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Questo
e' il testo del "Comunicato Stampa" inviato a tutta la stampa
italiana nel mese di Dicembre del 1995, dal presidente dell’Associazione
Universo Bambino e che e' passato in totale sordina:
L’Associazione Universo Bambino di Bari, comunica:
"Lo studio presentato e
pubblicato su:
The Mediterranean Journal of
Surgery and Medecine dal Dott.
Massimo Montinari, Medico Chirurgo,
Presidente dell’Associazione Universo Bambino, e' riferito a 48 pazienti
che si sono rivolti alla sua Associazione dopo essere stati ricoverati
presso numerosi Centri Ospedalieri nazionali e stranieri; questi sono
stati selezionati da ben 186 malati, affetti da patologie del SNC (Sistema
Nervoso Centrale), osservati nel periodo Apr/94 - Ott/95.
Nella storia di ogni paziente si documentava l’insorgenza di segni
clinici relativi al SNC ed apparato digerente, in concomitanza o
immediatamente dopo la somministrazione di vaccini (per la Polio Sabin e
Salk, Difterite-Tetano, Morbillo, Difterite, Tetano, Pertosse,
TBC).
La proposta di studio e' riferita alla valutazione del quadro immunitario
dei pazienti ed al ruolo dell’immunogenetica nella diagnosi di patologie
ad eziopatogenesi spesso dubbia ed handicappanti; l’attento studio del
braccio corto del
Cromosoma 6 dell’uomo, la caratteristica genetica e l’azione
di virus a DNA in soggetti sottoposti a vaccinoprofilassi in eta'
pediatrica, ha consentito di valutare una caratteristica ricorrenza di
alleli nel quadro genetico di tutti i pazienti
sottoposti a
vaccinoprofilassi e insulto da virus a DNA ".
By UNIVERSO BAMBINO
- Dott.
M.
Montinari:
montinari.m@libero.it
Definizione: Con il nome di cromosoma 6 si indica,
per convenzione, il sesto
cromosoma
umano in ordine di grandezza. Come di ogni
autosoma, si hanno due copie anche del cromosoma 6.
Il cromosoma 6 possiede all'incirca 170 milioni di
nucleotidi. I due cromosomi 6 rappresentano all'incirca
il 6% del DNA totale nelle cellule umane. Sono stati
individuati oltre 1300
geni. Si ritiene pero' possa contenerne fino a 1600. Tra
di essi, figurano oltre cento geni correlati al
complesso maggiore di istocompatibilita' (o MHC),
meccanismo
immunologico fondamentale per l'organismo umano.
Nota bene:
dopo questo comunicato e' stata fatta
una
interrogazione parlamentare,
fino ad oggi disattesa ....!
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La tragica notizia dei
militari italiani morti di
leucemia ed altre
malattie causate, si dice impropriamente, dall'uso di
proiettili all'uranio impoverito durante la guerra dei Balcani,
e' circolata su tutti i giornali italiani tra la fine di
dicembre del 2000 e l'inizio di gennaio del 2001.
Ora i soldati italiani ammalati sono circa 270 (anno 2002),
513 (anno 2006 e continuano ad ammalarsi....) i morti sono ad saliti ad
oltre una cinquantina, e si registrano 10 casi di figli nati con
gravi deformazioni.
ULTIME info ufficiali al 20/09/07, su
morti
e
malati
fra i
militari (circa 170 giovani gia' morti - oltre
2.600
giovani si sono gia' ammalati ) !!! Ed
aumenteranno ancora di piu...purtroppo, perche' sono tutti
super vaccinati ....
1427
di questi militari
ammalati e/o morti NON si e’ MAI recato in zone di guerra,
ne' e' stato a contatto con Uranio impoverito ! ! e' una
strage di stato.....!
Il personale non militare
(non vaccinato) che si e’ recato nei
Balcani, pur essendosi
trovato nelle zone bombardate, NON ha avuto i problemi dei
militari.
Guerra del Golfo, Uranio o Vaccini
? +
Contenuto dei Vaccini
+
Come si producono i
Vaccini
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Uranio. Esperta USA:
e' impossibile
che causi leucemia
Bruxelles, 12 gennaio 2007
I rischi da esposizione all'uranio impoverito ? "Da minimi
ad inesistenti", e comunque "e' fisicamente impossibile"
che i resti dei proiettili NATO siano "causa di leucemia".
A sostenerlo e' una delle massime esperte americane, la
dottoressa Naomi Harley, docente di medicina ambientale alla
New York University e autrice di diverse ricerche sugli
effetti dell'uranio. Altri i rischi, ma non la leucemia
In una videoconferenza con l'ambasciata Usa a Roma, la
Harley ha osservato che "le radiazioni dell'uranio non sono
in grado di raggiungere le cellule piu' in profondita' del
midollo osseo", quelle che producono la leucemia.
Un'esposizione prolungata a grandissime quantita' di uranio
arricchito, quello piu' radioattivo usato nell'industria
nucleare, puo' tutt'al piu' portare "altri tipi di tumori
ossei", ma non la leucemia.
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Alpino ucciso da un
linfoma: "Colpa dell'esercito" - Italy,
Potenza Picena, 18 marzo 2008
Secondo un immunologo incaricato dalla famiglia,
Francesco Rinaldelli avrebbe contratto il linfoma perche' nei
vaccini somministrati ai soldati ci sarebbero mercurio e
alluminio. La famiglia fa causa al ministero dela Difesa
Morire a 26 anni, dopo aver lottato con dignita' e coraggio
contro il linfoma di Hodgkin: Francesco Rinaldelli, di Potenza Picena, si e' spento domenica sera
all’ospedale di Civitanova.
Ad assisterlo fino all’ultimo c’e' stata la sua famiglia, i
genitori Andrea e Roberta, la sorella Silvia e la fidanzata
Chiara: tutti gli sono stati sempre vicini con amore,
cullando la speranza che potesse farcela. Francesco si
ammalo' nel 2004. Da pochi mesi era nel corpo degli alpini,
alla brigata Julia di Cividale del Friuli.
Suo nonno, che da giovane era stato alpino, gli aveva
raccontato tante avventure vissute con le penne nere, e
Francesco aveva sempre sognato di far parte di questo corpo.
Dopo il Car venne mandato a Porto Marghera, per la
sorveglianza al Petrolchimico. Ma dopo sei mesi gli venne
diagnosticato il linfoma.
Venti giorni dopo la diagnosi era congedato: il suo sogno
era in pezzi, il suo spirito no. Da quel momento si e'
sottoposto a varie terapie, all’autotrapianto di cellule e
al trapianto di midollo, donato dalla sorella, senza
arrendersi mai.
Amareggiato, Andrea Rinaldelli, il padre, racconto' al "Resto
del Carlino" la vicenda. Venne così contattato dall’avvocato
Domenico Valori, ex alpino anche lui, che si offrì di
aiutarlo.
Il legale incarico' un immunologo, il dottor
Massimo Montinari.
E l’esperto arrivo' a una conclusione: nei
vaccini
somministrati ai soldati ci sarebbero
mercurio e
alluminio, che si
depositano su alcuni organi indebolendo il
sistema
immunitario, e aumentando il rischio di linfomi e
leucemie in
presenza di fattori come le onde elettromagnetiche, l’uranio
o le sostanze inquinanti; nel caso di Francesco, scatenante
sarebbe stato il benzene respirato a Porto Marghera.
Con questa perizia,
la famiglia ha avviato una causa contro il ministero della
Difesa, per far luce su quanto accaduto a Francesco e a
tanti soldati italiani. Purtroppo pero', prima di sapere
la verita', domenica Francesco e' morto.
In questi anni ha affrontato il suo calvario con ammirevole
coraggio, senza mai dare l’impressione di soffrire. "Quello
che non mi distruggera' — amava ripetere — mi rendera'
piu' forte".
