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Vaccinazioni per l’infanzia ed
Autismo: un caso accertato negli
Stati Uniti
Mercoledì 9
Aprile 2008 - Gli studi clinici hanno fallito nel mostrare un
legame tra vaccinazione ed autismo, ma molti genitori di bambini
autistici hanno nutrito forti dubbi su queste conclusioni.
Il Governo americano ha ora ammesso che la
vaccinazione può avere arrecato
danni ad una bambina di 9 anni, ed ha annunciato che si farà
carico delle spese per la cura.
Nel 2000 Hannah aveva 19 mesi ed uno sviluppo normale, quando
ricevette 5 iniezioni per la prevenzione di 9 malattie
infettive.
Nel 2001 alla bambina è stato diagnosticato il disturbo
autistico.
Per il fatto che il padre di Hannah era un neurologo al Johns
Hopkins Hospital, la bambina è stata sottoposta ad una serie di
esami, che hanno evidenziato un disordine a livello
mitocondriale.
Due teorie sono state ipotizzate: la prima che la bambina
presentava una sottostante malattia mitocondriale e che la
vaccinazione ha slatentizzato, la seconda è che la vaccinazione
ha
causato questo disordine.
Il Governo ha optato per la prima ipotesi: la bambina aveva una
sottostante malattia mitocondriale che è stata aggravata dalla
vaccinazione.
Molti dei vaccini che Hannah ha ricevuto contenevano Tiomersale,
un preservativo a base di Mercurio.
Negli Stati Uniti, il Tiomersale è stato rimosso dai vaccini
somministrati nell’infanzia a partire dal 2001.
Rimane aperto il dibattito sulle vaccinazioni multiple
nell’infanzia. ( Xagena Medicina )
Fonte: The New York Times, 2008 -
Medicina-Online.net + vedi:
Autismo - La prova dei
Danni dei Vaccini +
Autismo dai
VACCINI
Collegamento
vaccinazioni-autismo (o perché la popolazione
Amish americana non ha
l’autismo)
R.S. a cura di Marcello
Griffo
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Grazie ai Vaccini:
Autismo
in aumento, nel mondo colpito 1
bimbo ogni 160
Roma, 15 feb. (Adnkronos Salute) - Sono in costante aumento i
casi di autismo nel mondo: oggi infatti un bambino su 160 soffre
di Disturbo generalizzato dello sviluppo (Dgs), con una
incidenza maggiore in Giappone.
Ma il problema fa sentire il suo peso anche in Italia, tanto che
molte famiglie colpite dalla malattia finiscono col disgregarsi.
Questo il quadro, tutt'altro che roseo, delineato oggi a Roma
durante la presentazione del progetto "Aut non out -
Ci sono anch'io", voluto dall'associazione '"Habitat per
l'autismo" in collaborazione con il Comune di Roma.
Le statistiche di molti studi americani dimostrano che nel
prossimo decennio l'autismo e i disturbi pervasivi dello
sviluppo diventeranno un'emergenza sociale ed economica di
primordine. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista "Lancet",
l'1,16% delle nascite in Inghilterra è a rischio, ma ancora più
grave è la situazione in Giappone. Uno studio dello Yokohama
Rehabilitation Center ha infatti evidenziato che l'1,61% dei
neonati è autistico.
Circa l'80% delle persone con questo disturbo presenta anche una
condizione di ritardo mentale, e almeno il 50% non sviluppa
alcuna forma di linguaggio. Spesso sono correlate altre
patologie, come l'epilessia.
Il problema riguarda da vicino anche l'Italia, basti pensare che
solo a Roma e provincia è stimata la presenza di circa 8.400
piccoli con autismo. L'aumento di casi ha inevitabilmente
aggravato anche la condizione sociale delle famiglie colpite.
Spesso i genitori non riescono a sopportare il peso, la
sofferenza e la responsabilità di un bambino autistico, e
finiscono con il lasciarsi. Questo, almeno, è il destino del 72%
delle famiglie italiane con un figlio autistico.
Tratto da: http://www.adnkronos.com/IGN/Salute/?id=1.0.1882028638
VACCINI al
MERCURIO ed
Autismo: ANCHE in
ITALIA STUDIATA e
trovata la CORRELAZIONE
vedi
anche metodo di cura del dott.
M. Montinari
+
Intolleranze alimentari +
Metodo Montinari
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Questo l'elenco delle pagine -
nel ns Portale - sui Danni dei Vaccini =
Autismo
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Ma cio' che sta emergendo e' che anche
l'Epilessia
che e' anche ed in particolar modo
legata all'Autismo, e' stata
incrementata
notevolmente nei bambini con i
vaccini, specie quello del
Tetano....
Una delle tante varianti dell'autismo e' la
nuova malattia chiamata "X
fragile" ed anch'essa e' il prodotto
dalle alterazione
proteica indotta dai
Vaccini
nell'intestino +
immunodepressioni
+
mutazioni genetiche
indotte dai
vaccini.
Utilizzando un nuovo metodo di
screening sulla drosofila, Stephen Warren e colleghi del
Dipartimento di genetica umana della
Emory University School of Medicine hanno identificato
diverse molecole in grado di combattere i sintomi della sindrome
dell’X fragile, una delle più comuni forme di ritardo mentale e
causa di una forma di autismo.
Già nel 1991 Warren guidò un gruppo internazionale di ricerca
che scoprì il gene FMR1, responsabile della sindrome dell’X
fragile, causata dalla perdita funzionale della proteina FMRP
(fragile X mental retardation protein).
A partire da quel risultato in molti laboratori del mondo sono
state fatte scoperte fondamentali: si ritiene attualmente che la
FMRP possa influenzare l’apprendimento e la memoria poiché è
implicata nella sintesi di una proteina fondamentale per il
funzionamento delle sinapsi nel cervello.
L’autismo e il metodo
DAN - Incontro in Campidoglio con l’On. Ileana
Argentin - 10 Mag 2007
In occasione della
Conferenza Europea “Autism and our Future”,
questa mattina a Roma, presso la Sala
dell’Arazzo in Campidoglio, è stato presentato
il DAN (Defeat Autism Now). Si tratta di un
contributo alla ricerca sull’autismo e un nuovo
approccio terapeutico. “Il numero dei cittadini
romani colpiti dalla patologia dell’autismo è
altissimo e trova pochissime risposte da parte
delle istituzioni competenti in materia di
sanità.
