivelata la Vera ma Complessa etimologia del processo di MetAmorFasi, nelle Fasi di trasformazione dell’Amore nella forma, che TUTTI i tendenti Cristi (invero tutti gli Uomini quando si rendono Consapevoli di queste Verità) debbono fare in se stessi, per Se stessi e la Manifestazione.
A riconferma di ciò che abbiamo affermato, l’antico nome ebraico di Gesù è stato
YASHOUE’ (nome con 5 lettere), cioè il tetragramma (4 lettere) del sacro nome di Dio: YAOUE’ (suono composto solo da vocali), nel quale è stata introdotta la quinta lettera consonante: SH (Schin) simbolo del Fuoco trasformatore.
Ecco quanto afferma Ortensio de Spinetoli,  al secolo O. Urbanelli, entrato nell’Ordine dei Cappuccini nel 1949, che per un ventennio ha insegnato Vecchio e Nuovo Testamento nello studio Teologico di Loreto e che nel suo scritto: “La prepotenza delle religioni”, descrive benissimo i concetti che desideriamo far comprendere ai nostri lettori.  Ecco la descrizione del personaggio Gesù,  visto da questo studioso:
“La fede di Gesù è la stessa dei patriarchi, di Mosè, dei Profeti. L’amore verso Dio è anche per lui il primo dei comandamenti (Matteo 22:37) ma egli non ritiene che la comprensione giudaica della salvezza (teologia biblica) e la celebrazione della fede che si svolge nel tempio di Gerusalemme (religione ebraica) siano le più giuste e sopra tutto siano le uniche. Gesù è un profeta, non un teologo, meno ancora un sacerdote, ma a differenza di quanti lo hanno preceduto non è alle prese con gli idoli che incontra nelle sue peregrinazioni. Non sembra che abbia inveito contro le statue dell’imperatore presenti a Gerusalemme od in altre città palestinesi o contro gli dei fenici o greci che apparivano senz’altro nelle regioni di Tiro, Sidone o della decapoli in cui si è trovato.
Al contrario non considera neanche la Palestina una terra santa e ne oltrepassa i confini non per una crociata religiosa, ma per iniziative umanitarie. Gli uomini sono tutti eguali anche se professano religioni diverse. Sulla linea del Dio di Giona che ha compassione persino dei Niniviti (Giona. 4:11) Gesù cerca di venire incontro alle necessità della gente indipendentemente dalla identità etnica o religiosa.
L’onore di Dio non è la prima cosa che lo assilla. Nel discorso della montagna ricorda che la pace col fratello è più urgente dell’offerta da portare sull’altare (Matteo 5:23-24).
Il tema su cui Gesù ritorna più frequentemente nel corso della sua missione è la “conversione” e l’instaurazione del “regno dei cieli”, il luogo della felicità di tutto l’uomo e di tutti gli uomini.
Il Dio che Gesù avverte misteriosamente nell’intimo della sua coscienza non è un giudice, ma un “padre” benevolo verso tutti i suoi figli, giusti ed ingiusti, ebrei e pagani, buoni e cattivi (Matteo. 5:43-48), dove si legge: “Forse Dio è Dio soltanto dei Giudei ?” - si chiede l’apostolo Paolo - “Non lo è anche dei pagani ?” E risponde: “Certo è anche dei pagani !”.
Perché c’è un solo Dio il quale giustificherà per mezzo della fede i circoncisi e giustificherà per mezzo della fede i non circoncisi (Romani 3:29-30). Fra le preoccupazioni di Gesù non vi è quella di arrivare ad una esatta definizione, comprensione del vero Dio, quanto di testimoniare con i propri comportamenti la sua bontà e misericordia incondizionata verso gli uomini (cioè rappresentarlo negli atti quotidiani della Vita).