Tratto da: ilrestodelcarlino.it
Attenzione: “La
difficile diagnosi differenziale fra Linfoma e malattie
infettive”, del dott.Giuseppe
Nacci (medico)
Un aggiornamento del dott. Giuseppe Nacci del proprio
precedente lavoro “Cautela nella diagnosi del Linfoma di
Hodgkin”, già presente sul nostro sito, dal quale si
evincono le difficoltà nel differenziare una malattia di
Hodgkin da altre meno gravi patologie e, di conseguenza,
l’estrema diligenza, meticolosità e scrupolo che andrebbero
osservati, da parte dei medici, nel procedere a tali
diagnosi. Il lavoro è corredato da sette articoli
scientifici allegati.
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Famiglia soldato
morto sospetta dei vaccini
La vicenda risale al '96 ma ora i familiari di Alberto
Corradini (morto per linfoma di Hodgkin) hanno scoperto
altri casi forse analoghi (come quello del pugliese
Francesco Finessi, alpino)
MACERATA (Italy) - Un altro caso di morte sospetta tra
militari di leva, colpiti da gravi malattie dopo essersi
sottoposti a vaccinazioni, è venuto alla luce a Corridonia
(Macerata). La vicenda risale al '96, ma i genitori del
militare non ne hanno mai voluto parlare per ritrosia e “per
non mettere il coltello in una piaga sempre aperta”. A
rompere il silenzio oggi, dopo essere venuto a conoscenza di
casi analoghi, è Alberto Corradini, fratello di Corrado,
morto per linfoma di Hodgkin a soli 27 anni.
Alberto, 33 anni, parrucchiere a Civitanova Marche,
assistito dall’avv. Luca Mezzabarba, ha deciso di aderire al
Comitato che porta avanti la battaglia per scoprire le cause
di questi decessi.
E’ con lui Andrea Rinaldelli di Potenza Picena, padre di
Francesco, l’alpino morto il 16 marzo scorso a 24 anni,
sempre per un linfoma di Hodgkin. A sua volta Rinaldelli,
che sta promuovendo una causa civile contro il ministero
della Difesa, è in contatto con Santa Passaniti di Lecce
(anche lei ha perso un figlio, Francesco Finessi, alpino,
per un tumore) e con altre famiglie che hanno patito lo
stesso dramma. A loro sostegno c'è anche il Condav (Comitato
nazionale danneggiati da vaccino) di Nadia Gatti.
Corrado, già avviato alla laurea in scienze informatiche
all’Università di Pisa, nel '93 viene assegnato al Car di
Pesaro, dove si sottopone alle prime vaccinazioni, ultimate
nel suo reparto di stanza a Bologna. Dopo l'ultima
somministrazione, il 4 agosto '94, va in congedo e torna
all’Università a Pisa. In quel periodo comincia a sentirsi
debilitato. Ben presto gli viene diagnosticata una leucemia.
Sottoposto a chemioterapia, che non dà risultati, passa a un
farmaco grazie al quale la malattia regredisce. Gli viene
quindi consigliato un trapianto di midollo all’ospedale di
Genova. Il donatore è il fratello Alberto. Dopo il
trapianto, il giovane viene colpito da febbre che dura 60
giorni. Dopo sette mesi viene dimesso. Morirà il 16 maggio
del 1996.
Nei giorni del ricovero a Genova Alberto chiede spesso al
fratello se può risalire alle cause della malattia – a quel
punto di è accertato che si tratta di un linfoma di Hodgkin
– e Corrado gli spiega che a Bologna, proprio pochi giorni
prima del congedo, gli avevano fatto l’ultima vaccinazione e
in quell'occasione aveva scoperto, ascoltando un botta e
risposta tra medico di turno e infermiere, che il vaccino
che gli era stato somministrato doveva essere in realtà
diluito per 15 dosi.
Difficile però, ora, stabilire se ci siano state
responsabilità. I genitori si sono infatti rifiutati
all’epoca di fare l’autopsia per cui, per aprire il caso,
sarebbe adesso necessaria una perizia medico-legale.
Tratto da: La gazzetta del Mezzogiorno
11/5/2008
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MADRE MILITARE MORTO, COLPA VACCINI - DUE
INCHIESTE
TORINO, 31 MAG 2008 - Da sei anni una donna della provincia
di Ferrara si batte per dimostrare che il figlio e' morto,
subito dopo il congedo dal servizio militare, per le
vaccinazioni praticate durante la leva. Le denunce di
Santa Passaniti
sono al vaglio della procura di Bolzano, competente
per territorio, e, da qualche mese, di quella di Torino,
dove e' ancora aperto un fascicolo sui rischi da esposizione
a uranio impoverito per i soldati italiani di stanza nei
Balcani. I pm stanno cercando le conferme alla sua tesi.
La storia e' quella di Francesco, deceduto in un ospedale di
Genova a vent'anni, il primo dicembre 2002, per un linfoma
non Hodgkin. Dopo l'addestramento a Merano (da qui la
competenza della magistratura altoatesina) aveva operato a
Belluno, e ora Santa Passaniti ritiene che la colpa -
in questo come in altri casi analoghi -
sia dei vaccini: lo ha
ribadito anche alcuni giorni fa in una
relazione consegnata
a un convegno organizzato a Napoli dall'Istituto italiano
per gli studi filosofici.
Analisi di sangue e sperma del figlio hanno accertato la
presenza di elevate quantita' di
metalli esistenti nei vaccini: i vaccini
"sospetti'" sono almeno cinque, per la signora Passaniti, la
quale ritiene che concentrarsi sull'uranio in questi anni
sia stato sbagliato.
Tratto da: grnet.it
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E se
fosse toccato a tuo figlio ? - Un altro militare
stroncato da un linfoma
Morì nel '96, è il terzo caso in provincia
L'ultima vicenda venuta alla luce è quella di Michele
Andreani, deceduto a soli vent'anni. Il padre, di Porto
Recanati, ha chiesto al ministero della Difesa
l'accertamento delle cause di servizio e il risarcimento
danni. Il ministero ha però respinto la richiesta e lui
ha fatto ricorso al Tar del Lazio militari italiani in
missione Macerata, 15 giugno 2008 - Un altro caso,
ancora. Un altro militare di leva morto di linfoma.
Di nuovo sospetti sulle vaccinazioni.
La vicenda venuta alla luce oggi è quello di Michele
Andreani, morto il 14 maggio '96 a soli vent'anni. A
portare l'attenzione sul caso del giovane è stato il
padre,
Giuseppe, di Porto Recanati, che ha chiesto al ministero
della Difesa l'accertamento delle cause di servizio e il
risarcimento danni.
Il ministero ha però respinto la richiesta e Andreani ha
fatto ricorso al Tar del Lazio. Da allora, denuncia
l'uomo, sono passati 7 anni e il caso non è stato ancora
esaminato. Nel maggio scorso Andreani ha chiesto alle
autorità competenti i certificati delle vaccinazioni cui
è stato sottoposto il figlio ma ancora non ha avuto
risposta.
Il caso di Michele va a sommarsi a quelli, analoghi, di
Francesco Rinaldelli di Potenza Picena, Corrado
Corradini di Corridonia, anch'essi della provincia di
Macerata, e di altri giovani i cui genitori si sono
rivolti al Condav (Comitato nazionale danneggiati da
vaccini) per avere tutela.
Della vicenda si stanno occupando l'onorevole Mario
Cavallaro (Pd) e il senatore Salvatore Piscitelli (Pdl),
entrambi eletti nelle Marche.
Tratto da: Il Resto del Carlino 15 Giu. 2008
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Un'altra lettera ricevuta dalla sig. Santa
Passaniti:
Seduta
martedì 2 maggio 2007 prof. Trenta
la causa delle malattie dei militari e' da cercare da tutt’altra
parte che non nell’uranio impoverito.