Per questo, in qualità di Consigliere delegato
per le Politiche dell’Handicap e Salute Mentale
del Comune di Roma, mi faccio portavoce di uno
dei metodi di intervento per riabilitare chi è
colpito da autismo. Ancora oggi i famigliari,
così come gli utenti, sono troppo soli ed
abbandonati ad un sistema generico e poco
attento.
Il metodo DAN porta testimonianze concrete,
anche se non sono maestra di vita né medico per
dire quale sia la verità o quali gli strumenti
adeguati. Quello che è certo è che sono accanto
a chi non ha voce per parlare, in questo caso
gli autistici”.
Questo quanto dichiarato dal Consigliere
Delegato per le Politiche dell’Handicap e Salute
Mentale, On. Ileana Argentin.
Nel corso della
conferenza stampa si sono alternati gli
interventi di Franco Verzella (medico e
Presidente DAN Europe), di Gerardo Iovane
(Intelligenza artificiale Università di
Salerno), del Prof. Angelo Rossi Mori (Direttore
CNR Istituto di tecnologie Biomediche Roma), di
Gabriella Inglese (Vafiadis Vicepresidente
Pianeta Autismo onlus), di Ornella Tarullo
(Coordinatrice Portale Genitori Contro Autismo
AREA onlus Brindisi) e di Silvio Moretti
(biologo nutrizionista Roma).
Il crescente aumento di casi di autismo negli
ultimi 20 anni esprime, secondo il DAN, una
patologia di adattamento, dovuta
all’inquinamento ambientale, alimentare e
iatrogeno (vaccini
polivalenti praticati in rapida successione
e contenenti mercurio,
amalgami
dentarie al mercurio, terapie
antibiotiche intensive,
psicofarmaci)
in soggetti con fragilità genomiche, che
riguardano soprattutto l’intestino, la funzione
detossificante, il sistema immunitario e quello
nervoso.
L’autismo è secondo i ricercatori,
solo la punta di un
iceberg rappresentato dalle Patologie dello
Sviluppo e dell’Apprendimento, che nei paesi
industrializzati coinvolgono il 18-20% della
popolazione scolastica e comprendono: dislessia,
disturbi dell’attenzione e della memoria,
iperattività, comportamenti violenti, anoressia,
bulimia, obesità, depressione,
intolleranze-allergie, alimentari-ambientali,
malattie infiammatorie dell’intestino e
celiachia.
Lo studio del protocollo DAN conclude che le
patologie dello sviluppo sono in larga parte la
drammatica conseguenza della cultura
antibiologica che caratterizza i paesi a
sviluppo avanzato.
By Francesco Demofonti
Fonte news:
http://www.nonsoloabili.org
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Anche il Figlio di John Travolta era autistico, ora (04-01-2009)
e' deceduto:
Bahamas.
La morte del figlio di John
Travolta. La verità dall'autopsia
GRAND
BAHAMA. Le autorità delle Bahamas
hanno disposto che sia effettuata
l'autopsia sul corpo di Jett
Travolta, 16 anni, il figlio
dell'attore americano John Travolta
morto venerdì scorso mentre con i
genitori era in vacanza alle
Bahamas.
Il ragazzo, che soffriva di autismo,
sarebbe stato colto da un attacco
epilettico mentre era da solo nel
bagno dell'appartamento che John
Travolta e la moglie, Kelly Preston,
hanno alle Bahamas, all'interno di
un resort di lusso sull'isola di
Grand Bahama.
La polizia ha riferito che Jett
Travolta avrebbe battuto
violentemente il capo e sarebbe
rimasto nel bagno privo di sensi per
ore.
E' stata un'assistente del resort a
trovarlo e a dare l'allarme.
Trasportato all'ospedale più vicino,
il ragazzo è morto "per arresto
cardiaco verso le dieci del
mattino", un paio d'ore dopo il
ricovero, come ha riferito uno dei
legali di famiglia di Travolta,
Michael Ossi.
Jett Travolta aveva avuto problemi
di salute fin dalla nascita (era
stato
vaccinato).
All'età di 2 anni, come riportano
oggi alcuni tabloid americani, gli
era stata riscontra la
Sindrome di Kawasaki, una
malattia molto rara che colpisce i
bambini piccoli e che porta ad avere
febbri molto alte, annullando ogni
difesa immunitaria. "Jett dovette
essere ricoverato in ospedale, per
lui era come un veleno qualsiasi
cosa toccasse, dai giocattoli al
tappeto su cui giocava - aveva detto
Travolta in un'intervista del 2005
-. In quei giorni tremava con tutto
il corpo, fu il momento più
spaventoso della mia vita".
Le condizioni del piccolo
migliorarono
dopo che Travolta si decise a
seguire un programma di
disintossicazione basato sugli
scritti di Ron Hubbard, il fondatore
di
Scientology.
Il ragazzo, secondo quanto riferito
da tutti i media, da anni soffriva
di autismo, ma il padre, che è uno
dei sostenitori più celebri di
Scientology, non aveva mai
confermato la circostanza, ma nello
stesso tempo si era sempre rifiutato
di far seguire al figlio un
programma psichiatrico, un tipo di
intervento medico che Scientology
sconsiglia.
John Travolta, 54 anni, sposato con
l'attrice Kelly Preston, 46 anni, ha
anche una figlia, Ella Bleu, di 8
anni. Il legale dell'attore ha
riferito che, dopo l'autopsia, il
ragazzo sarà riportato in Florida e
sarà sepolto a Ocala, dove la
famiglia Travolta vive.
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Le famiglie dei bimbi
Autistici:
NON possiamo attendere le cure ufficiali - "Non sarà
scienza, ma la sua cura funziona" -
Ferma replica a Carlo Hanau.... (Dirigente dell'Angsa)
POGGIO RUSCO.
