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Medicina Alternativa"  
per il CORPO  e per lo  SPIRITO
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Alternative Medicine"
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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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EPATITE B, cosa e'  ?
Autismo sono aumentati del 270 % !!  +   Bibliografia sui Danni dei Vaccini
Vaccino provoca Danni !   +  ALLARME EPATITE C  +  Statistiche Istat
Denuncia alla Procura di Genova
(Italia)  +  Epatite C  Sclerosi da Vaccino
Effetti dei Vaccino per l'Epatite B  +  Engerix B  +  Vaccinazione Epatite B  +  Contenuto dei Vaccini
Negli USA dal 1988 le vaccinazioni si sono triplicate ed i casi di  
Falsita' della medicina ufficiale  +  1000 studi sui Danni dei Vaccini  +  Malassorbimento
 vedi anche Polio + Vaiolo + Difterite + Tetano  + Pertosse + Morbillo + Parotite + Rosolia
 Da quando e' stata introdotto il Vaccino per la Polio, si e' scatenata l'Epatite !
Vaccini sicuri ? NO !   +  Sospeso vaccino Exavac  +  Vaccini 2
 la Teoria dei Germi di Pasteur e' Falsa  Meningite dai vaccini
Come distruggere in maniera scientifica il sistema immunitario, con i Vaccini
IMPORTANTE: questo pdf: http://www.dipmat.unipg.it/~mamone/sci-dem/nuocontri_1/debernardi.pdf
Danni Biologici dei Vaccini e Cure (dott. M. Montinari+  Danni dei Vaccini  (testimonianze)
Nanoparticelle.it  +  Illusoria la copertura vaccinale  +  Medici pagati dall'industria dei Vaccini
Caso Tremante  +  Risarcimento Danni da Vaccino  +  Guerra contro le Donne
Esami indispensabili, prima di vaccinare

"Se non mettiamo la Libertà delle Cure mediche nella Costituzione,  verrà il tempo in cui la medicina si organizzerà, piano piano e  senza farsene accorgere, in una Dittatura nascosta. E il tentativo di limitare l'arte della medicina solo ad una classe di persone, e la negazione di uguali privilegi alle altre “arti”, rappresenterà la Bastiglia della scienza medica". 
(By Benjamin Rush, firmatario  della Dichiarazione  d'Indipendenza USA - 17 Sett 1787)
Rapporto Flexner e Dichiarazione di Alma Ata

I dittatori nascosti (clandestini) della medicina, d’altra parte li conosciamo molto bene…..; che vestano gli abiti dei “baroni” e degli “scienziati”, che si mimetizzano nelle “lobbies accademiche” od operino nelle multinazionali del farmaci,
sono loro quelli che “contano” e “governano” la medicina ufficiale.
Alle menti aperte e liberali il compito di reagire a questa marea montante di intolleranza anti-scientifica, prima che questi nuovi tiranni arrivino ad insegnarci perfino cosa e’ giusto e non e’ giusto pensare…!


220 anni dopo, questa situazione di dittatura sanitaria si e' realizzata
e TU caro lettore cosa fai per contrastarla ??

L'F.D.A. (USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della PERICOLOSITÀ dei CIBI TRANSGENICI

La Merck ammette l'inoculazione del virus del cancro - La divisione vaccini della farmaceutica Merck, ammette l'inoculazione del virus del cancro per mezzo dei vaccini.
 La sconvolgente intervista censurata, condotta dallo studioso di storia medica Edward Shorter per la televisione pubblica di Boston WGBH e la Blackwell Science, è stata tagliata dal libro "The Health Century" a causa dei sui contenuti - l'ammissione che la Merck ha tradizionalmente iniettato il virus (SV40 ed altri) nella popolazione di tutto il mondo.
 Questo filmato contenuto nel documentario "In Lies We Trust: The CIA, Hollywood & Bioterrorism", prodotto e creato liberamente dalle associazioni di tutela dei consumatori e dall'esperto di salute pubblica, Dr. Leonard Horowitz, caratterizza l'intervista al maggior esperto di vaccini del mondo, il Dott. Maurice Hilleman, che spiega perché la Merck ha diffuso l'AIDS, la leucemia e altre orribili piaghe nel mondo :
http://www.youtube.com/watch?v=edikv0zbAlU


In Italia sono circa 700.000 le persone malate di epatite B cronica
, di questi solo 20mila seguono una terapia.
È un'epidemia silenziosa che, purtroppo, continua a essere sottovalutata: all'inizio la malattia si manifesta con sintomi spesso blandi, ma se non viene trattata ha conseguenze cliniche molto gravi come , cirrosi per il 10-20% dei casi e, in quasi la metà di questi, si verifica il decesso per insufficienza epatica o epatocarcinoma, patologie per cui in Italia, ogni giorno, muoiono 57 persone.
Nonostante questi dati allarmanti, la diffusione dell'epatite B, nel Lazio come nel resto d'Italia, è fortemente sottostimata.
Roma, 19 dic. 2008 (Apcom)