Seduta
12.10.1006 ing. Sgrilli e ing. Cesari
l’uranio impoverito non da’ queste patologie ne’ dal punto
di vista radiattivo ne’ tossicologico.
Seduta
18 maggio 2005 dott. Tirelli oncologo di Aviano
militari con schegge di uranio impoverito in corpo non
accusano alcuna patologia.
Seduta
26 maggio 2005 Gen. Donvito pag. 8
220.000 minatori in miniere di uranio dopo 38 anni di
lavoro, nessuna patologia.
Le
malattie che anno colpito i giovani militari sono da
attribuire a qualcosa di immediato, a qualcosa che gli e'
stato iniettato:
i VACCINI, le tossine, i
metalli contenuti, che le ditte farmaceutiche immettono nei
vaccini e che non hanno conoscenza su cio' che possono
scatenare nel tempo al 19 gennaio 2006.
Questi metalli in particolare: piombo, stronzio, bismuto,
ferro, zirconio, mercurio, alluminio, ecc. ecc. sono
presenti nel sangue, nello sperma, nelle cellule dei
militari esaminati dalla consulente della commissione dr,
Gatti che non ha mai trovato tracce di uranio.
Lei stessa conclude in un reperto che essendo questi metalli
non compatibili con la vita in quanto non bio-compatibili,
ne’ biodegradabili non permettono neppure l’attecchimento
del midollo in caso di trapianto.
Il
Tenente colonnello medico dott. Chinelli afferma che:
in uno studio condotto su militari e' emerso che militari
perfettamente sani dopo la somministrazione dei vaccini in
38 di essi si e' manifestata la presenza di gammopatie
monoclonali questo riferito in seduta plenario del
19.gennaio.2006 adesso i casi sono 60 ragazzi che devono
essere controllati con visite ed esami per 5 anni perche’
questa patologia puo' degenerare in tumori ematici e
linfatici.
Mr.
Leggiero anche lui consulente della Commissione ved. All B
seduta n. 16° del 18.6.2002
Tutte le storie dei militari si assomigliano - vedi seduta
27 ottobre 2005 pag, 19-20-21-22 e allego pag 21 del 27
ottobre 2005 caso Sepe - per far capire a chi legge che i
ragazzi quando arrivavano nei Balcani ERANO GIA’AMMALATI da
pochi mesi a poco piu' di un anno la comparsa dei linfonodi
ascellari inguinali al collo preceduti sempre da severo
dimagrimento, stanchezza e talvota da sanguinamento alle
gengive.
QUESTE TREMENDE MALATTIE PROVOCATE con le
VACCINAZIONI riguardano i
militari all’estero e quelli in territorio nazionale come il
caso FINESSI MONDELLO RINARDELLI e chissa quanti altri….
DOVE VANNO COLLOCATI ? forse con MELONI –SEPE STAGNI
MELIS- ROMANUCCI –ANTONACCI – DE MARCO – e via per una
lunghissima lista...troppo lunga per chi ha permesso di
continuare con questo fantomatico “uranio” che nessuno
TROVA e ancora dopo tanti anni salta ancora sui
militari italiani e li aggredisce, mentre si continua ancora
a Vaccinare con vaccini inutili anzi pericolosi, fatti anche
su chi era gia’ stato vaccinato, su chi aveva gli anticorpi
verso determinate malattie (immunizzazzione attiva) o su chi
era coperto con le vaccinazioni obbligatorie alcune della
durata decennale (immunizzazione passiva)
Si e' discusso molto anche sulle multidosi - vedi relazione
dr. Gatti 19 gennaio 2006 - su come venivano conservati
questi Vaccini, sulle date di scadenza forse non
controllate, su chi li somministrava, (per un profano 5 cc o
5 ml della trivalente Morupar sospesa dopo l’audizione del
dott. M. Montinari 1.12.1005) se venivano mischiati nella
stessa siringa se venivano somministrati immediatamente
subito dopo la preparazione come alcune case raccomandano o
venivano invece come nel caso delle multidosi conservate per
le successive vaccinazioni. (errore gravissimo che comunque
veniva fatto)
CHIEDO
PERCHE’ NON SI e' ASCOLTATO il Senatore
Bucciero e il Sen. Caruso
che gia’ nel 2001 in Parlamento dicevano sospendete
QUESTE VACCINAZIONI KILLER anche ai MILITARI, perche’ non
si e' indagato quando in Commissione e' stata audita la mamma
del militare deceduto FINESSI FRANCESCO che affermava di
aver fatto analizzare alcuni vaccini dalla dr. Gatti
nei quali era altissima la presenza di metalli. Vaccini che
comunque sul Resto del Carlino del
2007, il giornalista che lo scrive dichiara SONO STATI
CAMBIATI i VACCINI dei MILITARI.
ADESSO spetta a voi componenti della Commissione
d’Inchiesta capire cosa vuol dire.
By Santa
Finesso (Passaniti)
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Richiesta di Risarcimento per Militare ammalatosi dopo
vaccinazione - (Italy) Macerata, 13 Ott. 2007
- Il padre di un giovane militare originario di Potenza Picena (Macerata)
ha tenuto oggi una conferenza stampa per denunciare la
correlazione tra l'insorgenza del linfoma di Hodgkin nel
figlio e le vaccinazioni cui e' stato sottoposto durante il
servizio militare. L'uomo, Andrea Rinaldelli, padre di
Francesco, che oggi ha 24 anni, ha annunciato un'azione
legale contro il ministero della Difesa.
Rinaldelli, a sostegno della sua tesi, ha portato la perizia
fatta da uno specialista, il dott.
Massimo Montinari.
Francesco era partito per il servizio di leva negli alpini a
21 anni, ed era stato assegnato alla Brigata Julia a
Cividale del Friuli. Raggiunto il grado di caporale, viene
trasferito al servizio di sorveglianza antiterrorismo nel
Petrolchimico di Porto Marghera, dove resta 6 mesi
intervallati da una settimana di riposo. E' allora che si
manifestano i primi sintomi.
I genitori, che vanno a trovarlo ogni 15 giorni, notano che
il giovane dimagrisce a vista d'occhio. A ottobre 2004, la
mamma riceve una telefonata dall'ospedale di Mestre con cui
le viene comunicato che il figlio sta male e che ha ottenuto
una licenza per malattia. Venti giorni dopo il suo ritorno a
casa, gli viene diagnosticato il linfoma di
Hodgkin.
L'ex alpino, posto in congedo illimitato, trova nel
frattempo lavoro in un'azienda meccanica della zona, e si
sottopone a una serie di cure, all'autotrapianto e, di
recente, al trapianto di midollo, grazie alla disponibilita'
della sorella Francesca come donatrice, che sta dando - dice
il padre - buoni risultati.
Ora, sulla scorta di esperienze analoghe (fra tutte la
vicenda del militare Francesco Finessi, di Codigoro, morto
nel 2002, e quella di una famiglia di Taranto il cui figlio
sarebbe morto in conseguenze delle vaccinazioni, senza
contare che aveva fatto il servizio militare in un
laboratorio con forte presenza di
onde elettromagnetiche), i
genitori di Francesco hanno deciso di promuovere azione
legale nei confronti del ministero della Difesa "e quant'altri
responsabili".
"In tutti i casi di cui siamo venuti a conoscenza - hanno
detto gli avvocati Alfonso Valori e Mirta Lattanzi, che
tutelano i familiari del giovane di Potenza Picena -
nessuno dei militari
aveva avuto contatti con l'uranio impoverito.
Sotto accusa invece e', in particolare, il vaccino trivalente
morupar, che guarda caso
e' stato tolto dal commercio".
Intanto la famiglia Rinaldelli ha chiesto alla Asur di
riferimento un adeguato indennizzo in base alla legge 210
del 1992 per danni da vaccini.