Diverse lettere sono giunte alla redazione della
Gazzetta da genitori di bambini affetti da
sindrome autistica che replicano alle
dichiarazioni di Carlo Hanau, intervenuto in
rappresentanza dell'Associazione Nazionale Genitori Soggetti
Autistici in merito
alla terapia del dottor
Massimo Montinari, per la quale due genitori
di Poggio, M.M. e M.B., si sono visti negare
dall'Asl l'erogazione dei farmaci.
Secondo Hanau, i benefici di questa ed altre
terapie alternative si possono spiegare come il
risultato di un insieme di "suggestioni" oltre
alla ciclicità della malattia.
Le associazioni come
Angsa diffidano i genitori dal credere a queste
illusioni. Ma i genitori che hanno scritto da
Napoli, da Taranto, da Milano, da Salerno, da
Roma e dalla Toscana non ci stanno a passare per
creduloni, raccontano i miglioramenti ottenuti
con queste terapie e chiedono un'autentica
attenzione da parte della medicina ufficiale.
Sulla stessa lunghezza d'onda anche altri due
genitori di Poggio che non seguono il
Protocollo
Montinari, ma il "metodo Dan" !.
«Noi non
cerchiamo la pillola miracolosa, ma migliorare
le condizioni di questi bambini che soffrono -
dicono R.G. e G.V., genitori di un bambino
autistico di 8 anni - Esistono studi che
dimostrano la relazione tra i problemi
gastroenterici ed autismo.
Si è verificato che
in queste persone
glutine e
caseina non vengono
scomposti in proteine e tramite il sangue,
passano direttamente dall'intestino al
cervello.
Queste gluteomorfine e caseomorfine che
finiscono nel cervello creano un effetto
oppiaceo e questo provoca la condizione tipica
delle persone affette da autismo. Non è un caso
che alla base di tante terapie non riconosciute
ufficialmente ci sia la dieta senza glutine e
caseina.
Perché la
medicina ufficiale non vuole tenerne conto ?
L'Autismo
e' una malattia complessa.
Chi ha la nostra
esperienza sa che bisogna risolvere questi
problemi metabolici prima di occuparsi
dell'aspetto neuro-pasicologico che è
conseguente. E' ovvio che chi non vuole
abbandonare i propri figli si rivolga a terapie
la cui efficacia non è dimostrata dalla scienza,
ma dall'esperienza. Non possiamo aspettare per
anni le dimostrazioni scientifiche senza fare
nulla per aiutare nostro figlio. Meglio prendere
altre strade, dove le prove sono date
dall'evidenza e i risultati ci sono. Come si può
pensare che migliaia di genitori siano vittime
della stessa illusione ? E
poi il dottor
Montinari è un medico qualificato;
noi ci siamo recati in centri specializzati
negli Stati Uniti dove lavorano medici
conosciuti a livello internazionale.
Perché scartare a priori le testimonianze di
queste persone ?
Che lo faccia Hanau è ancora
più grave, dato che lui non è medico, ma
esponente di un'associazione che dovrebbe
rappresentare i genitori».
By Roberta Bassoli - 09 Gen. 2007 - La
Gazzetta di Mantova
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EPILESSIA -
Tetano
Malattia associata in moltissimi casi
all'Autismo
Si ritiene che la causa di questo disturbo consista in un
difetto nell'assorbimento intestinale di Mg2+, abbinato a
dei batteri autoctoni mutati in
patogeni - molto probabilmente il
Clostridium
tetanis
!
La malattia esordisce generalmente nel neonato (di pochi
mesi) e i pazienti
presentano irrequietezza, tremore, tetania ed evidenti
crisi epilettiche (Pronicka et al., 1991; Challa et al.,
1995; Abdulrazzaq et al., 1989).
Walder et al. (1997) hanno identificato una regione di
concatenazione sul cromosoma 9q in famiglie Beduine
consanguinee, affette da HSH.
Inoltre, in un paziente, hanno identificato una
traslocazione t(X;9q) e hanno quindi identificato il locus
per l'ipomagnesemia associata ad ipocalcemia secondaria,
HOMG, su 9q12-q22.2.
Cio' accade specie nei soggetti vaccinati e quindi in
situazione di malassorbimento per
la disbiosi importante e quindi il
pH
digestivo alterato anche dai vaccini inoculati).
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Autismo da virus (vaccinale)
Il meccanismo delle encefaliti virali è noto e sono
noti casi di autismo prodotti da encefaliti virali. Il
passaggio dell'attacco del virus latente (vaccinale)
all'autismo è meno ovvio e più articolato. Infatti c'è
una progressione asintomatica, clinicamente
invisibile, se si eccettuano inizialmente, reazioni
post-vacciniche quali febbri, pianti prolungati con
strilli acuti, alterazione del ritmo del sonno, etc.
La vaccinazione non fa altro che realizzare proprio quello che tutto il corpo e il sistema immunitario
cercano di evitare o prevenire quando in contatto con
un virus: ovvero l'iniezione immette il virus
direttamente nel sangue, senza che siano state attivate le difese locali e fagocitarie, offrendogli
accesso libero ed indisturbato verso alcuni target più
delicati e questa volta vulnerabili (neurologico, endocrino, etc).
Zecca e collaboratori (1998) segnalano che i livelli di anticorpi a rosolia e morbillo in bambini
diagnosticati autistici erano del 300% superiori a quelli normali. Questi livelli elevati di anticorpi
possono essere interpretati come un'attivazione
cronica del sistema immunitario contro un' infezione
subclinica.
Ricercatori del Royal Free Hospital di Londra
(Wakefield, 1998 e 2000) hanno dimostrato, mediante
ileocolonscopia, la presenza nell'intestino del virus
latente del morbillo nel 100% dei bambini la cui
regressione autistica aveva avuto inizio con reazioni avverse alle vaccinazioni.
Un altro gruppo di ricerca, quello irlandese del prof. John O'Leary, ha confermato la presenza del virus del
morbillo dello stesso ceppo del vaccino nell'intestino
di 24 bambini autistici su 25.
Sembra che il bambino autistico non riesca a liberarsi
della presenza di tale virus vaccinale nell'organismo.
Il prof. Kawashima, dell'Università di Tokio, ha trovato il virus del morbillo (del ceppo vaccinale)
nel sangue di bambini che hanno avuto una regressione autistica a seguito delle
vaccinazioni.