Secondo la Medicina Naturale, l'Epatite NON e' causata da un virus
(infatti la proteina tossica chiamata virus e' presente SOLO dopo che la malattia si e' manifestata e MAI prima), essa e' al contrario, provocata da una lenta e progressiva intossicazione del fegato, per via della produzione, dall'intestino, di sangue TOSSICO ! e tutte le varie forme di epatiti, cirrosi NON sono nuove malattie, ma la stessa intossicazione che progredisce fino al cancro epatico !
Interventi terapeutici disintossicanti e/o del tipo fitoterapeutico con Phyllantus amarus e modelli terapeutici di tipo antroposofico con Solanum lycopersicum, mostrano risultati sorprendenti, come dimostrato da studi clinici; pertanto nel caso di epatite B, è possibile ottenere buoni risultati terapeutici con minori effetti collaterali usando medicamenti non allopatici e a costi maggiormente favorevoli - vedi Cure naturali

I vaccini AUMENTANO e non di poco l'intossicazione del fegato stesso, infatti da dopo l'introduzione del vaccino per la Polio, l'Epatite aumento' nella popolazione italiana di ben  30 volte !
Senza nessun vaccino
, in Italia, l’Epatite B stava in modo naturale, gia' scomparendo (con una diminuzione del 90% rispetto agli anni ‘60) negli anni precedenti la vaccinazione obbligatoria, che fu' introdotta nel 1/1/1992 dall’ex ministro De Lorenzo- Fonte Istituto Superiore di Sanità - SEIEVA.
 
Per aver
reso obbligatorio il vaccino in Italia, la magistratura ha appurato che De Lorenzo incassò una tangente di 600 milioni di vecchie lire (300.000 euri) dalla casa farmaceutica che lo produceva…che allora si chiamava: SKB
vedi Big Farma

Rischio di ammalarsi di Epatite B
Il rischio di ammalarsi di Epatite B in Italia, fin dal 1990 (quindi prima della vaccinazione obbligatoria) è stato assolutamente modesto: 5 casi ogni 100.000 abitanti.
L'Epatite B è una malattia che si trasmette solo attraverso il sangue (cosi dicono i medici allopatici-ufficiali, ma NON e' solo cosi !), per cui il rischio per un neonato o un bambino di ammalarsi è assolutamente insignificante.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità SEIEVA, Sistema Epidemiologico Integrato dell’Epatite Virale Acuta, Rapporto annuale 1991-1992-1993).

L'Epatite B e' stata "inventata" con il vaccino per la Polio Sabin = visionare le comprovanti statistiche Istat  !
Cosi come la Meningite e' stata inventata dai vaccini per la Polio + EpatiteB  !

Epatite B e vaccini
Tratto da Vaccinazione obbligatoria antiepatite B, Maggio 2001 - Macro Edizioni
SENZA NESSUN VACCINO, IN ITALIA, L'EPATITE B STAVA SCOMPARENDO NEGLI ANNI PRIMA DELLA VACCINAZIONE
L'Epatite B era diminuita del 90% in Italia prima della vaccinazione obbligatoria, introdotta dal 1/1/1992
(Fonte Istituto Superiore di Sanità - SEIEVA) - (De Lorenzo ha reso obbligatorio il vaccino; per questo ha incassato una tangente di 600 milioni di vecchie lire, dalla casa farmaceutica che lo produceva SKB)

Che cos'è l'Epatite B 
L'epatite è una malattia acuta a carico del fegato con infezione sistemica, accompagnata generalmente da febbre ed è causata da una lenta e progressiva intossicazione del fegato.
Vi sono varie forme di epatite e quella che ci interessa è quello di tipo B.
L'Epatite B ha una incubazione tra i 45 e i 180 giorni e possiamo avere quattro principali forme cliniche:
1) asintomatiche senza disturbi, diagnosticate occasionalmente (65-70%).
2) anitteriche, frequenti nei bambini piccoli, con malessere generale, stanchezza, nausea, vomito, anoressia,  epatite senza ittero (cute giallastra).
3) itteriche, cioè con ittero e con gli altri sintomi descritti.
4) atipiche (molto rare), caratterizzate da protratto stato di malattia o da decorso fulminante (dallo 0.1 all'1% dei casi).
Fino a poco tempo fa essa era principalmente una malattia degli adulti tossicodipendenti. In seguito è finita nelle banche del sangue  ed è diventata un pericolo per coloro che
necessitano di trasfusioni.
A seguito delle campagne di vaccinazione dagli anni 65 in avanti, della
Polio, essa e' divenuta "patrimonio" anche dei giovani.
Negli anni Settanta fu sviluppato e reso disponibile un vaccino per l'epatite. Molti medici si preoccuparono allora che esso potesse essere contaminato da un micro organismo ritenuto (falsamente), responsabile dell'epidemia di AIDS: due terzi dei medici idonei alla vaccinazione per l' epatite rifiutarono di farsi inoculare il vaccino.


Indipendentemente dalla gravità della forma, la presenza nel sangue dell'antigene virale persiste in genere per tre mesi; nel caso di persistenza oltre i sei mesi si parla di malato cronico. Dei malati cronici, la metà guarisce nell'arco dei successivi sei mesi; mentre l'altra metà resta tale per un periodo di tempo indefinito, anche per tutta la vita e nella stragrande maggioranza dei casi in modo asintomatico. 
Tratto in parte da: Decisiva Ricerca su inutilità e pericoli della vaccinazione obbligatoria antiepatite B

Nel 1991, il CDC (Centro federale per il controllo delle malattie) e l'AAP (Associazione dei Pediatri Americani) iniziarono il processo per rendere obbligatoria la vaccinazione per l'Epatite B a tutti i bambini.
Oggi, in Italia, si trova nell'elenco delle vaccinazioni di routine (il produttore dell'
EngerixB, SKB, dopo aver pagato una tangente all'allora ministro della sanita' il poco On. De Lorenzo, essa divenne obbligatoria ed i bambini di pochi mesi ne ricevono dosi multiple; questa vaccinazione  sta' generando e scatenando, assieme agli altri vaccini, epidemie di Meningite, Linfomi
(cancri) e molto altro, come TUTTI gli altri Vaccini !