I  giudei ritenevano di essere gli adoratori del vero Dio, ma la stessa cosa pensavano i samaritani. Gesù non si schiera né con gli uni né con gli altri “né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre; "voi adorate quello che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei, ma è giunto il momento ed è questo in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità, perché il Padre cerca tali adoratori.  Dio è Spirito e quelli che l’adorano debbono adorarlo in spirito e verità" (Giovanni 4:21-24)”.
Il presente testo può essere ritenuto fondamentale per una giusta considerazione dell’assolutismo religioso giudaico e cristiano che è un suo derivato. Il mosaismo ortodosso (giudaico) ed il mosaismo eterodosso (samaritano) sono due esperienze che si escludono reciprocamente. Gesù le rifiuta entrambe perché entrambe hanno tentato di assolutizzare la via di accesso a Dio, di monopolizzarne il possesso, attraverso l’uno o l’altro veicolo, il Monte Sion o il Garizim, il tempio di Gerusalemme od un altro edificio sacro a ciò deputato. Sono due forme rispettabili, se si vuole legittime, ma Gesù le trova superate, ormai inutili. Presto infatti annunzierà la fine del tempio (Marco 13) e la lacerazione del velo che nascondeva al pubblico il Santo dei Santi e faceva dello Jahvismo una religione segreta (Matteo 27:51).
L’importante non è essere buoni giudei o buoni samaritani   (o cristiani) visitatori del tempio o di un’altura, ma essere aperti allo Spirito (Pensiero Giusto) che è il vero modo di essere in comunicazione con Dio. La religione non è toccata con i suoi riti, nelle sue pratiche, nelle sue concezioni ideologiche, superflue, ma nell’anelito di comunione verso l’alto, l’Essere, il Bene, Dio, e questo incontro avviene nella profondità (nella grotta del cranio) dell’anima, attraverso lo spirito e lo spirito è come vento, soffia dove vuole; (Giovanni 3:8).   La donna siro-fenicia (Marco 7:25), la cananea (Matteo 15:22), il centurione (Matteo 8:5-13), l’arcisinagogo (Marco 5:22) hanno esperienze religiose diverse. Gesù non ne discute la legittimità, ma trova i rispettivi esponenti ugualmente idonei ed aperti ai doni di Dio. Non cerca prima di convertirli al suo credo, di giudeizzarli come pretenderanno in seguito Giacomo ed i suoi discepoli, (Atti 15:20-21; 21:24-25; G. 2: 12-13), quanto di aprire ad essi le porte del “regno” (dei cieli, dello Spirito, del Pensiero).
Credere al Dio di Mosè, a Baal od Astare potrebbe essere o forse è, la stessa cosa, perché entrambe (il mosaismo ed il baalismo) non sono che astrazioni teologiche, tentativi di dare un nome, una definizione all’assolutamente Indefinibile (all’Infinito).
(Anche l’Apocalisse presenta il concetto dell’ingresso nella Gerusalemme celeste, quella dello Spirito nei cieli del Pensiero, la CoScienza, infatti il suo nome significa “città o luogo della Pace... ove non vi è più angoscia, dolore, né danno alcuno”; tutte caratteristiche spirituali).
Mosè (quello che il testo presenta) era un credente, ma anche un teologo (un interprete della sua fede), ed insieme profondamente religioso, poiché dava alla sua esperienza un’esternazione rituale imponente. Gesù ha una grande fede, un eccezionale unica comunione con Dio, con lo Spirito, ma non è un grande teologo, non teorizza molto sulla realtà divina, né fa ricorso ad un particolare cerimoniale quando tratta con lui, non celebra ma prega soltanto.
Paolo camminando per il foro di Atene, pur fremendo davanti alle statue degli dei (Atti 17:16), cerca un volto in cui tutte le divinità si incontrino e lo trova nel momento in cui rinuncia a dare una definizione, un’immagine a quello che cerca.