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ROMA 2008 - Molti militari italiani anche reduci da missioni
all'estero sono stati operati alla
tiroide.
A denunciarlo un giovane soldato tornato dal teatro bellico
dei Balcani e da tempo sotto controllo medico.
Secondo il militare, cio’ riguarderebbe il 70 per cento dei
militari, costretti a sottoporsi da un intervento alla
tiroide a titolo preventivo. Uno dei molti danni dei
vaccini e' proprio quello di generare problemi alle
ghiandole e quindi anche alla tiroide.
Guerra del Golfo, Uranio o Vaccini ?
+
Contenuto dei Vaccini
+
Come si producono i
Vaccini
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Stralci della Relazione Conclusiva sull' URANIO
Impoverito
Altra problematica
presa in considerazione e' quella delle vaccinazioni alle
quali vengono sottoposti i militari ogni qualvolta sono in
procinto di partire per una missione all’estero senza previa
verifica del livello anticorpale presente. Da piu' parti e'
stata infatti segnalata la necessita' di una verifica in
ordine al tipo di
vaccini
somministrati, alla quantita', ai relativi protocolli ed al
rispetto di questi, onde evitare che, in soggetti
particolarmente predisposti o
immunodepressi
per qualsivoglia causa, possano determinarsi squilibri del
sistema immunitario tali da indurre l’effetto paradosso di
aumentare la vulnerabilita' da parte di agenti patogeni.
Per contro, e' stata
ribadita xvi la correttezza delle modalita' di preparazione
dei vaccini e dei protocolli di somministrazione adottati
dalle Forze armate italiane, oltre che, piu' in generale,
delle misure di profilassi igienico-sanitaria.
Pur non essendovi dunque elementi specifici per ipotizzare
possibili effetti nocivi, restano pero' alcuni dubbi, che
avrebbero meritato seri approfondimenti, anche alla luce dei
differenti lavori scientifici
presenti in letteratura sugli effetti avversi delle
vaccinazioni e dell’applicazione della legge 25
febbraio 1992, n. 210, ma che il breve lasso di tempo a
disposizione non ha consentito di effettuare.
Per quanto riguarda le
vittime delle patologie nell’ambito del personale militare,
non e' ancora stato possibile individuare con assoluta
precisione quanti hanno operato all’interno dei poligoni
militari in Italia, mentre una nuova attenzione si e'
concentrata sul personale civile delle organizzazioni
non governative (ONG) che, nel corso degli anni passati,
hanno prestato la loro attivita' volontaristica nei teatri di
guerra e nel cui ambito sono stati pure segnalati casi
anomali di malattie che dovrebbero costituire oggetto di
attenta verifica. In proposito la Commissione ha avviato nel
gennaio 2008 uno specifico progetto di ricerca che pero',
anche in questo caso, l’imminente scadenza del mandato ha
impedito di proseguire
La Commissione ritiene
altresì opportuno avviare, appena possibile, una generale
revisione dei protocolli di controllo sanitario preventivo,
in particolare per i soggetti destinati all’estero, mediante
esami clinici di tipo piu' mirato e maggiormente orientati
alla verifica delle condizioni immunitarie dei soggetti
esaminati, al fine di individuare tempestivamente eventuali
stati di rischio per la salute o la necessita' di precauzioni
aggiuntive.
e' altresì auspicabile che tale verifica sia attuata
attraverso una analisi dei dati diversificata in base al
sesso, in modo tale da tenere conto delle differenze di
radiosensibilita' e di risposta alle vaccinazioni.
Sarebbe utile iniziare
quanto prima un programma di verifica degli attuali schemi
di vaccinazione praticati ai medesimi soggetti, verificando,
in caso di successive missioni ravvicinate, la situazione
immunologica del soggetto e, quindi, l’eventuale necessita' e
l’utilita' di ripetizione della somministrazione, con
riguardo alle modalita' di preparazione dei vaccini stessi e,
soprattutto, ai relativi schemi di somministrazione, anche
alla luce della presenza di metalli pesanti riscontrata
sia nelle urine che
nello sperma di taluni
dei militari
vaccinati !
vedi:
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&idc=15&ida=&idt=&idart=10168
Commento NdR:
come ben evidenziato dalla relazione della sig.ra Santa
Passaniti, (oltre alle relazioni degli eminenti medici da
autidi - Prof. F. Nobile e dott.
M. Montinari) la quale ha portato a suddetta commissione le
risultanze medico scientifiche ottenute per il suo figlio
(ammalato e deceduto) in seguito alle multi
vaccinazioni
subite !
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URANIO:
AN, COMMISSIONE INDAGHI su DANNI CAUSATI da
VACCINI (ANSA) - BARI, 8 GEN
2001 -
Sono i vaccini che hanno prodotto numerosi casi di leucemia fra i
soldati e i bambini nei Balcani: lo sostengono in una nota i senatori di
Alleanza Nazionale Ettore Bucciero e Luigi Caruso, annunciando che
chiederanno “una commissione d’inchiesta “
che indaghi a tutto campo, e cioe' sui danni e sulle cause che li hanno
originati”. “Mentre tutti si affannano ad imputare alla Nato, agli Usa,
e al ministero della Difesa
responsabilita" ed omissioni sulla cosiddetta "sindrome dei
Balcani" - sottolineano sta invece emergendo una realta’ piu’
drammatica e vergognosa: il ministero e l’istituto superiore di sanita’ omettono di rendere noto
che la vera causa sono
i
vaccini”.
“Perche' - prosegue la nota - l’istituto o il ministero sanno da tempo
sia che migliaia sono i casi clinici in osservazione e sia che 600 sono i
casi che hanno dimostrato la stretta relazione tra l’impiego dei vaccini
e l'insorgenza di gravi danni alla salute”, sinora - si evidenzia
- la maggioranza
delle
vittime da vaccino sono
stati i bambini, molti dei quali ormai gravemente ed irreversibilmente handicappati”.
“Quanto ai militari - sostengono Bucciero e Caruso -
nessuno ha detto che essi sono stati sottoposti
ad una
micidiale raffica di
vaccini che, tra obbligatori e
facoltativi (NdR:
ma
caldamente consigliati),
ammontano a 35 e a 40,
senza peraltro in molti casi che tra l'
una e l’altra inoculazione sia stato rispettato
l’intervallo prescritto”. “Se a cio’ si aggiunge che i
vaccini contengono
stabilizzanti dannosissimi
per la salute (mercurio,
formaldeide,
alluminio ecc.) e che e’
dimostrato scientificamente il
crollo delle difese immunitarie
in chi subisce l’inoculazione, e’ facile
conseguentemente argomentare
-
affermano i due senatori - che appare
delittuoso il comportamento del
ministero della sanita’ che
oppone un rifiuto sospetto ad ogni
tentativo di indagine sullo connessioni tra
vaccini,
handicap,
mutazioni
genetiche”. (ANSA).
Morte improvvisa tra reclute finlandesi
(a
seguito di danni cardiaci da vaccini)",
British
Med Journal, 1976
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Comm. Uranio Impoverito - Audizione del 04/10/2007, 8° seduta - Tratto dal
resoconto stenografico n° 7.
GENNARO (dottore)
.........In riferimento
ai deceduti ed ai malati, dati forniti dal GOI (Gruppo
Interattivo Interforze) , risulta che su
9.700 soggetti
su cui abbiamo informazioni dal punto di vista sanitario,
il tumore maligno e' presente in 1.991 casi: 1833 non
deceduti e 158 deceduti. E' un dato talmente
enorme che sono portato a non credere a questi numeri,
che devono essere attentamente verificati, spero vi sia
un amplissimo "denominatore" o qualche errore nella
selezione, od errore di codifica o che il computer abbia
sbagliato........
L'eta' dei soggetti al
momento del decesso e' un'altro dato preoccupante: come
potete vedere dalle tabelle, ci sono moltissimi giovani,
non c'e' la curva che viene osservata regolarmente, che
indica che il tumore e' una malattia degli anziani.....