Cosa contiene il vaccino:
I preparati vaccinali vengono sintetizzati in laboratorio modificando geneticamente il virus dell'Epatite B.
Il vaccino per l'epatite B a DNA ricombinante è un prodotto della manipolazione genetica del virus dell'Epatite B, on cellule di lievito nel cui materiale genetico viene inserita una porzione del gene del virus dell'Epatite B; vengono poi trattate con formaldeide (prodotto cancerogeno); adsorbite su idrossido di alluminio; conservate con un battericida a base di mercurio (timerosal) e acido salicilico; addizionato con altre sostanze, come antibiotici, puo' anche contenere dei contaminati occulti, come altri vaccini, ma non dichiarati.
Fonte: foglietti accompagnatori dei vaccini antiepatite B a DNA ricombinante Engerix B e Recombivax HB.

Tutti a scuola senza vaccinazione
Il Presidente della Repubblica il 26 gennaio 1999 ha firmato un decreto che regolamenta definitivamente la posizione dei bambini non vaccinati a scuola.
Il D.P.R. n.355 dice testualmente: "La mancata certificazione (delle vaccinazioni) non comporta il rifiuto di ammissione dell'alunno alla scuola dell'obbligo o agli esami".

Anche gli operatori sanitari non si vaccinano:
Il 19% degli operatori sanitari "categoria a rischio" del Nord Italia non si vaccinano.
Al Sud la percentuale sale al 39% (L'Espresso 19/07/2001).
Il Ministero della Sanità ha di che preoccuparsi, ma di fronte alle notizie sui danni che questa vaccinazione può procurare sembra che anche i suoi dipendenti preferiscono non rischiare.
L'ultima di queste notizie è che in Francia il laboratorio farmaceutico britannico produttore di uno dei vaccini contro l'epatite B è stato ritenuto responsabile dell'insorgere della sclerosi a placche in due donne.
L'industria è stata condannata a risarcire le pazienti e la Corte d'Appello di Versailles ha confermato l'esistenza di un legame causa-effetto fra il prodotto imputato e la grave malattia, se pur solo attraverso "presunzioni gravi, precise e concordanti". 
By COMILVA

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EPATITI piu' DANNOSE dell’ALCOL, CAUSANO 60% CIRROSI EPATICHE - 10 lug. 2007-

(Adnkronos/Adnkronos Salute) 
Il nemico numero uno del fegato non e' l'alcol.
E a dimostrarlo sono proprio i dati sulla cirrosi epatica, diffusi dall'Associazione italiana per lo studio del fegato (Aisf): in quasi due casi su tre, questa malattia cronica, che altera in modo irreversibile la struttura e le funzioni del fegato, e' la conseguenza di un'epatite. A correre piu' rischi, avvertono gli esperti, non sono dunque gli amanti della bottiglia, ma chi ha un'epatite;
Commento: NdR: quindi l'epatite e' una intossicazione + alterazione della funzione del fegato i virus NON centrano per nulla, ne sono solo una conseguenza ma non la causa - quindi i vaccini NON servono, ma intossicano ancora di piu' il povero fegato del vaccinato...  !
 

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Vaccino per l'EpatiteB e Sclerosi: nuovi sospetti [16.09.2004]

E' accaduto quanto non poteva non accadere. Si è approfondita la questione sul vaccino antiepatite b, dopo le innumerevoli segnalazioni provenienti dalla stessa letteratura scientifica, e si è scoperto che risulterebbe legato ad un'incidenza maggiore della media di sclerosi multipla. 
A riferirlo e' stato Miguel Hernan della Harvard School of Public Health di Boston. Il ricercatore ha pero' sottolineato con forza nell'articolo apparso sulla rivista Neurology che i risultati vanno letti con la massima cautela perche' l'associazione trovata non costituisce da sola una prova che il vaccino non sia sicuro e che induca la malattia.
Il team britannico ha usato i dati del General Practice Research Database (GPRD) che comprendono informazioni su 3 milioni di persone pari allo 5% della popolazione con dati a partire dal 1987. 
Lo studio britannico avvalora quindi la tesi del legame tra vaccinazione e sclerosi, gia' paventata dopo altri studi.
I ricercatori hanno confrontato i dati sulla vaccinazione con quelli relativi alle diagnosi di sclerosi fatte tra 1993 e 2000.
Con 163 casi di sclerosi e 1.604 controlli hanno evidenziato che la vaccinazione e' associata a un'incidenza tripla della sclerosi multipla entro tre anni dalla somministrazione del vaccino.
La notizia integrale la si può trovare sul sito web di Healthy Day News alla url:
http://www.healthday.com/view.cfm?id=521178