Virus di ceppi vaccinali dunque sono una presenza
costante (anche a distanza di anni dalla vaccinazione)
in bambini autistici ma non in bambini di controllo
sani.
Commento NdR:
.....perche' nei soggeti sani, i
virus vaccinali si annidano in cellule e non si
possono detettare !
Con il test rapido del sangue denominato "Polymerase
Chain Reaction" (PCR test), cioè test sulla catena di
reazione della polimerase, è possibile rilevare la
presenza subclinica nell'organismo del virus dello stesso ceppo vaccinale.
By
Lorenzo Acerra - Federazione del
COMILVA
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PROTOCOLLO per i
bambini autistici
Avere
la diagnosi - modificare e personalizzare la dieta - eliminare la caseina,
latte e formaggi - usare enzimi
digestivi - eliminare il glutine - trattare disbiosi batteriche - trattare
disbiosi fungali - supportare sistema immune e misure tossine virali -
usare supplementi nutrizionali - terapia disintossicante - introdurre
supplementi (fior di Zolfo o prodotto omeopatico = sulfur + ossigeno) - training sensoriale - terapie comunicazionali -
educazione speciale
Vedi anche Protocollo
della Salute
L’autismo da Mercurio
e da Vaccini
Nei
primi anni del 1900 era prassi comune trattare bambini sotto i 5 anni con
ritardo della dentizione usando polveri di mercurio.
Una certa percentuale
di questi bambini (1 su 500/ 1000), esposti cronicamente a tali dosi di
mercurio, sviluppavano una condizione multisintomatica definita acrodinia,
intossicazione da mercurio caratterizzata spesso da depressione, distacco
e ogni forma di anomalia comportamentale.
Fu
il dr Josef Warkany [1948], del Cincinnati Children’s Hospital, che
avanzò tale ipotesi per la prima volta, 50 anni dopo l’inizio di
quell’epidemia causata dal trattamento medico dentale al mercurio.
Intorno a tale ipotesi iniziò a crescere un generale consenso, non senza,
però, una resistenza dura da parte di scienziati e degli uomini di
medicina nelle posizioni di maggior potere. Il mercurio in polvere per uso
dentale fu rimosso nel 1954, su iniziativa dei produttori a causa della
cattiva pubblicità e probabilmente nella speranza di prevenire richieste
di risarcimento. L’epidemia di acrodinia cessò istantaneamente.
Oggi
neonati e bambini sono esposti ancora una volta a basse dosi di mercurio,
usato come conservante dei vaccini ed iniettato a più riprese
direttamente nel sangue. Come è stato per l’acrodinia, la morbilità è
di 1 su 500/ 1000 dei bambini esposti alla stessa dose di mercurio dei
vaccini.
Come è stato per l’acrodinia, ci si è posti il problema di
misurare i livelli di mercurio nell’organismo di questi bambini con un
po’ di anni di ritardo. Come è stato per l’acrodinia, le verità
scientifiche misurabili ed accertabili vengono ricacciate indietro dalle
lobbies economiche con l’arte del negare l’evidenza e di non far fare
indagini. Potrebbe il mercurio cui
sono esposti i neonati attraverso dosi multiple di mercurio spiegare
l’epidemia di autismo degli ultimi decenni ?
Nel
febbraio 2001, alla conferenza sulla “Disintossicazione dei bambini
autistici”, tenuta dall’ Autism Research Institute a Dallas, 25 tra
medici e ricercatori hanno riportato di aver trattato con DMPS o DMSA,
chelanti del mercurio, circa 1.500 pazienti autistici, ottenendo
consistenti miglioramenti.
È
noto che casi di intossicazione da mercurio i livelli di mercurio in urine
e sangue possono essere nomali già pochi giorni dopo l’esposizione. Il
test con DMPS di escrezione urinaria di mercurio è il solo modo accurato
di stimare il carico corporeo di mercurio. Una media di 87 mcg di mercurio
per grammo di creatinina è stato riscontrato in questi bambini autistici
a seguito di un carico di DMPS. Questi risultati superano nettamente i 40
mcg considerati indice di un’intossicazione di mercurio. I livelli di
mercurio nei capelli andava dai 2.6 e i 5.6 mcg/g.
A
seguito del trattamento intermittente con DMPS o l’altro chelante del
mercurio DMSA c’era nei bambini autistici trattati una normalizzazione
dei livelli di mercurio nei capelli e netti miglioramenti delle capacità
di linguaggio e comportamento, documentato sulla base di scale di
valutazioni di neuropsicologia.
L'esposizione
della popolazione infantile al Mercurio
Le
iniezioni di vaccini sono una nota fonte di mercurio [Plotkin &
Orenstein, 1999]. Halsey [1999] ed Egan [2000] hanno confrontato la somma
delle dosi di mercurio ricevute attraverso le vaccinazioni infantili con i
valori considerati tollerabili per ingestioni di mercurio. La dose di
mercurio nei vaccini a 3 mesi è equivalente a 30 volte l’esposizione
giornaliera massima, con i neonati di peso corporeo minore che ricevevano
quasi 3 mesi di esposizione tollerabile giornaliera al mercurio in un solo
giorno. Tali dati diventano ancora più gravi e preoccupanti se si
considera che:
1.
il mercurio produce danno agli esseri umani persino alle dosi
considerate tollerabili [Grandjean, 1998];
2.
il mercurio iniettato è più dannoso del mercurio ingerito [EPA,
1997, p.3-55; Diner & Brenner, 1998];
3.
il mercurio, che colpisce principalmente il sistema nervoso
centrale, è particolarmente dannoso per il cervello in fase di sviluppo [Davis
et al, 1994; Friberg, 1994; Grandjean, 1999; Yeates, 1994];
4.
il mercurio entra molto più facilmente nei tessuti cerebrali del
bambino perché la barriera sanguigna del cervello non si è ancora chiusa
completamente [Wild & Benzel, 1994]. È stato dimostrato che i neonati
esposti al mercurio, diversamente da ciò che accade negli adulti,
accumulano notevolemente più mercurio nel cervello rispetto ad altri
organi [EPA, 1997, p.4-1];
5.
infine bambini sotto i 6 mesi di vita non riescono ad espellere
mercurio, principalmente per la loro incapacità nel produrre bile, la
principale via di escrezione del mercurio organico [Koos & Longo,
1976; Clarkson, 1993].