Commento NdR: cio' significa che in Italia
1 militare su 5 e'
malato !
Comunicato Stampa
Dic. 1995,
Universo Bambino:
Guerra del Golfo, Uranio o Vaccini ?
+ Mutazioni Genetiche da Vaccino
+
Interrogazione Parlamentare + Contenuto dei Vaccini
+
Come si producono i
Vaccini
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Commissione di
Inchiesta sull’URANIO (che dura da vari anni.....) Il Sen. Michele Bonatesta (AN) vicepresidente di
detta commissione ha commentato l’audizione dei
vari consulenti e degli esperti della
commissione, provenienti anche dall’estero, …”che
NESSUNO di essi si e’ sentito di escludere a
priori che i vaccini possano essere i
responsabili di queste malattie e di queste
morti (circa 300 malati e 80 morti) dei nostri
militari, dunque abbiamo avuto ragione nel non
voler scegliere a priori alcuna tesi e nel
batterci perche’ sulle malattie e sulle morti
dei militari italiani, si cercasse la Verita a
360°’, come ci aveva chiesto anche la signora
Santa Passaniti, madre di Francesco Finessi,
(vedi anche
Lettera
di genitore) uno
dei nostri ragazzi in divisa morto per linfoma
di Hodgkin senza essere
MAI STATO nei Balcani ne’ a contatto
con l’uranio impoverito”. .....ma
che e' stato vaccinato da molti vaccini... infatti
gli hanno trovato nell'organismo, delle
nanoparticelle
di Mercurio....eccipiente
dei vaccini -
10/12/2005
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Relazione del Prof. Franco Nobile (Istituto Tumori di
Siena), per la Commissione Uranio Impoverito del
25/07/2007
Chissa' perche' al prof. Nobile sono stati concessi solo 1
minuto e mezzo (la scusa: e' tardi...) per relazionare la
Commissione sui Danni dei Vaccini; evidentemente non si vuol
percorrere quella strada.....ma incolpare a torto l'UI che
ormai e' dimostrato NON e' la causa dei militari che si
ammalano e muoiono, mentre ormai si e' certi che sono stati
i Vaccini ad ammalare ed uccidere i ns Militari...ed intanto
l'Olocausto di Stato continua....
Prof. Franco Nobile:
Ringrazio la gentile Presidente insieme a
tutta la Commissione e in particolare il sen. PAOLO AMATO
per avermi invitato a questa audizione. Sono un oncologo,
specialista del S S N in pensione e libero docente
dell’Universita' di Siena, dove ho solo depositato la mia
docenza in Semeiotica chirurgica conseguita a Roma, come
prescrive la legge senza mai ricoprire incarichi
universitari. Sono il presidente della sezione di Siena
della Lega italiana per la lotta contro i tumori (per
brevita' Legatumori), una ONLUS che svolge attivita' di
prevenzione oncologica sia primaria che secondaria. -
www.legatumori.siena.it
Per prevenzione primaria si intendono
l’informazione e l’educazione sanitaria. Per prevenzione
secondaria si intende la diagnosi precoce del cancro.
Infatti quanto piu' riusciamo ad anticipare la diagnosi di
tumore tanto maggiori saranno le possibilita' di curarlo con
successo. Fra le varie categorie di cittadini controllate da
Legatumori nel suo Centro “Prevenzione” di Siena ci sono
anche i corpi armati dello Stato (Polizia, CC, Finanza,
Esercito) e tra questI la Brigata Paracadutisti “Folgore”
verso la quale, mediante una convenzione stipulata con il
Comando di Brigata di stanza a Livorno, da molti anni
vengono svolte attivita' di prevenzione primaria e secondaria
(ALLEGATO 1) in accordo con la Sanita' Militare. Un doveroso
e sentito ringraziamento per la collaborazione a tutta la
Brigata “Folgore” e in particolare al suo attuale
comandante, generale Maurizio Fioravanti, che era il
colonnello comandante del 186° reggimento all’inizio delle
nostre indagini preventive.
Nel quadro di questi controlli, convenzionati e
volontari appena cominciarono a diffondersi le notizie
circa i possibili rischi di contaminazione con Uranio
Impoverito impiegato a scopi bellici abbiamo rivolto le
nostre indagini di prevenzione oncologica anche in tale
direzione.( All’ALLEGATO 2 riportiamo uno schema esplicativo
sull’Uranio Impoverito).
A Siena sono di stanza oltre 600 paracadutisti
della “Folgore” inquadrati nel 186° Reggimento reduci da
diverse missioni nei Balcani, in Iraq, in Somalia, a Timor
Est, in Albania, in Afghanistan ed attualmente operativi in
Libano, che per circa due anni sono stati sottoposti da
Legatumori ad esami clinici, di laboratorio ed ecografici,
compresa la ricerca dell’Uranio Impoverito nei liquidi
organici con lo spettrometro di massa. L’impostazione, lo
svolgimento e le conclusioni di tali indagini sono
contenute sia nel volume “La prevenzione oncologica nei
reduci dai Balcani” che si allega anche nella sua recente
versione in inglese (ALLEGATI 3 e 3 BIS), sia nella mia
audizione del 22 settembre 2005 presso la Commissione
parlamentare di inchiesta della precedente legislatura,
consultabile su Internet.
Riassumendo, le nostre indagini
tecnico-scientifiche, hanno escluso la presenza di danni
attualmente evidenziabili con le tecniche usate e
riconducibili a tossicita' chimica e/o a contaminazione
radioattiva da Uranio Impoverito in tutti i soggetti
esaminati. E’ stata altresì eseguita un’indagine sui
territori Kosovari colpiti in base ad una mappatura
fornitaci dalla NATO (compresi alimenti, acque di falda,
licheni in quanto bioaccumulatori) che non ha evidenziato
livelli tali di rischio da assumere rilevanza sanitaria
sotto i profili tossicologico e radioprotezionistico (Per
evitare equivoci terminologici, peraltro frequentissimi,
precisiamo che l’inquinamento e' dovuto a
microrganismi, la tossicita' e' dovuta a sostanze chimiche e la contaminazione
e' dovuta a elementi radioattivi).
Aggiungiamo solo che abbiamo costantemente
tenuto al corrente delle nostre indagini i diversi livelli
della Sanita' Militare, fino ai Comandi Regionale e
Nazionale.
Archiviato il problema dell’Uranio Impoverito abbiamo
continuato ed esteso i controlli ai para' della “Folgore” sia
perche' contemplato dalla citata convenzione con Legatumori
sia per cercar di dare una spiegazione a “quell’eccesso
significativo di linfomi di Hodgkin” riscontrato a suo tempo
nei reduci dalla commissione Mandelli (ALLEGATI 3 e 14).
Anche la precedente Commissione di inchiesta presieduta dal
sen. Franco non avendo ritenuto provata scientificamente la
responsabilita' dell’Uranio Impoverito, a conclusione dei
suoi lavori invitava ad esperire ulteriori indagini.
Indagini, giovera' ricordare, tatt’altro che semplici o
facili sia per la cronica carenza di dati epidemiologici
certi, ed ufficiali nonche' di un Registro Tumori per i
militari, sia per la accesa campagna mediatica tuttora
imperversante, per colpevolizzare emotivamente l’Uranio
Impoverito senza corrispondenti riscontri scientifici. Ne
abbiamo disponibile una circostanziata documentazione
probante, dove figurano dati di morbilita' e di mortalita'
attribuiti all’Uranio Impoverito ma privi di riscontri
ufficiali, con disinvolte affermazioni su ricoveri mai
avvenuti negli Ospedali citati ed operazioni chirurgicamente
assurde.