Il volto dell’Altissimo è veramente “sconosciuto” (Atti 17:23). Gesù non si appella alla teologia alle pratiche religiose, ma alla fede, al rapporto personale che ognuno è chiamato a stabilire con Dio, con il suo Spirito, un incontro, un rapporto (Spirituale) che esiste (per cambiare Etica, comportamenti personali e sociali rendendoli Divini, Celestiali), pur senza essere compreso definito.
La fede va normalmente capita e celebrata, ma può essere egualmente grande senza comprensione e celebrazioni. La teologia è il più delle volte cultura, la religione folclore; cultura e folclore hanno tenuto e tengono divisi i rispettivi credenti, mentre la fede che è ridondanza di bontà  e di Amore (Giusto), non fa che unire gli animi”.
Come possiamo osservare molti altri uomini comprendono bene che la “religio”, il saper rilegare le “cose” che appaiono divise, è la vera religione per tutti gli uomini.
Tutto questo simbolismo indica la MétAmorFasi, cioè la trasformazione caratteriale ed informazionale che deve essere auto indotta con una penetrazione nell’interiorità del proprio Essere per poter incontrare il Divino, per mezzo dell’Amore e per risorgere finalmente quale Uomo ma trasformato in Dio, cioè Eterno e Capace di mantenersi Vivo all’InFinito, per sempre e con qualsiasi tipo di “corpo”.
Questo ciclo se iniziato si conclude alla fine del ciclo delle morti fisiche, nella trasmutazione e nella traslazione in
dimensioni sempre più Perfette, con gradi di Libertà sempre maggiori e con i corpi PsicoEnergoBioFisici adatti a seconda del nuovo spazio/tempo; ciò avviene solo e quando l’AmOR si è incarnato.
Altro che “pagani”, cioè diversi dagli Ebrei e dai Cristiani; dovremmo aver molto più rispetto per essi nostri fratelli in fede, perché il vero “
Dio o IOd” si manifestò anche a loro in tutte le epoche e sotto diversi nomi e la Verità Si fece Conoscere a coloro che avevano “occhi per vedere ed orecchie per udire”  in ogni luogo ed in ogni tempo; invece l’oDio o falso dio, generò la DiVisione (visione diversa del DiVino), il rancore e l’oDio fra gli uomini generò dolore, sofferenza, assassinio………e la verità si nascose agli occhi dei più…….sotto i simboli/parole ad essi sconosciuti !
Ecco perché è importante che tutta la MitoLogia sacra debba essere seguita dall’eTimoLogia (quest’ultima parola lo ricordiamo è l'
anagramma di MITO e significa scoprire i significati delle parole anche attraverso lo studio dell’etimo antico), non seguendo questa strada impediremo alla Conoscenza di nascere in noi, cioè di capire la MitoLogia o scienza delle parole.
Anche i moderni “religiosi” hanno i loro miti, templi, le loro cerimonie, ecc., ma i loro preti NON conoscono e non possono comunicare i significati dei simboli, dei luoghi, delle cerimonie, degli arredi e degli oggetti che essi usano, perché non li conoscono più; per questo motivo l’uomo della strada è sempre meno interessato a ciò che essi fanno o dicono. 

PARALLELI fra il GESU’ CRISTO dei CRISTIANI ed il BUDDHA

La nascita di Siddharta Gautama (il Buddha, nato circa nel 560 a.C.) fu annunciata al padre da spiriti angelici: i “Deva”, la madre rimase vergine, un profeta predisse la sua futura grandezza, digiunò per quarantanove giorni, lo spirito del Male lo tentò, compì guarigioni miracolose, fondò un gruppo di dodici seguaci, sfamò molte persone con un solo pane, un suo discepolo camminò sull'acqua, Devadatta cospirò per ucciderlo (con trenta arcieri), fece un ingresso trionfale nella sua città natale e la terra tremò alla sua morte.
Se non fosse per Zarathustra, bisognerebbe riconoscergli un sacco di copyrights !

 

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