Sebbene
l’infanzia sia riconosciuta come un periodo di rapido sviluppo
neurologico, non esistono ancora pubblicazioni o studi in questo campo:
gli effetti sulla salute del mercurio iniettato come nelle modalità delle
vaccinazioni, da pochi mesi di vita a 2 anni di età [Hepatitis Control
Report, 1999; Pediatrics, 1999; EPA, 1997, p.6-56]. Neonati esposti al mercurio
attraverso il latte materno avevano ritardi nello sviluppo e un minor
quoziente di intelligenza.
Il
21 giugno 2000 si è riunita ad Atlanta negli USA la Commissione del
governo sulle vaccinazioni. È stata valutata la possibilità di
correlazione tra esposizione al timerosal [il mercurio nei vaccini] e
specifici sintomi neurocomportamentali in 400.000, bambini seguiti
nell’ambito del progetto monitoraggio sulla sicurezza dei vaccini [Verstraeten,
2000]. È stata dimostrata una correlazione statisticamente significativa
tra esposizione cumulativa al timerosal da vaccini e ritardi dello
sviluppo, tic, sindrome di deficit attentivo, minori capacità di
linguaggio e di apprendimento.
Secondo
uno studio sull’uso del timerosal nei vaccini [Weekly Epidemiology
Record, gen. 2000], “la valutazione fatta sulla sua sicurezza
attualmente non può escludere la possibilità di subcliniche anomalie
neurocomportamentali nei neonati derivanti da esposizione cumulativa al
timerosal nei vaccini”.
vedi anche:
http://autismo.oltreilmuro.com/?m=200604
+
http://www.disinformazione.it/autismo.htm
Non
tutti i bambini cui viene iniettata una certa dose di mercurio sviluppano
le stesse reazioni.
La suscettibilità complessiva dell’individuo al mercurio dipende da
fattori ambientali e genetici:
1. l’abilità di disintossicare i metalli pesanti
2. la capacità di mantenere una microflora intestinale
equilibrata, da cui dipende la maggior parte
della rimozione dei metalli
3. iper-sensibilità immunitaria al mercurio
Questi
3 fattori di suscettibilità all’intossicazione da mercurio, è stato
dimostrato, sono statisticamente significativi nell’autismo rispetto a
gruppi di controllo. Infatti, nella letteratura medica troviamo che
bambini autistici avevano:
1.
difficoltà con la disintossicazione dei metalli pesanti [Edelson &
Cantor, 1998, O’Reilly & Waring, 1993];
2.
squilibri della microflora intestinale che impedisce l’escrezione di
tossine [Shattock, 1997];
3.
anomalie biochimiche indicanti autoimmunità [Zimmerman, 1993].
Effetti
del Mercurio
Boyd
Haley, professore di chimica all’Università del Kentucky, che studia da
anni gli effetti sui tessuti cerebrali del mercurio e i danni che produce,
afferma: "I dati preliminari delle mie ricerche sono molto evidenti
ed indicano che il mercurio dei vaccini è un fattore probabilmente
fondamentale nel causare l’autismo".
La
tossicità del mercurio è cumulativa e si verifica quando la velocità di
esposizione è maggiore di quella di eliminazione. In tal modo c’è una
neurotossicità ritardata nel tempo, che puà manifestarsi mesi dopo
l’esposizione. Le reazioni alle dosi di mercurio sono raramente evidenti
subito, la regressione autistica comincia generalmente molte alcune
settimane dopo la vaccinazione.
L’intossicazione
da mercurio causa molte anomalie biologiche, le stesse che si riscontrano
nell’autismo. Vediamone alcune.
Organizzazione
neuronale e circonferenza del capo
Il
mercurio causa stress ossidativo nei neuroni. Numerosi ricercatori hanno
sottolineato che l’autismo è caratterizzato da “una condizione di
disorganizzazione neuronale, in particolare relativamente allo sviluppo di
un albero dendritico, di sinaptogenesi e sviluppo della complessa
interconnessione entro e tra regioni del cervello” [Minshew, 1996;
Bailey, 1996].
Il
mercurio può interferire con la migrazione neuronale e deprimere la
divisione cellulare nel cervello in via di sviluppo
Anomalie
nella crescita neuronale durante lo sviluppo sono implicate nelle
differenze di grandezza del capo che si ritrovano sia nell’autismo che
nei casi disintossicazione da mercurio
Cervelletto
e corteccia cerebrale
Courchesne
[1989], Bauman e Kemper [1988], Ritvo [1986] hanno fatto notare che la
sola anomalia neurobiologica che si riscontra sempre poco prima
dell’insorgenza di sintomatologie autistiche è la perdita di neuroni
Purkinje nel cervelletto.
Danni
al cervelletto sono implicati nell’alterazione della coordinazione,
equilibrio, tremori e sensazioni [Davis, 1994; Tokuomi, 1982], ed è stato
dimostrato che il mercurio provoca ciò quando danneggia la trasmissione
sinaptica nel cervelletto tra le fibre e le cellule Purkinje [Yuan &
Atchison, 1999]. Acrodinia, una forma particolare di intossicazione
infantile da mercurio, è considerata una patologia causata principalmente
dalla degenerazione della corteccia cerebrale e del cervelletto a seguito
dell’avvelenamenteo da mercurio [Matheson, 1980].
Le
cellule più colpite, sia nell’autismo che nell’intossicazione da
mercurio, sono quelle che hanno una ridotta capacità di produrre elevati
livelli di metallotionina e glutatione, sostanze che hanno azione
protettiva verso la tossicità da mercurio [Fukino, 1984]. Granuli e
cellule Purkinje hanno un rischio maggiore di tossicità da mercurio in
quanto producono un minor livello di sostanze protettive [Ikeda, 1999; Li,
1996].