Vi lasciamo immaginare le conseguenze
psicologicamente stressanti sui militari, in servizio e
congedati e sulle loro angosciate famiglie. E lo stress e'
dannoso per il nostro sistema immunitario di difesa. In
allegato troverete un’interessante tesi di laurea
dell’Universita' di Torino dal titolo “Riconoscimento e
gestione dello stress nelle missioni di pace all’estero
(ALLEGATO 13).
A tale proposito, consentitemi di aprire una
breve parentesi per fornirvi qualche nozione di immunologia
in modo da rendervi piu' comprensivo possibile il
proseguimento della nostra audizione.
La nostra
immunita' naturale, cioe' scritta nel
nostro codice genetico, cerca di difenderci dalle malattie
sviluppando sin dalla nascita una serie di difese sia
umorali (gli anticorpi) sia cellulari (i linfociti). Queste
sentinelle naturali, umorali e cellulari, appena
individuano un agente estraneo, cioe' diverso dalle cellule
del proprio corpo, lo riconoscono come un potenziale nemico
(allarmi, c’e' un antigene !) e lo attaccano per renderlo
inoffensivo. Dopo la vittoria, le sentinelle umorali e
cellulari restano in servizio permanente effettivo verso
l’antigene debellato per respingerne eventuali
contrattacchi.
L’esempio piu' comune e' l’immunita' acquisita
verso le malattie esantematiche: quando le difese
immunitarie naturali del bambino vengono a contatto con gli
antigeni, per esempio con i virus del morbillo presenti nel
suo ambiente di vita lo attaccano con le proprie sentinelle
immunitarie. E così il bambino, vinta da solo la battaglia,
guarisce e acquisisce l’immunita' verso il morbillo per tutta
la vita. Anche il sistema immunitario fa parte
dell’organismo in via di sviluppo di un bambino e quindi,
venendo continuamente stimolato dagli agenti patogeni (cioe'
dagli antigeni) si rafforza e arriva a maturazione.
La vaccinazione consiste nel creare nuove
sentinelle in maniera non dannosa per l’organismo, in modo
da averle gia' pronte a combattere i futuri nemici: la
prevenzione dei loro danni e' appunto la profilassi vaccinale
delle malattie.
Ad esempio, per vaccinare contro il vaiolo, se
ne iniettano i virus resi inoffensivi o attenuati con vari
procedimenti, in modo che perdano il loro potere patogeno ma
conservino il loro potere antigene, cioe' la facolta' di
stimolare la produzione di anticorpi e altri meccanismi di
difesa specifica. Per cui pur senza “ammalarsi” (tra
virgolette) apparentemente di vaiolo, si acquisisce
l’immunita' contro il vaiolo per tutta la vita.
Sembrerebbe pero' che le cose non vadano sempre
così lisce. Infatti qualche sistema immunitario, stimolato
in maniera innaturale con l’iniezione di un vaccino (con
tutti gli annessi e connessi) potrebbe reagire in maniera
altrettanto innaturale o, quanto meno, imprevedibile, anche
a medio e a lungo termine. Ad esempio a seguito dello
stimolo artificiale di un vaccino, anziche' naturale come
quello di un germe “ruspante”, qualche sistema immunitario
forse geneticamente predisposto potrebbe confondersi e non
riuscire piu' a distinguere l’amico dal nemico, innescando
una serie di reazioni indesiderate perche' dannose.
Reazioni che possono andare dall’ignorare
completamente i segnali di pericolo perche' e' stato depresso, cioe' disarmato,
fino ad attaccare addirittura le cellule del proprio corpo,
rendendolo vulnerabile alle cosidette “malattie autoimmuni”
(come certe tiroiditi, la sclerosi multipla, l’eritema
nodoso il lupus, l’artrite reumatoide, il diabete, la
neurite ottica ecc.) nonche' probabilmente a certi tipi di
tumore, i linfomi e le leucemie, di cui parleremo piu'
avanti.
Non vorrei buttare il sasso in uno stagno,
peraltro piu' vasto di un Oceano, ma sono sempre di piu' i
ricercatori che attribuiscono a queste immunodeficienze,
provocate dalle estese campagne vaccinali, non solo
l’aumento delle allergie ma anche delle malattie autoimmuni,
provocate dalla disorganizzazione del sistema immunitario
disturbato dei vaccini.
La letteratura scientifica piu'
recente (come sempre pro e contro) sulla disabilitazione del
sistema immunitario
a causa delle
vaccinazioni,
soprattutto nei riguardi dei vaccini geneticamente
modificati (Allegato 7) potrebbe consigliare di adottare
almeno qualche principio di precauzione.
Chiudo la parentesi e torno alle nostre ricerche,
informandoVi che nell’ALLEGATO 9 abbiamo compilato un
succinto glossario circa i termini scientifici ricorrenti in
questa relazione, perche' talvolta risultano astrusi perfino
a qualche addetto ai lavori medici.
Sulla scorta delle piu' aggiornate acquisizioni
scientifiche circa i rapporti tra situazione immunitaria e
insorgenza di certe patologie anche neoplastiche abbiamo
ritenuto opportuno proseguire le nostre indagini di
oncologia preventiva per verificare se eventuali
modificazioni dei poteri immunitari di difesa nei nostri
soldati potessero predisporli a contrarre certe patologie
autoimmuni, da quelle infiammatorie (ad esempio tiroiditi)
a quelle tumorali (ad esempio linfomi e leucemie).
In base a queste premesse scientifiche e in base
ai citati dati epidemiologici della Commissione Madelli
(ALLEGATO 14) Legatumori, ha avviato a proprie spese
un’indagine nei militari (presentatisi spontaneamente) sia
rimasti sempre in patria sia reduci da missioni all’estero
per valutare se si fossero verificate alterazioni
immunitarie tali da renderli sensibili allo sviluppo di
certe patologie. A proposito di tali spese, sentiamo il
dovere di ringraziare il munifico Monte dei Paschi di Siena
sia come Banca che come Fondazione per il loro sostegno
finanziario e di escludere categoricamente di aver mai
ricevuto per effettuare tali ricerche contributi e/o
finanziamenti da qualsiasi altro ente e/o istituzione,
pubblico e /o privato. Ministeri compresi.
I nosri
legali stanno esaminando il materiale documentale raccolto
al fine di tutelare la nostra onorabilita' e quella della
Lega Contro i Tumori per adottare eventuali iniziative
penali con richiesta di risarcimento che destineremmo alle
famiglie dei militari.
In
pratica il monitoraggio immunologico e' stato effettuato
mediante il prelievo di 10 cc di sangue, con la compilazione
di una scheda anamnestica nel massimo rispetto della privacy
.
Il nostro progetto si
e' sviluppato su vari
livelli sequenziali che riassumiamo sommariamente restando a
disposizione, insieme ai nostri collaboratori, per
eventuali approfondimenti tecnico scientifici.
Il primo passaggio dell’indagine
e' consistito
nel ricercare nei soggetti apparentemente sani (militari in
servizio), mediante analisi immuno-citofluorimetrica,
eventuali deficit in alcune sottopopolazioni linfocitarie
(Linfociti T,B. e NK in generale; poi cellule T Helper
(CD4+) e cellule citotossiche (CD8+), con memoria (HLA -
classe I e II / CD45RO, o di cellule attivate (FAS, FASL /
CD25+ / CD63+). Successivamente nei linfociti del sangue
periferico sono state esaminate: 1) la capacita' citotossica
antitumorale (specifica e aspecifica) mediante test di
citotossicita' al 51Cr e 2) la capacita' di produrre
citochine immunostimolanti e immunodepressive.
All’inizio i test sono stati condotti su di un
gruppo di 20 militari mai andati in missione, e su un gruppo
di 20 militari reduci da piu' missioni. Comunichiamo a
questa autorevole Commissione ufficialmente e riservatamente
questi risultati preliminari perche' ritenuti interessanti,
pur nella loro ridotta rilevanza statistica, in attesa di
reperire i finanziamenti necessari per proseguire le
indagini in corso e raggiungere così una maggiore
significativita' epidemiologica. Tra l’altro il reggimento in
oggetto si trova da qualche mese in missione all’estero.