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Secondo uno studio potrebbe causare gravi turbe neurologiche ?
Il vaccino contro l'epatite da virus B, un'infezione trasmissibile via sangue e via sesso dalle conseguenze gravi, e qualche volta mortali, comporta dei rischi a carico di chi la subisce ?
Sembrerebbe proprio di si, secondo una segnalazione francese.
In Francia, uno studio condotto su 850 mila persone vaccinate ha permesso di rilevare 41 casi di turbe neurologiche da collegare, probabilmente, con la pratica del vaccino stesso. Le lesioni rilevate: paralisi facciali, nevriti ottiche, sindrome di Guillain - Barrè 

Sclerosi a placche e vaccino - Il vaccino per l'epatite causa la sclerosi a placche :
Una sentenza del tribunale di Nanterre (F) ha incolpato il vaccino antiepatiteB come causa dell'insorgere della sclerosi multipla a placche in due donne.
I giudici hanno quindi condannato l'azienda britannica SmithKline Beecham (SKB) che produce il vaccino
Engerix B, con cui erano state "immunizzate" le donne, a pagare ad ognuna delle malate un indennizzo variante da 150 a 250 milioni di lire. Secondo i magistrati "un insieme di elementi permette di stabilire con sufficiente certezza che la vaccinazione con l'Engerix B è stato l'elemento scatenante dell'insorgere del male". 
(Il Corriere della Sera, 09/06/1998).
 
I maggiori rischi sembra che siano corsi da soggetti infetti da sclerosi a placche, una malattia grave che interessa soprattutto le funzioni motrici e sensitive del midollo spinale.
Secondo l'agenzia francese del farmaco, il medico che dovrà consigliare la vaccinazione contro l'epatite B dovrà preliminarmente accertarsi che il vaccinando non appartenga  ad una famiglia nella quale si siano verificati dei casi di sclerosi a placche. In questi casi il medico, sentito anche il parere informato del soggetto, dovrà giudicare sulla base del rapporto rischi/benefici: quanto e quali rischi, per il vaccinando, di contagiarsi con l' epatite C ?.
Questo rischio è più importante di quello che potrebbe derivare dalla vaccinazione ? In altri termini quale rischio conviene di più correre ? Si tratta, evitando la vaccinazione, di prevenire la rivelazione di una sclerosi a placche in un soggetto geneticamente a rischio.
Un'infezione da virus dell'epatite B in un soggetto con sclerosi a placche sarebbe più pericolosa dell'iniezione di vaccino ? E in caso contrario - osserva Jean-Yves Nau su "Le Figaro" - cosa rispondere individualmente ad un soggetto vittima di questo tipo malaugurato di complicazioni ?
Richieste di indennizzo - Non si escludono, peraltro sulla base di queste rivelazioni, possibili richieste di indennizzo da parte dei soggetti resi più o meno invalidi dalla vaccinazione. 
Le case produttrici del vaccino dovrebbero essere le destinatarie della querela giudiziaria. 
Ma anche l'autorità sanitaria che ha reso obbligatoria la vaccinazione potrebbe essere chiamata in causa.
In Italia sin dal 1992, apposita legge prevede indennizzo per danni derivanti al soggetto dell'esecuzione della vaccinazione
Tratto da: StarMeglio venerdì 20 dicembre 1996

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THE LANCET - VOL. 338 NOV 9. 1991                           
Central - nervgus - system demyelinatlon after Immunlsation  wlth  recombinant hepatitis B vaccine  
Sistema nervoso centrale demielinizzato dopo la vaccinazione con vaccino ricombinato Epatite B
L. HERRCELEN J. DE KEYSER G. ESINGER 
Patientesbad neurologicat symptoms snd signs,
with evincence of central nervous - system  demyelinatlon, 6 weeks after administration of the vaccine Hepatis B. 


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Indirizzi utili: 
Associazione Vittime dei Vaccini: c/o Giorgio Tremante, via Danilo Preto 8, 37133 Verona - tel. 045.8402290,  -
e-mail: giorgiotremante@tin.it
CO.M.I.L.VA. (Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà di Vaccinazione) www.comilva.org
MIR (Dipartimento Salute e Ambiente) via Milano 65 - 25100 Brescia - tel 030.317474
VACCINETWORK  (Movimento per la Libertà di vaccinazione) - www.vaccinetwork.org

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VACCINAZIONE OBBLIGATORIA per l’EPATITE B:  
ALTRE CONSIDERAZIONI CRITICHE

Nel 1991 è stata resa obbligatoria in Italia la vaccinazione per l'epatite B.
Il primo vaccino contro questa malattia è stato approvato negli Stati Uniti nel 1981 e reso disponibile in commercio nel 1982. Esso consiste in particelle purificate e inattive di HBsAg, estratte da plasma di individui persistentemente infetti.
La possibilità che un vaccino ricavato da sangue umano fosse infettato da altri virus conosciuti (SV40, Delta, HIV, etc...) o sconosciuti ha naturalmente indotto a cercare soluzioni di carattere sintetico che fossero prive di rischio.
Nel 1984 è stato messo in commercio il vaccino da DNA ricombinante, il primo vaccino umano prodotto con tecniche di biologia molecolare: il gene per l’HBsAg di un virus HBV sottotipo adw2 è stato introdotto nel DNA di particolari saccaromiceti. La proteina di 24 KD prodotta dal lievito forma una particella di 20 nm con proprietà immunologiche e fisiche simili all’antigene di superficie isolato dal plasma umano.
Programmi di vaccinazione anti-HBV di massa diretti all’infanzia sono limitati a non oltre 20 Stati dell’Africa e del Sud-Est Asiatico nei quali l’incidenza dell’epatite B è molto elevata, con tassi di prevalenza dei portatori dell’HBsAg superiori all’8%.
L’Italia e' a tutt’oggi assieme alla Grecia, l’unico Paese al mondo - tra quelli ad incidenza di epatite B intermedia con tassi di prevalenza di portatori asintomatici del 2-5% - in cui la vaccinazione sia stata resa obbligatoria.
L’informazione che è stata fornita agli operatori sanitari tramite riviste specializzate e ai cittadini attraverso la stampa è stata massiccia ed è stata efficacemente riassunta dal prof. G. Da Villa su Federazione Medica (Numero XLIII, Agosto 1990, pag.609).
Sorgono a questo punto domande lecite sul significato di questo provvedimento legislativo; domande che - a partire dall’epidemiologia della malattia, in evidente e spontaneo calo in questi ultimi anni - abbracciano altri temi come la durata e l’efficacia della protezione, la lettura dei dati fino ad oggi forniti, gli effetti collaterali che l’introduzione del vaccino ricombinante ha solo in parte risolto
.