Amigdala
e ippocampo
Nell’autismo
si possono evidenziare alterazioni relstive al lobo temporale, in
particolare l’amigdala e l’ippocampo, ed aree connesse. In particolare
queste alterazioni sono caratterizzate da aumentata densità cellulare e
ridotta massa neuronale [Abell, 1999; Hoon & Riess, 1992, Otsuka,
1999; Kates, 1998; Bauman, 1985]. In alcuni casi anche i gangli basali
mostrano lesioni [Sears, 1999], soprattutto una diminuzione di flusso
sanguigno [Ryu, 1999].
Numerosi
studi e autopsie hanno dimostrato che il mercurio si accumula
selettivamente nell’ippocampo e nell’amigdala, soprattutto nelle
cellule piramidali, a seguito di esposizione prenatale o nei primi mesi di
vita [Warfvinge, 1994, Faro, 1998] e sono stati docuemtnati i danni
conseguenti dall’azione tossica del mercurio [Lorscheider, 1995,
Larkfors, 1991; Li, 1996].
Altre
disfunzioni biochimiche
Il
mercurio causa l’alterazione dei livelli dei neurotrasmettitori
serotonina, dopamina, glutamato e acetilcolina.
Queste stesse anomalie sono trovate in bambini con autismo.
È
noto che l’esposizione al mercurio causi disfunzioni
nell’apprendimento e difficoltà di linguaggio, difficoltà con idee
astratte e comandi complessi, tendenza a ritrarsi dal contatto con la
gente, ansia e comportamenti ossessivi / compulsivi. Tutti questi sintomi
sono ben documentati in bambini con autismo.
Disturbi
sensoriali, tra cui mancanza di sensibilità nella bocca, mani e piedi,
oppure ipersensibilità ai rumori, avversione al tatto e risposte
esagerate o del tutto mancanti al dolore, sono manifestazioni comuni
dell’intossicazione da mercurio. Questi stessi disturbi nella recezione
sensoriale sono anche comuni nei bambini con autismo.
Il
mercurio causa anomalie diffuse nell’organismo legandosi allo zolfo, così
da causare danni multipli a enzimi, meccanismi di trasporto e proteine
strutturali. Perciò le manifestazioni cliniche coinvolgono funzioni e
organi multipli, con caratteristiche e intensità variabili. Lo stesso si
verifica nell’autismo [Alberti, 1999].
L’intossicazione
da mercurio causa immunodepressione, ridotta funzionalità delle cellule
natural killer, e proliferazione sistemica di lieviti, tutte condizioni
concomitanti nei casi di autismo [Warren, 1987; Gupta, 1996].
Insolita
attività epilettiforme è stata trovata in numerose forme di
intossicazione da mercurio [Brenner, 1980, Fagala & Wigg, 1992;
Piikivi & Tolonen, 1989; Rohyans, 1984; Lowell, 1996; Szasz, 1999].
Gillberg e Coleman [1992] stimano che il 35- 45% degli autistici
sviluppano ad un certo punto attività epilettica. LeWine [1999], usando
MEG ha trovato attività epilettiforme nell’82% di 50 bambini con
regressione autistica.
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AUTISMO
COME DISTURBO METABOLICO
Paul Shattock, Dawn
Savery, Unità di Ricerca per l'Autismo,
Scuola di Scienze della Salute,
Università
di Sunderland, Sunderland, SR2 7EE, England
INTRODUZIONE
L'autismo
è una sindrome così affascinante e
intrigante che, già da quando è stata descritta per la
prima
volta, ha attratto l'attenzione di ricercatori e
professionisti appartenenti a tantissime discipline diverse.
All'inizio, alla metà degli anni sessanta, era opinione generale che ci
fosse una spiegazione psicogena
per quanto riguarda le cause, quindi le terapie e
gli interventi erano basati su questi principi.
A dire il vero queste ipotesi hanno ancora molti sostenitori nel mondo. Da
allora altri psichiatri,
psicologi, genetisti, anatomisti, elettrofisiologici e
molti altri gruppi hanno cercato di
spiegare
l'autismo in base alla loro propria
esperienza. Ogni gruppo ha contribuito a formare il quadro
generale, ma siamo ancora molto lontani da una spiegazione soddisfacente e
completa.
L'Autismo
rimane una "sindrome" ed è uno dei pochissimi disturbi che
vengono definiti solamente in
termini di sintomi osservabili.
L'esistenza
della sindrome sembra essere l'unico fattore universalmente accettato ma,
se esiste la sindrome,
ci deve essere una spiegazione per la combinazione degli strani
comportamenti e delle anormalità
percettive e psicologiche che l'autismo
comporta.
Non
possiamo ancora a lungo accettare che la frase "Oh, è autistico"
sia una spiegazione sufficiente per
i problemi.
Se la sequenza di eventi che sono alla base dell'autismo
possono essere identificati sarà
possibile cercare i mezzi attraverso i quali intervenire per prevenire la
sindrome o per migliorare
almeno il problema.
Noi
vogliamo avanzare l'ipotesi che l'autismo sia
la conseguenza di un disturbo metabolico.
Vogliamo
insistere sul fatto che questo approccio non è in nessun modo
incompatibile con il lavoro della
grande maggioranza di ricercatori di altre discipline. E'
complementare, ma noi ci siamo concentrati
su un aspetto particolare, aspetto che contribuisce a formare il quadro
completo.
Il
nostro impegno, negli ultimi 11 anni è stato quello di esaminare le urine
di persone con autismo per
cercare entità chimiche che potrebbero farci intuire la presenza di una
qualsiasi anormalità metabolica
sottostante.
Finora abbiamo esaminato campioni di urina di circa 1200
soggetti e, alla fine,
hanno incominciato ad apparire caratteristiche comuni. All'inizio
raccoglievamo poche informazioni
cliniche e anamnestiche, ma nei nostri studi
più recenti sono state raccolte molte più informazioni.
Avendo accumulato queste informazioni, sono diventate evidenti alcune
correlazioni che
ci hanno permesso di creare un modello ipotetico per quanto riguarda la
causa dell'autismo.
Il nostro
modello si basa sui nostri studi, ma, in modo consistente, anche sul
lavoro di altri ricercatori, in
particolare su quello di Reichelt e colleghi (Knivsberg
1991 e Waring 1993).