Queste prime analisi condotte su un totale di 40
militari hanno evidenziato una frequente alterazione immunologica che si manifestava con una riduzione del
rapporto nei linfociti T (CD3+) tra CD4+ e CD8+ che in
analogia a quanto succede nell’AIDS e nei pazienti
oncologici terminali era fortemente suggestiva di
immunodepressione.
Negli stessi soggetti e' stato poi osservato un
aumento significativo della percentuale di linfociti B
(CD19/CD20) immaturi. Si tratta di un atteggiamento simile a
quello riscontrato in pazienti esposti al virus Epstein Barr
(EBV) un virus onco'geno correlato nell’uomo alla
eziopatogenesi di alcuni linfomi.
Tali risultati preliminari ci sono sembrati
meritevoli di approfondimento, perche' se venissero
confermati su piu' ampia scala, il loro signficato sarebbe
quello che senza opportune misure preventive i nostri
militari in condizioni di immunodepressione potrebbero
essere esposti al rischio di contrarre malattie, anche
autoimmuni, e forse certi tipi di tumore.
Cercando di limitare al minimo indispensabile i
riferimenti ai nostri protocolli di ricerca di tutt’altro
che facile comprensione perfino per non tutti gli addetti
ai lavori sanitari vi informiamo che, per approfondire il
progetto, sarebbe necessario aumentare non solo la casistica
(cioe' il numero dei soggetti controllati) ma anche le
categorie (studiare i militari alla partenza e al ritorno
dalla prima missione e in relazione al numero di missioni),
oltre ad istituire opportuni gruppi di controllo, compreso
un gruppo di civili della medesima fascia di eta' dei
militari.
Il definitivo riscontro di un eventuale deficit
immunitario correlabile con la comparsa di certe patologie
(come ad esempio le tiroidi e i linfomi) potrebbe aprire
diverse possibilita' operative:
-scoprire e rimuovere le cause
dell’alterazione immunitaria riscontrata;
-attivare delle procedure di follow up e
chemioprevenzione adeguate;
-ricercare eventuali immunostimolanti (per
esempio interleuchine e interferoni) che siano in grado di
compensare il deficit immunitario verificatosi in certi
militari.
La nostra indagine, in sintonia con le piu'
avanzate ricerche scientifiche anche internazionali nel
settore delle immunodepressioni si avvale della supervisione
di famosi scienziati, come ad esempio il prof. Giulio Tarro
insigne virologo ed immunologo che ha preso visione ed
approvato la presente relazione (ALLEGATO 11) inviandomi
questa risposta:
“Grazie
per la bella relazione che mi hai inviato e complimenti per
la mirabile stesura. Credo che l’impostazione sia corretta
anche per la nuova parte che riguarda la eventuale patologia
indotta dalle vaccinazioni soprattutto per la sequenza con
cui sono state somministrate ai militari in partenza per le
missioni di pace".
Il
Professore Hugh Fudenberg ha di recente pubblicato alcune
interessanti osservazioni sull’argomento, anche sulla
rivista di cui sono direttore responsabile (International
Journal of Clinic Investigation). Ovviamente sono
disponibile per qualsiasi impegno su questo tema anche
perche' ho gia' svolto diverse relazioni sugli eventi avversi
da vaccini e quanto da me scritto ha costituito
giurisprudenza per i tribunali militari nelle cause di
risarcimento.”
Procediamo con forzata lentezza, a causa delle croniche
carenze finanziarie che affliggono la ricerca scientifica
nel nostro Paese e per far fronte alle quali abbiamo
rivolto un appello alle massime Autorita' Governative e
Istituzionali compresa la Presidenza della Repubblica (ALLEGATTI
10 e 10 Bis) che mi aveva conferito la medaglia d’oro per
gli studi sull’Uranio Impoverito (ALLEGATO 10 Bis).
A questo punto delle nostre ricerche ci e' sorta spontanea
la domanda Quale causa (o concausa) ha potuto provocare la
caduta dei poteri immunitari di difesa nei militari
esaminati ?
Perche' la loro normale sorveglianza immunologica,
ad esempio anche contro le cellule cancerose, si sarebbe
abbassata ? E che cosa e' riuscita a provocare un
abbassamento tale dell’immunoreattivita' da impedire il
rigetto delle cellule tumorali da parte del militare che le
ospita ?
Abbiamo condensato negli Allegati 6 e 7 una
sommaria rassegna della letteratura scientifica circa i
rapporti tra immunologia e tumori, restando a personale
disposizione per eventuali chiarimenti.
Per la verita', anche nella Commissione
d’indagine della trascorsa legislatura si era accennato a compromissioni immunologiche non meglio precisate vedi la
riunione informale dell’Ufficio di presidenza del 19 gennaio
scorso, dedicata alla questione vaccini (Allegato 5). Anche
nell’avvio dei lavori dell’attuale Commissione di indagine,
forse a causa dell’indimostrata (scientifica, non mediatica)
responsabilita' dell’Uranio Impoverito, l’argomento e' tornato
sul tavolo. Vedasi ad esempio la 4a seduta dell’11 aprile
scorso di questa onorevole Commissione.
Le nostre ricerche sulle possibili cause
dell’accertato turbamento delle difese immunitarie hanno
prioritariamente iniziato ad indagare su quei farmaci che ci
vengono somministrati sin dai primi mesi di vita per
potenziare proprio il nostro corredo immunitario: vale a
dire i
vaccini.
Ci preme sottolineare subito e con forza gli
innegabili ed enormi progressi compiuti contro le malattie
infettive dopo la scoperta delle vaccinazioni, il cui fine
ultimo e' l’eradicazione di malattie devastanti come il
vaiolo e la polio, mentre quello intermedio e' la loro
prevenzione, individuale e/o di intere popolazioni.
Come
oncologo, non posso non ricordare che proprio grazie ai
vaccini dell’ultima generazione quelli cosiddetti
personalizzati si vanno profilando successi insperati nella
terapia mirata dei tumori. Diciamo subito che, come per qualsiasi altro
farmaco, occorre distinguere tra i vaccini come tali dalle
modalita' con cui vengono somministrati.
Vediamo prima il vaccino come farmaco riportando
all’allegato 8 le vaccinazioni obbligatorie e facoltative in
Italia. Dall’epoca delle scoperte di Jenner e di Pasteur ad
oggi il dibattito pro e contro la profilassi vaccinale ha
assunto dimensioni oceaniche, anzi interplanetarie e non
riteniamo che in questa sede sia il caso di addentrarvisi.
Pertanto consentitemi di dare per scontata l’innocuita' dei
costituenti dei vaccini, anche se, in verita', non lo sono
con assoluta certezza. Basti ricordare, per esempio, i
sospetti avanzati ricorrentemente sui vari componenti
elencati nel foglietto di accompagnamento (i cosiddetti “bugiardini”)
e che variano secondo le aziende: dagli antigeni vivi,
attenuati o uccisi, agli agenti coniugati, dai conservanti e
stabilizzanti, agli adiuvanti (per i quali per farli
“adiuvare” di piu' e prolungare l’effetto si ricorre a
metalli pesanti come il
mercurio (solo l’Italia non l’ha
ancora vietato) e l’alluminio,
pericolosi per la salute dei
vaccinati)
vedi:
Contenuto dei Vaccini
+
Guerra del Golfo, Uranio o Vaccini ?