EPIDEMIOLOGIA
A giustificazione della strategia adottata in Italia dal Ministero della Sanità (obbligatorietà della vaccinazione in età infantile) viene riportato il dato relativo all’aumento dell’incidenza dell’infezione da HBV negli USA nel corso degli anni 1982-1989, periodo della vaccinazione settoriale (cioè dei gruppi a rischio, da 55-100.000 nel 1981 a 63-100.000 nel 1987). Da Villa sostiene che questo dato, di per sé abbastanza inquietante, porta a considerare come necessaria nella prevenzione dell’epatite B l’adozione di una pratica vaccinale di massa ed obbligatoria, poiché
1) i gruppi a rischio sono difficili da identificare esistendo i portatori di HBsAg asintomatici;
2) i bambini risponderebbero molto più degli adulti allo stimolo immunogenico. Bisogna però considerare che, rispetto agli USA, la situazione italiana presenta tendenze opposte: dai dati diffusi dalla regione Lombardia appare ad esempio chiaro che le denuncie di epatite virale hanno in quest’ultimi anni subito una progressiva riduzione (dai 4.481 casi nel 1984 ai 1.155 casi nel 1991).
Situazioni analoghe si riscontrano in altre regioni italiane.
Il dato meritevole di attenzione è il fatto che non solo si è registrata una riduzione dei casi totali di epatite ma che tale riduzione si è verificata nell’ambito di ciascun tipo di epatite virale: tra il 1984 e il 1991 l’epatite A è scesa da 948 a 191 casi; l’epatite B da 2.131 a 628 casi; l’epatite non A non B da 557 a 265 casi; le epatiti non classificate da 845 a 71 casi. Tale andamento è probabilmente legato ad un maggior controllo dei donatori di sangue e dei prodotti della donazione nonché ad una diffusa sensibilizzazione e attenzione al problema, imposto sia dalla promozione della campagna di vaccinazione facoltativa contro l’epatite B che dalle iniziative di informazione ed educazione sanitaria per prevenire l’Aids ed in genere le malattie trasmissibili per via sessuale.
Vi sono peraltro altre considerazioni che varrebbe la pena di fare e che possono portare ad una revisione critica delle ipotesi sopra riportate. In primo luogo, i dati riportati dalla regione Lombardia si riferiscono ad un periodo in cui la vaccinazione anti-HBV non era ancora obbligatoria e limitata ad alcune categorie di soggetti a rischio (nel 1985 le vaccinazioni per abitanti sono state 14/10.000 e nel 1989 18/10.000).
In secondo luogo, il test di screening per l’infezione da HIV si è reso disponibile in Italia agli inizi del 1985 ed è a partire da tale data che si è iniziato a testare i donatori di sangue.
Prima del 1985, inoltre, l’Aids era ancora una malattia sconosciuta alla maggior parte delle persone.
Le campagne di informazione sono iniziate proprio in quegli anni ed è da escludere che dal 1 gennaio 1984 gli italiani avessero preso coscienza del problema, cambiando i propri comportamenti sessuali e le proprie abitudini comportamentali.

DOSAGGIO, EFFICACIA e DURATA della "PROTEZIONE"
Le esperienze di vaccinazione anti-HBV su neonati - condotte sia in Italia che in Paesi extraeuropei - differiscono notevolmente tra di loro sia per i dosaggi impiegati sia per le scadenze dei richiami vaccinali. Possono così sorgere alcune domande: ha significato che i vari autori si confrontino su protocolli così diversi tra di loro ?
C’è qualcuno che ha stabilito quale di questi protocolli sia risultato più efficace nel prevenire l’epatite B ?

Ogni valutazione relativa alla durata della protezione del vaccino anti-HBV non può naturalmente non tener conto dell’immunità naturale, la quale a sua volta dipende dalla diffusione dell’HBV in ciascuna regione.
Per esempio, in Senegal (un Paese ad altissimo tasso di endemia dell’HBV: praticamente tutta la popolazione viene infettata e circa il 20% dei bambini diviene portatore cronico dell’HBsAg) l’efficacia protettiva della vaccinazione viene considerata del 100% nei primi 4 anni e scende rapidamente al 67% nel quinto-sesto anno, ne consegue che viene consigliato un richiamo al quinto anno. I neonati vaccinati risulteranno in buona percentuale non immuni al quinto-sesto anno di età e tale percentuale è destinata ad aumentare con il passare degli anni.
(P. Coursaget e altri, "Seven-year study of hepatis B vaccine efficacy in infant from an endemic area", Lancet del 15 novembre 1986).
Manca comunque in letteratura il dato relativo alla persistenza in età adulta degli anticorpi anti-HBV dei vaccinati in età neonatale o infantile. Poiché gli adulti sono considerati meno responsivi alla vaccinazione, come possiamo prevedere quale sarà la risposta degli attuali giovani in età adulta ?