Questo
lavoro è diviso in due parti. Nella prima parte sono presentate delle
evidenze che supportano l'ipotesi
in base alla quale i sintomi dell'autismo sono
conseguenza di problemi fisiologici di origine
metabolica. Nella seconda parte si esplora la relazione tra queste
anormalità metaboliche e i sintomi
dell'autismo. Comprendere ciò potrebbe
fornirci degli indizi riguardo a interventi potenzialmente
utili.
Sebbene
un modello, in base al quale i diversi aspetti dell'autismo
sono collegati in un insieme coerente,
non sia universalmente accettato, ha largo consenso il punto di vista
secondo cui i vari elementi
sono compatibili.
Non ha senso concentrarsi solamente su un aspetto senza
considerare il quadro
d'insieme. I ricercatori professionisti, inevitabilmente, devono lavorare
in una disciplina specifica
e spesso si ritiene vi siano diatribe tra loro
quando mettono in evidenza la loro particolare area
d'interesse. In realtà, essi stanno vedendo lo stesso problema sotto
diversi punti di vista.
Il deficit
più significativo nella comprensione del problema rimane il collegamento
di queste diverse sfaccettature.
Senza ciò non possiamo cominciare a
comprendere o risolvere il problema.
MODELLO
TEORICO
Questo
modello è basato sull'accettazione della teoria dell'eccesso di oppioidi
come inizialmente esposta
da Panksepp (1979) ed estesa da Reichelt (1981) e
da noi stessi (Shattock 1991).
Noi
appoggiamo l'ipotesi secondo cui l'autismo
potrebbe essere conseguenza dell'azione di peptidi di
origine esogena, il cui risultato sarebbe un danno alla neuro trasmissione
del Sistema Nervoso Centrale
(SNC). Noi crediamo che questi peptidi abbiano come risultato effetti che
in natura sono effettivamente oppioidi. I peptidi potrebbero o avere una diretta attività
oppioide, o
bloccare gli enzimi
peptidasi che dovrebbero rompere i peptidi oppioidi presenti normalmente
nel SNC. In entrambi
i casi le conseguenze sarebbero le stesse. Il ruolo della neuroregolazione
del SNC che è
normalmente
assolto dai peptidi oppioidi naturali come le encefaline e
le endorfine, sarebbe intensificato
così enormemente che i normali processi nel SNC sarebbero gravemente
danneggiati.
La
presenza di questa intensa attività oppioide comporterebbe la
distruzione, di gravità differenti, di un
gran numero di sistemi dell'SNC. La percezione; la cognizione; le
emozioni; l'umore e il comportamento
sarebbero tutti danneggiati. Con lo stesso meccanismo le alte funzioni
esecutive sarebbero
gravemente danneggiate e ne risulterebbero i
diversi sintomi che costituiscono l'autismo.
Questi
effetti sono discussi con maggiori dettagli più avanti in questa
pubblicazione. Noi
crediamo che questi peptidi derivino da un'incompleta rottura di alcuni
alimenti e, in particolare,
del glutine contenuto nel grano e
in altri cereali come orzo, segale e avena e
della caseina
contenuta nel latte e in altri prodotti
caseari. E' anche possibile che altri alimenti
siano implicati.
Il
nostro modello può essere rappresentato con un diagramma come nella
figura 1.
La
figura 1 rappresenta la situazione in un soggetto clinicamente
"normale". Ogni "stella" rappresenta
una molecola peptide con attività biologica, in questo caso oppioidale. E'
chiaro che quando
una proteina viene scissa nell'intestino avremo i peptidi, in quanto
composti intermedi che verranno
scissi successivamente in aminoacidi.
E'
inoltre chiaramente dimostrato che, anche in individui
normali, in salute, una porzione di questi peptidi può andare
dall'intestino alla circolazione
sanguigna. Per esempio, il 10 % dei peptidi può attraversare una parete
intestinale normalmente
intatta e può comparire così nella
circolazione sanguigna. Se il 10% di questa quantità attraversa
la barriera emato-encefalica (in entrambi i casi le quantità dei peptidi
sono ragionevoli), risulterà
che l' 1% dei peptidi totali presenti nell'intestino avrà raggiunto il
SNC. Una volta qui, essi possono
regolare direttamente la trasmissione in tutti i principali sistemi di
neurotrasmissione o, alternativamente,
possono bloccare gli enzimi che normalmente dovrebbero rompere i peptidi
oppioidi
del SNC. In entrambi i casi la conseguenza sarà l'aumento dell'attività
oppioide.
In
questa situazione normale, i livelli dei peptidi nell'intestino sono
relativamente bassi e la quantità che
raggiungono il cervello sono minime, così gli effetti netti sono
trascurabili. Nell'esempio mostrato
in figura 1(b), ci sono livelli di peptidi nell'intestino decisamente
aumentati e, forse, significative
conseguenze cliniche.
L'aumento
del livello di questi peptidi nell'intestino potrebbe essere dovuto alla
inadeguatezza dei sistemi
enzimatici che sono responsabili della loro rottura. Per esempio, ci
potrebbero essere, per motivi
genetici, insufficienti quantità di enzimi endopeptidasi. Potrebbero
esserci carenze di cofattori,
come vitamine e minerali necessari perchè gli
enzimi possano funzionare.
Alternativamente,
il pH nelle relative aree dell'intestino potrebbe essere inappropriato
perchè gli enzimi
specifici agiscano.
La
figura 1(c) rappresenta la situazione in cui i livelli di peptidi
nell'intestino sono normali, ma, per qualche
ragione, la parete intestinale è eccessivamente permeabile, così questa
grande quantità di peptidi
attraverserà la parete intestinale ed entrerà nella circolazione
sanguigna. Quindi, ci sarà un aumentato
livello di peptadi nel SNC e si potranno
verificare conseguenze cliniche. Un'aumentata permeabilità
della parete intestinale è stata riscontrata in un ampio numero di
bambini con autismo,
ma
non in tutti (D'Eufemia 1996).
Ci
sono numerosi fattori che potrebbero portare a un'aumentata permeabilità
della parete intestinale.