+
Come si producono i
Vaccini
I metalli pesanti sono tossici perche' penetrano
nell’organismo con cibi, bevande, farmaci, aria respirata,
per contatto e si accumulano in ossa, fegato, rene, sistema
nervoso e grasso, bloccando importanti reazioni enzimatiche,
alterando il metabolismo e gli scambi energetici fino a
provocare malattie autoimmuni, tumori e malattie
cronico-degenerative come l’autismo, la sclerosi multipla,
il Parkinson, l’Alzheimer. Le intossicazioni piu' frequenti
sono da piombo, arsenico, cadmio, alluminio e mercurio. Gli
ultimi due metalli sono presenti come adiuvanti in diversi
vaccini.
Nell’Allegato 6 ne diamo una sommaria
informazione (sottolineando alcun i punti) rimarcando che
eventuali danni da vaccini rappresentano un problema comune
a tutta la popolazione vaccinata, sia civile che
militare.
Ci sembra pero' che nel nostro Paese le competenti Autorita'
sanitarie militari non siano orientate a ricercare,
raccogliere e quantificare tali danni in base all’obbligo
della loro denuncia (V. legge 210 del 1992 all’allegato 12)
come avviene per i civili ne' a catalogarli in appropriati
database, soprattutto per prevenirli. Ne parleremo piu'
avanti. Siccome i termini linfoma e leucemia ricorrono
frequentemente, ve ne diamo una rapida spiegazione.
LINFOMI
E LEUCEMIE
Il sistema linfatico e' parte essenziale del sistema
immunitario di difesa ed e' composto dai linfonodi (circa
600) dalla rete dei canali linfatici, dalle tonsille, dalla
milza, dal timo e dal midollo osseo.
Le cellule piu' importanti del sistema linfatico sono i
linfociti, prodotti nel midollo osseo e assicurano le difese
con l’immunita', che puo' essere:
UMORALE
= LINFOCITI B = maturano nei linfonodi e producono gli
anticorpi
CELLULARE = LINFOCITI T = maturano nel timo ed evolvono in
cellule di difesa
I
LINFOMI sono i tumori maligni del sistema linfatico, le cui
cellule subiscono una mutazione maligna per cause diverse e
si moltiplicano incontrollate, invece di morire alla fine
del loro ciclo vitale come avviene per le cellule sane con
un processo chiamato apoptosi.
I
LINFOMI a carico dei linfociti B sono i LINFOMI DI HODKIN
(dal suo scopritore) e sono il 25%. Il restante 75% sono i
LINFOMI NON HODKIN (oltre 30 sottogruppi)
LA
LEUCEMIA e' il tumore maligno dei globuli bianchi, prodotti
nel midollo osseo, che non riescono piu' a giungere a
maturazione e si moltiplicano tumultuosamente invadendo
tutto l’organismo, distruggendo i globuli rossi (anemia) e
le piastrine (emorragie)
Veniamo
ora alle somministrazioni dei vaccini, nei militari cioe'
alle modalita' pratiche con cui si effettuano le
vaccinazioni, che possono differire secondo la sede, il
personale addetto, l’osservanza delle norme prescritte per
la conservazione dei vaccini alle temperature raccomandate
(da sottozero a temperatura ambiente) per la loro
inoculazione (singola e/o contemporanea) e per tanti altri
fattori, come, solo a titolo esemplificativo, il rispetto
sia degli intervalli obbligatori di tempo intercorrenti con
le dosi di richiamo, sia delle date di scadenza. Inoltre
saranno state sempre verificate l’interscambiabilita' fra i
prodotti di aziende diverse nello stesso soggetto, nonche' le
eventuali reazioni negative insorte in occasione di
precedenti vaccinazioni, anche durante la vita civile ?
A questo ultimo proposito in nessuna delle tante Schede
personali vaccinali volontariamente esibite a Legatumori dai
militati controllati e' stata compilata la doverosa anamnesi
vaccinale, cioe' quali vaccinazioni obbligatorie e
facoltative fossero gia' state effettuate dalla nascita fino
alla data dell’arruolamento e che al giorno d’oggi non sono
poche.
Talvolta, per urgenti esigenze di servizio verrebbero
somministrate diverse dosi vaccinali ad intervalli di tempo
inferiori a quelli prescritti, come ha ammesso anche un
alto ufficiale dell’Esercito durante la sua audizione nella
citata riunione informale dell’Ufficio di Presidenza della
passata Commissione di inchiesta il 19.01.06. (Allegato 5)
A tale proposito giovera' ricordare che le prescrizioni
circa le dosi di vaccino, le loro vie, le loro tecniche ed
il loro calendario di somministrazione devono essere
osservate rigorosamente perche' si raggiunga un effetto
prevedibile e valido. Tali prescrizioni risultano
determinanti per il successo della vaccinazione o per il suo
insuccesso, con relativi danni alla salute come risulta
dalla vastissima casistica mondiale in proposito ed alla
quale si rimanda anche via Internet.
Perche' in USA quasi
tutte le compagnie non assicurano piu' i Danni da Vaccini ?
Riportiamo all’Allegato 6 i documentati legami tra certe
vaccinazioni e l’insorgenza di cancri, dalle leucemie ai
linfomi , di Hodgkin e di non Hodgkin. Probabilmente per
mettere le mani avanti in vista di eventuali conseguenze le
stesse aziende produttrici di vaccini dichiarano nei loro
foglietti illustrativi di non aver provveduto a testare e a
valutare la potenziale cancerogenicita' dei vaccini
commercializzati.
Nessuna azienda produttrice effettua indagini a medio e a
lungo termine per sapere se i vaccini, che oggi sempre piu'
spesso vengono prodotti geneticamente modificati, possano
rappresentare una concausa per l’insorgenza di talune
patologie o provocare mutazioni genetiche.
La formula pilatesca riportata nei “bugiardini” e' la
seguente : “Non e' stato valutato per questo vaccino
il potenziale carcinogenetico, mutagenico e i
potenziali danni sulla fertilita'”. Altre aziende usano piu' o meno la stessa
dizione, magari aggiungendo “di non aver fatto studi a lungo
termine neanche sugli animali”.
Anche il nostro Istituto “Mario Negri” di
Milano ha appurato che le vaccinazioni antipolio e antibc
facevano aumentare il rischio di linfoma (LH e Non LH) (European
Journal of Cancer prevention del febbraio 2000).
Ma anche se segnalazioni del genere si
susseguono da parecchi decenni, mai sono state correlate
fra loro, e non solo non vengono svolti, ma neppure
richiesti studi approfonditi e metodologicamente
significativi. Anzi, a partire dagli anni ’90 questo genere
di pubblicazioni scientifiche sembrerebbe in diminuzione
come se nessuno volesse assumersi la responsabilita' di porre
un così tremendo interrogativo sulla consolidata (e
remunerativa) pratica delle vaccinazioni di massa, civili e
militari, dell’ordine di diversi miliardi di dosi.
Siccome le precedenti ricerche hanno impoverito
il nostro bilancio di ONLUS piu' dell’Uranio, ci auguriamo di
ricevere dalle competenti sedi istituzionali i finanziamenti
necessari per meglio precisare questa diminuzione dei poteri
immunitari di difesa nei nostri militari. Nel frattempo
continuiamo a esaminare le loro “schedule” vaccinali, che
andrebbero tutte raccolte e classificate, come ci sembra
abbia proposto anche uno dei Vostri consulenti in una
passata audizione.
Concludendo con un’ultima informazione.
Le
aziende
produttrici dei vaccini hanno un loro servizio di Farmacosorveglianza. Abbiamo consultato i loro addetti ai
lavori, che si sono dichiarati cortesemente disponibili a
collaborare.
I primi
responsabili della Farmacovigilanza di tali
aziende,
personalmente interpellati, ci hanno dichiarato di
non
aver mai ricevuto segnalazioni di reazioni e/o di danni da
vaccini nei militari....
Nel settore civile invece la sanita' pubblica
segnala diverse
reazioni e i conseguenti danni da Vaccini, perche' la loro
denuncia alle ASL e' per |