Altri ricercatori hanno dimostrato che il 12% dei bambini nati da madri HBsAg positive e vaccinati non presentavano titoli anticorporali protettivi 1-2 anni dopo la dose di richiamo e che un ulteriore 9% presentava titolo anticorporale inferiore a 100 mUI/ml
(L. Viladomiu e altri, "When should at risk infents be boosted with hepatitis B vaccine ?", Lancet del 3 gennaio 1987).

Se la sieroconversione ad anti-HBS nei bambini è valutata essere intorno al 100% al termine del ciclo vaccinale completo, le cose sono invece molto diverse fra gli adulti. Secondo alcuni essa raggiunge il 96% con tre dosi, con un’incidenza di malattia del 2,2% rispetto al 9,9% del gruppo dei non vaccinati
(W. Szmuness e altri, New England Journal of Medicine, vol. 307, pagg. 1481-1486, 9 dicembre 1982).
Uno studio del 1989 dimostra inoltre che l’emivita degli anticorpi anti-HBs è di 150 giorni dopo il ciclo vaccinale completo (Nommensen e altri, "Half-life og Hbs antibody after hepatitis B vaccination: an aid ti timing of booster vaccination", Lancet del 7 ottobre 1989). Questo significa che nel soggetto vaccinato, in questo caso personale medico e quindi a rischio di contrarre l’epatite, la scomparsa degli anticorpi anti-HBs si verifica in circa 4-4,5 anni.
Viene pertanto consigliato un rischiamo da effettuarsi ogni 3-4 anni.

Nello studio di Hadler ("Long-term immunogenicity and efficacy of epatitis B vaccine in homosexual men", New England Journal of Medicine, vol. 315, pagg. 209-214, 24 luglio 1986) solo l’82% dei vaccinati raggiungeva elevati livelli anticorporali dopo un ciclo vaccinale completo mentre il 9% aveva una risposta insufficiente (inferiore o uguale 9,9 SRU, Sample Ratio Units) o nulla. Tra i soggetti con massima risposta dopo cinque anni, il 15% non aveva anticorpi anti-HBs dimostrabili e il 27% aveva un titolo anticorporale inferiore a 10 SRU.
Solo il 14% dei soggetti manteneva livelli relativamente elevati di anticorporali (titolo superiore a 100 SRU).
Furono inoltre identificati 55 casi (2,9%) di infezione da HBV nei soggetti vaccinati. Il rischio di contrarre un’epatite B è naturalmente risultato inversamente proporzionale all’intensità della risposta alla vaccinazione, nei soggetti con risposta debole o nulla un ulteriore ciclo vaccinale ha prodotto una risposta solo moderata.

In uno studio condotto da E.A.C. Follett in una clinica di handicappati mentali su personale ospedaliero a rischio di infezione da HBV (Lancet del 26 settembre 1987, pagg. 728-731), il 96% dei soggetti sottoposti ad un ciclo vaccinale completo presenta anticorpi anti-HBV a distanza di nove mesi dall’inizio della vaccinazione.
Elevati titoli anticorpali (superiori a 100 mUI/ml) erano dimostrabili solo nel 59% dei casi. Nel 13% dei vaccinati si era avuta una mancata risposta (4%) o una risposta scadente (inferiore a 100 mUI/ml) e non duratura (9%).
Tali soggetti vaccinati rimanevano quindi a rischio di infezione. Secondo Follett il periodo di protezione di cinque anni è ottimistico: data l’estrema variabilità nella caduta del titolo anticorpale nel tempo, il richiamo andrebbe direttamente correlato al titolo anticorpale sviluppato dopo il ciclo vaccinale completo, al fine di garantire un’adeguata protezione.

Nello studio di J. Crosnier (Lancet del 28 febbraio 1981, pagg. 455-459) il 94% dei soggetti vaccinati - staff medico e paramedico di un’unità di emodialisi - presentava una risposta immunitaria protettiva e l’incidenza di epatite B fu osservata nel 3,6% del gruppo dei vaccinati rispetto al 12,3% del gruppo placebo.
Nello studio di N. Bhatti (BMJ del 13 luglio 1991, vol. 303, pagg. 97-100), condotto su maschi omosessuali o bisessuali, risultava invece immunizzato l’84% dei soggetti vaccinati.

In uno studio condotto su personale ospedaliero:
(Lancet del 23 maggio 1987, pagg. 1206-1207), A. Laplanche riscontrò infine 4 casi di sieroconversione anti-HBc su un totale di 184 vaccinati.
Poiché nel 75% dei vaccinati il titolo anticorpale risultava essere maggiore o uguale a 3.000 mUI/ml ed essendo il suo decremento proporzionale a quello sviluppato dopo il ciclo vaccinale completo, tale autore consiglia un intervallo standard di 10 anni tra la vaccinazione e il successivo richiamo.