Ci possono essere danni per motivi puramente fisici, come un intervento
chirurgico o qualche
difetto naturale. Deficit nei sistemi Fenil Solfuro Transferasi (FST),
come descritte da Warning (1993), porterebbero ad un aumento della
permeabilità della parete intestinale. Solitamente le proteine che rivestono la parete intestinale
sono solfatate e, in questo stato, formano uno
strato continuo e protettivo sulla superficie della
parete intestinale.
Nei casi in cui non avviene una sufficiente solfatazione, le proteine si raggruppano
e lo strato protettivo diventa discontinuo. Il
risultato netto è un aumento di permeabilità
della parete intestinale. In questo caso, il passaggio di peptidi
attraverso la parete intestinale
aumenterebbe enormemente.
Nel
corso degli anni, molti genitori hanno sostenuto che l'autismo
osservato nei loro figli si è manifestato
solo dopo un programma di immunizzazione di qualsiasi tipo. La risposta
tradizionale e ortodossa
è sempre quella di rifiutare questi suggerimenti e
di sottolineare che i benefici di questi programmi
superano di gran lunga qualsiasi potenziale effetto collaterale.
E'
generalmente sostenuto
che la coincidenza tra la manifestazione dell'autismo
(o dell'epilessia o di altre condizioni)
e l'uso di programmi di immunizzazione non sia significativa. Nonostante
ciò, questi racconti
da parte dei genitori sono persistenti e non
dovrebbero essere ignorati.
Wakefield (Balzola et
al 1995) hanno dimostrato che gli elementi del morbillo, Parotite e
Varicella, possono produrre grosse
anormalità nella parete intestinale. Recentemente (Waerfield 1998), lo
stesso team ha dimostrato
la presenza di anormalità anatomiche molto simili (iperplasia dei
linfonodi ileali) in un gruppo
di bambini con autismo.
Si ritiene che la
forza attenuata del morbillo, come quella che viene usata
nella produzione dei vaccini, provoca una risposta immunitaria
insufficiente a controllare il virus.
La conseguenza è che un'attenuata "infezione" incomincia a
stabilirsi nell'intestino, a produrre
l'iperplasia e ad aumentare la permeabilità
della parete intestinale.
Dato
che il sistema immunitario può essere già compromesso dalla presenza di
quantità limitate di peptidi
oppioidi di derivazione esogena e che i
vaccini solitamente consistono in virus vivi attenuati,
queste conseguenze non ci dovrebbero stupire.
Nella
figura 1(b) la barriera ematoencefalica è meno resistente del normale,
così qualsiasi peptide oppioide
presente nella circolazione sanguigna può facilmente giungere al SNC ed
esercitare la propria
azione completa.
La barriera ematoencefalica è un sistema complesso in
parte fisico e in parte
biochimico. L'elemento biochimico è costituito, in parte, da enzimi che
dovrebbero distruggere
le sostanze potenzialmente nocive come i peptidi di derivazione esogena.
Dato che, in accordo
con queste ipotesi, l'attività peptidasi negli individui con autismo
può essere depressa, la barriera
può essere in qualche modo più permeabile del normale.
Ancora
una volta, possono essere altri fattori ambientali che porterebbero
esacerbare il processo o lievemente
o drammaticamente. Ci sono casi in cui danni fisici, per esempio in
seguito ad interventi chirurgici,
sembrano aver fatto apparire i primi segni dell'autismo.
Più comunemente, l'autismo inizia
a manifestarsi dopo che il bambino ha avuto un attacco di encefalite o di
meningite. In entrambe
i casi, ci si può ragionevolmente aspettare un danno alla barriera
ematoencefalica e l'entrata
di una grande quantità di questi peptidi.
Dobbiamo
considerare in modo più polemico il ruolo delle vaccinazioni in questo
contesto. Non possiamo
ancora a lungo ignorare il grande numero di genitori che fanno risalire la
propria manifestazione
dell'autismo esattamente a quei giorni o, in
alcuni casi, a quelle ore, in cui c'è stata l'inoculazione
di un qualsiasi tipo di vaccino, con la motivazione che questi sarebbero
solamente lamenti
di chi vuole trovare qualcuno da incolpare per la situazione del figlio.
Mentre il ruolo dei programmi
di vaccinazione nel causare l'autismo rimane
non provato, il meccanismo attraverso il quale
potrebbe accadere sicuramente esiste.
Durante i loro primi giorni di vita,
la maggior parte dei bambini
del mondo occidentale sono stati vaccinati per il morbillo,
parotite,
varicella,
difterite,
pertosse,
tetano,
poliomielite,
epatiteB,
HIB,
tubercolosi.
Molte di
queste vaccinazioni utilizzano
forme vive e attenuate della malattia.
Considerato lo stato compromesso del sistema immunitario
dei bambini con autismo ci sono dei rischi
inerenti a questa procedura.
La precisa forza e
la schedula vaccinale variano da paese a paese e
una porzione sempre più consistente di persone manifesta
malessere in conseguenza alla somministrazione di questi prodotti.
In
molte persone che sono completamente asintomatiche potrebbe esserci una
quantità relativamente
piccola di questi peptidi oppioidi di derivazione esogena.
Quando qualcosa
danneggia seriamente
la permeabilità o della parete intestinale o della barriera
ematoencefalica o forse di entrambi,
le conseguenze potrebbero essere molto gravi.
Sicuramente
non si può affermare che questi fattori ambientali siano sempre
prerequisiti necessari per
il manifestarsi di autismo in un individuo.
Essi potrebbero convertire una predisposizione genetica
in una condizione clinica enormemente significativa e
pervasiva.
Allergia
o risposta tossica ?
Si
dovrebbe sottolineare che questo modello ipotetico implica il verificarsi
di effetti che sono conseguenze
di tossicità, piuttosto che di allergia. Quindi nella grande maggioranza
dei casi, i test per
le allergie che si basano sulla presenza di anticorpi specifici della caseina
e del glutine,
risulterebbero
negativi o, al massimo, lievemente positivi. Spesso c'è confusione
riguardo questo problema,
in particolare tra i medici, così l'effetto del grano su persone con autismo
vengono
rilevati
attraverso esami del sangue non adeguati all |