EFFETTI COLLATERALI  del Vaccino per l'EpatiteB
Su Lancet del novembre 1991 (vol. 338, pagg. 1174-1175) Herroelen riporta i casi di due pazienti che hanno evidenziato sintomi di demielinizzazione del SNC dopo la somministrazione del vaccino anti-epatite B ricombinante.
Uno di essi aveva una storia di sclerosi multipla, mentre il secondo non presentava alcun precedente di malattia neurologica. Entrambi presentavano un HLA con aplotipi DR2 e B7, da tempo associati a sclerosi multipla.
La malattia nei due casi ha esordito, in un caso, alla sesta settimana dalla terza dose vaccinale e, nell’altro, alla sesta settimana dopo una fase booster. L’osservazione di questi due casi ha portato l’autore a concludere che, pur mancando prove dirette di causalità, sia ipotizzabile che la vaccinazione anti-epatite B possa scatenare demielinizzazione del SNC in soggetti geneticamente predisposti.

In un articolo dell’American Journal of Epidemiology del 1988 (vol. 127, pagg. 337-351), F.E. Shaw del CDC di Atlanta riporta i casi segnalati dal 1982 al 1985 di complicanze neurologiche successive alla vaccinazione anti-HBV con vaccini plasmaderivati: 5 casi di convulsioni, 10 di paralisi di Bell, 9 di sindrome di Guillain-Barrè, 5 di radiocolite lombale, 3 di neuropatia del plesso branchiale, 5 di neurite ottica e 4 di mielite traversa. La metà di esse sono scomparse dopo la somministrazione della prima delle tre dosi richieste per il completamento del ciclo vaccinale.
Dallo studio sono stati esclusi 14 casi di complicanze alla vaccinazione anti-HBV per mancanza di dati sufficienti relativi alle condizioni del paziente al momento dell’inoculo: 5 casi di polineuropatia non Guillain-Barrè, 5 di mononeuropatia, 1 di paralisi non meglio specificata, 1 di oftalmoplegia, 1 di ischemia cerebrale transitoria, 1 di miastenia grave.
Lo stesso autore sottolinea il fatto che un importante errore nello studio è rappresentato da tutti quei casi di complicanze non segnalate.

Su The Journal of Rheumatology del settembre 1990 (pagg. 1250-1251), E. Hachulla descrive invece un caso di oligoartrite comparso a distanza di due settimane dalla seconda dose di vaccino anti-HBV plasmaderivato in un ragazzo sano di 19 anni.
Anche il vaccino da DNA ricombinante non è risultato libero da complicanze: Who Drug Information del 1990 (vol. 4, pag. 129) segnala 200 casi, la maggioranza dei quali comparsi entro la prima settimana di immunizzazione.
Più frequenti sono risultate le sindromi simil-influenzali benché siano state segnalate anche complicanze neurologiche e psicologiche; tra queste 2 casi di di neurite ottica e 1 caso di sindrome di Guillain-Barrè. Nonostante la maggior parte delle reazioni al vaccino siano risultate transitorie, un paziente presentava - ancora dopo otto mesi - una sintomatologia caratterizzata da vertigini e diplopia secondarie da lesioni demielinizzanti.
Un’altra segnalazione è riportata da S.J. Rogerson su BMJ dell’11 agosto 1990 (vol. 301): si tratta di un caso di eritema nodoso e poliartrite gravemente inabilitante, comparsi in un soggetto di 31 anni il giorno successivo all’inoculazione del vaccino anti-epatite B a DNA ricombinante e persistiti per circa sei settimane.
La somiglianza di questa artrite con quella riscontrabile, sia pure raramente, nell’infezione da HBV e la sua relazione temporale con la vaccinazione hanno suggerito un ruolo eziopatogenetico del vaccino.
Sempre su BMJ del 1 dicembre 1990 (vol. 301, pag. 1281) P. Cockwell descrive un caso di vasculite generalizzata da complessi immuni successivi a vaccinazione anti-HBV (non meglio precisata) in una donna di 45 anni.
La Presse Medicale dell’8 ottobre 1988 riporta infine una lettera di P. Le Goff su un caso di periartrite nodosa in una donna di 34 anni, comparsa a distanza di quattro mesi dalla terza somministrazione di vaccino anti-HBV (non meglio precisato).

CEPPI MUTANTI DI HBV
In uno studio pubblicato su Lancet del 4 agosto 1990 (vol. 336, pagg. 325-329), Carman e colleghi segnalano 44 casi su 1590 (2,8%) di positività per HBsAg - e quindi di infezione acuta da HBV - tra i contatti di portatori cronici di HBsAg, tra i quali anche nati da madri portatrici croniche HBV i quali avevano tutti ricevuto un’immunizzazione attiva e passiva.
Uno di essi ebbe un’epatite grave ed il virus responsabile è stato identificato come un mutante dell’HBV, cioè come un virus con genoma parzialmente diverso da quello della madre. Già in precedenza J.R. Wands (1986) e Coursaget (1987) avevano segnalato la comparsa di un nuovo ceppo denominato poi HBV-2.
In occasione dell’International Symposium on Viral Hepatitis and Liver Disease, tenutosi a Houston nel 1990, Mc Mahom e altri hanno poi segnalato un HBV, con mutazione del genoma identica a quella descritta da Carman, in un paziente con fegato trapiantato e immunizzato per prevenire la reinfezione HBV. Questa evidenza porta gli autori a concludere che la mutazione possa essere indotta proprio dalla "pressione immunologica" alla qual i pazienti sono stati sottoposti.
Questa possibilità appare preoccupante non solo per quello che concerne l’efficacia del vaccino nel prevenire eventi HBV simili ma soprattutto alla luce delle recenti acquisizioni sui meccanismi eziopatogenetici della cronicizzazione dell’epatite B. A questo proposito M. Colombo scrive, su Il Corriere della Sera del 1 giugno 1992, che "recenti studi suggeriscono che in molti casi è il virus stesso dell’epatite B ad essere responsabile del danno epatico, attraverso meccanismi di selezione di ceppi virali lesivi per il fegato. Spesso la tossicità epatica di questi ceppi è dovuta a variazioni del loro codice genetico, minuscole ma sufficienti per produrre proteine virali modificate.
Nei pazienti infettati da virus B è il prevalere della replicazione di un ceppo sull’altro l’evento che probabilmente determina se l’infezione si trasforma o meno in malattia epatica. le infezioni sostenute da ceppi mutati hanno un maggior rischio di causare cirrosi ed epatite fulminante rispetto alle infezioni sostenute da ceppi originali.

CONCLUSIONI
Lo scopo di questo articolo non è quello di mettere in discussione il valore protettivo della vaccinazione anti-HBV ma semmai di esprimere legittimi dubbi sulla possibilità di sradicare completamente la malattia nel nostro Paese attraverso l’adozione di una campagna di vaccinazione di massa. L’entusiasmo che in questi anni ha sostenuto la campagna per rendere obbligatoria la vaccinazione in Italia (unico Paese al mondo) sembra aver fatto dimenticare i problemi ancora irrisolti che riguardano l’efficacia, la durata e le possibili conseguenze della vaccinazione anti-epatite B.
Appare infatti allarmante lo stesso dato USA, relativo all’aumento dei casi di epatite B dopo l’introduzione della vaccinazione nei gruppi a rischio, poiché una cosa è pensare che questo non sia sufficiente a ridurre i casi di malattia e un’altra è considerare la possibilità che la vaccinazione abbia in qualche modo favorito l’aumento dei casi di epatite. Anche le problematiche relative ai costi sociali della malattia e più ancora alle sue conseguenze (cronicità, cirrosi, etc...) nonché ai costi relativi alla vaccinazione andrebbero interamente riviste alla luce dei dati relativi alla durata della protezione vaccinale.
E’ vero che i bambini rispondono meglio degli adulti, ma che ne sarà nel tempo della risposta anti-HBV ?
Che tipo di protezione anticorpale avrà l’adulto vaccinato 20-30 prima ?
Se dobbiamo rivaccinare o effettuare richiami vaccinali ogni 2-10 anni (a seconda degli autori) il costo annuo aumenterà di due-tre volte rispetto a quello preventivato. Occorre inoltre considerare che la diffusione dell’
immunità artificiale determina la riduzione dell’immunità naturale, la quale rappresenta il fattore principale di stimolo al mantenimento e al rinforzo dell’immunità acquisita con la vaccinazione.
E’ quindi ipotizzabile che in futuro la riduzione del valore protettivo della vaccinazione per l'epatite B sarà più rapida e che maggiore diventerà quindi la necessità di ulteriori e più frequenti richiami.
Sappiamo inoltre che i ‘non responders’ costituiscono una quota non trascurabile e che nel vaccinato sono possibili l’infezione o la malattia acuta e probabilmente anche lo stato di portatore cronico dell’HBV. Queste considerazioni pongono seri dubbi sulla possibilità che la malattia possa essere completamente sradicata.
La dimostrata selezione di ceppi mutanti dell’HBV (la cui maggiore patogenicità sembra ormai accertata) - forse anche grazie alla pressione immunologica determinata dalla vaccinazione - induce a considerare l’eventualità di un futuro con molti meno casi di epatite B (tendenza peraltro spontaneamente evidenziatasi in Italia) ma tutti più gravi sia nel corso della fase acuta che nell’evoluzione cronica verso la cirrosi epatica.
Tutto questo in presenza di una tossicità dei vaccini, anche di quelli a DNA ricombinante, soprattutto a livello neurologico. In particolare, se ulteriori esperienze cliniche confermeranno l’ipotesi che la vaccinazione anti-HBV possa innescare lo sviluppo di sclerosi multipla in soggetti geneticamente predisposti, sarà indispensabile tipizzare gli HLA in tutti i vaccinandi, allo scopo di individuare i pazienti a rischio ed eventualmente escluderli, con evidente e insostenibile aumento dei costi sociali.

Testo a cura della dott.ssa Nicoletta Ziliani - Gruppo milanese del Coordinamento per la Libertà delle Vaccinazioni.


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Gli anticorpi che dovrebbero essere indotti da un vaccino NON indicano immunità. Ciò che mette molti medici in confusione è che parte della reazione nei confronti del vaccino porta alla produzione di anticorpi. Ciò è falsamente considerato immunità.

Continua in:  Immunogenetica  +   Pag.2  +   Pag.3  +  Pag. 4  +  Bibliografia

vedi anche: Ruolo dei Vaccini nella Guerra del Golfo  +  Contenuto dei Vaccini  +  Uranio e Vaccini - 1  +  Uranio e Vaccini - 2  +  Guerra del Golfo, Uranio o Vaccini ? 

vedi anche Dati ISTAT sui Vaccini
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